La requisitoria della Boccassini ha un difetto fondamentale.
Non tratta soltanto dei reati – i dettagli riportati per evidenziarli sono sacrosanti – ma ha la pretese di elevarsi a trattato sociologico.
Quando infatti il procuratore parla di giovani che vogliono i soldi subito, che hanno in testa solo il successo e lo showbiz, o che perseguono il “sogno italiano”, non si comporta da magistrato. “Entrare nel mondo dello spettacolo e fare soldi” è un obiettivo come un altro, signora Boccassini, basta che lo si faccia alla luce del sole e onestamente.
Il magistrato non dovrebbe avere un giudizio sull’opportunità di perseguire uno stile di vita, ma deve assicurarsi che questo stile di vita non violi la legge.
Il magistrato non è un sociologo, e un giudizio da bar sulla gioventù italiana e sulla sua mancanza di “progetto” non dovrebbe essere un argomento in una requisitoria.

