Max Weber non aveva i capelli rossi

La requisitoria della Boccassini ha un difetto fondamentale.

Non tratta soltanto dei reati – i dettagli riportati per evidenziarli sono sacrosanti – ma ha la pretese di elevarsi a trattato sociologico.

Quando infatti il procuratore parla di giovani che vogliono i soldi subito, che hanno in testa solo il successo e lo showbiz, o che perseguono il “sogno italiano”, non si comporta da magistrato. “Entrare nel mondo dello spettacolo e fare soldi” è un obiettivo come un altro, signora Boccassini, basta che lo si faccia alla luce del sole e onestamente.

Il magistrato non dovrebbe avere un giudizio sull’opportunità di perseguire uno stile di vita, ma deve assicurarsi che questo stile di vita non violi la legge.

Il magistrato non è un sociologo, e un giudizio da bar sulla gioventù italiana e sulla sua mancanza di “progetto” non dovrebbe essere un argomento in una requisitoria.

Mhhh, che buon odorino, che state cucinando?

Questo Governo non piace a nessuno. Come potrebbe?

Si potrebbe organizzare una qualche azione che provochi il classico “Beh, però è gente seria”.
La pantomima del rimpastino che ha come protagonista la Biancofiore, mi puzza tanto di pacco. Il giorno dopo la nomina, già contestata, rilascia l’intervistina.

Cambio delega, non cacciata. Nessuna voce contraria dai pidiellini.

Polpettine di merda.

Sulla distanza della casta

Ieri, sul Fatto quotidiano, è stata pubblicata una intervista breve a Ignazio Marino, senatore PD candidato a Sindaco di ROMA.

Il giornalista gli ha chiesto conto dell’attuale linea politica del partito e lui, sì, ha ammesso che la base è scontenta, sia militanti che elettori, perchè “non comprendono le scelte attuali”.

“Non comprendono”?

Sta tutta qui la distanza tra la casta e l’elettorato, e viene fuori anche da uno insospettabile come Ignazio Marino.

Caro Senatore, caro PD, i militanti e gli elettori comprendono benissimo.

Il problema è che non condividono.