Ateo forever

archivio di maggio 2005

Ipse dixit

di capemaster - 31 maggio 2005

Lei lancia adesso l’allarme in difesa della 194, perché?
“La questione l’avevo già sollevata in precedenza: c’è una palese contraddizione tra la legge sulla fecondazione assistita e quella sull’aborto, in molti aspetti. All’articolo uno si attribuisce soggettività giuridica al concepito e lo si paragona in termini di diritto alla persona. L’embrione diventa intangibile; non si può [...]

Opinioni strumentali

di capemaster - 30 maggio 2005

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI per gli amici) ha espresso la sua opinione riguardo ai referendum che si terranno il 13 giugno prossimo. “Cari i miei cattolici, non andate a votare, sulla vita non si prendono decisioni…”
Ma che atteggiamento é?
Si può dire di andare al mare su un argomento di questa portata? Pensano veramente ’sti [...]

Questione di stile

di capemaster - 23 maggio 2005

Dicono che l’Italiano, come lingua, non durerà a lungo nel mondo che verrà… Verrà usata solo dagli italici abitanti ed internazionalmente per il famoso “BRAVÒ!” e per la musica “LARGO, PRESTO, ADAGIO…”.
Rimarrà credo anche per il mondo della moda (noi italiani si sa abbiamo stile)… ma mi è più difficile fare degli esempi di utilizzo [...]

Il comunismo è fantasia

di capemaster - 19 maggio 2005

Hu Jintao, presidente della Repubblica popolare e segretario generale del partito comunista cinese, ha accolto lunedì a Pechino centinaia di top manager, industriali e banchieri stranieri venuti per il Global Forum di Fortune. Il discorso di Hu di fronte ai rappresentanti del capitalismo mondiale è stato interrotto da applausi a scena aperta. Il quotidiano ufficiale [...]

Cene e diatribe

di capemaster - 10 maggio 2005

Per una bella e riuscita cena in compagnia gli ingredienti sono sempre quelli:

amici (quelli veri)
un antipasto tipico
un primo improvvisato ma di classe
una macedonia (che ci sta sempre bene)
vino buono
caffè + cremina e i figli che si guardano allegramente Harry Potter…

Mi mancava moltissimo il vociare e mandarsi cortesemente a quel paese con i miei amici.