Erano credo dieci anni o giù di lì che non provavo quel sano stupore e quella piacevolissima sensazione che ci pervade (e qui mi faccio interprete della comunità) quando, dopo aver accuratamente scelto il materiale sassoso [rigorosamente piatto e ellissoidale], lo si fa saltellare con successo su uno specchio d’acqua con sapiente gesto atletico.
Non mi vengono in mente altre azioni simil-sportive più irripetibili e nel contempo così potenti nel farsi ricordare e non so se esista un nome o un verbo per descrivere questa antichissima attività che per me ha sempre avuto un retrogusto greco-romano…
Io ho provato a dargliene uno con il titolo ;).










6 Luglio 2005 alle 09:54
In effetti, adesso che ci penso, non riesco a ricordare che nome si dava a questo “sport” da piccoli…però è vero che vedere il “proprio” sasso che schizza via rimbalzando sul pelo d’acqua è sempre una goduria!
(per chi non l’avesse capito, l’altro “sassellatore” ero io…del resto c’è molto più gusto a sassellare in compagnia…)