Mentre i londinesi (stando alle cronache) riescono a non perdere il loro proverbiale aplomb nemmeno di fronte alla follia terrorista, qui da noi i nervi sembrano essere già saltati a tutti.
Nei commenti che ho ascoltato oggi (8 luglio) sulle varie radio (da Radio Maria fino a Radio Radicale passando per quella del “Sole 24 ore”) i concetti erano sempre gli stessi: i prossimi saremo noi, è uno scontro di civiltà, è una guerra e come tale va combattuta…
Se qualcuno ha fegato, si legga qui un sunto dell’editoriale di Feltri pubblicato oggi su Libero…fra i suoi soliti deliri e le sue farneticazioni (il concetto è: “ammazziamoli tutti prima che ci ammazzino loro”), prospetta scenari tutt’altro che allegri: “…siamo in emergenza; anzi, in guerra. Il regime di guerra richiede sacrifici speciali, anche la rinuncia a certe libertà. La sicurezza ha un prezzo. Più sicurezza equivale a meno libertà”
E mi aspetto da un momento all’altro una bella invettiva dell’immancabile Oriana Fallaci, per la quale Feltri ne invoca la nomina a senatore a vita come segnale forte contro i fondamentalisti. Se stiamo a questo punto, allora siamo veramente messi male.
Il mondo è in fiamme, e siamo presi in mezzo fra dei pazzi che si divertono ad alimentarle con le bombe ed un branco di idioti che pretendono di spegnerle buttandoci sopra della benzina.









