Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c’è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l’odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.
Mogol - Pagani - Mussida









1 Settembre 2005 alle 16:09
solo il suono del mio passo…….questo “passo” della canzone mi ha fatto sempre tanto riflettere…essere presente come suono del proprio fisico camminare..
passo e chiudo
2 Settembre 2005 alle 07:48
……ma anche come suono leggero e quasi impercettibile del
proprio pensiero…che ti permette di fare passi
2 Settembre 2005 alle 18:07
passi di pensiero….mi piace …quante camminate fatte e quante ancora da fare…..-SENTIERO/PENSIERO
6 Settembre 2005 alle 17:43
eheheh
vi somigliate….