Tutti sanno che ODIO il calcio… Non mi piace come sport, non mi piace l’ambiente e soprattutto non mi piace la strapopolarità di cui gode in terra nostrana.Non voglio fare discorsi scontati e parlare dell’invadenza televisiva. Voglio soffermarmi su un aspetto che secondo me è ancora più invasivo.
Avete mai provato ad avvicinarvi allo stadio la domenica mattina? Io purtroppo ci devo passare (o meglio le mie destinazioni risiedono al di là) e puntualmente quando la squadra della mia città deve misurarsi col Vattelapesca F.C. o la Dinamo Canicattì scoppia il caos.
Misure di sicurezza anti-tifoso (l’anarco-insurrezionalista se le sogna, Undine!), celerini, blocchi stradali, deviazioni del traffico, parcheggi riservati, elicotteri anti Bin-Laden ecc…
Il tutto per 4 pullman cambogiani carichi di “tifosi” dalla voce rauca e dal discutibile abbigliamento.
Per quale diavolo di ragione una città di 150.000 abitanti deve stare in scacco per 200 persone o poco più?
PS. Con questo post inauguro la categoria anatemi & invettive dove ho incluso anche un paio di post precedenti.








16 gennaio 2006 alle 11:07
grazie ma non merito il complimento che mi hai lasciato da me. di quella notizia ieri ne ha parlato “studio aperto” (e questo sono certo ridurrà la tua stima nei miei confronti) e oggi pubblica un articolo il corriere della sera e anche il corriere on line a questo indirizzo
16 gennaio 2006 alle 11:08
i tifosi che si sentono colpiti possono aggiungere anche me nella lista dei meritevoli di anatemi
16 gennaio 2006 alle 11:08
caro il mio cape, is the same old story: è sempre così il dominio e la voglia dei pochi contro le necessità di molti. anch’io ogni tanto lancio anatemi che mi fanno solo venire il mal di stomaco ma non sortiscono effetto.
concordo che, almeno, poterli scrivere ha una sua valenza liberatoria.
Vista questa assonanza di idee ho piacere di linkarti sul mio blog.
16 gennaio 2006 alle 11:28
@ Akio: certo che Studio Aperto non è il mio programma preferito, ma nessun cambiamento di stima.. ti considero un osservatore lucido… Mi sono permesso di editare il tuo post perchè il link usciva dall’area del post.
@ Massimo: penso infatti che il blog sia veramente terapeutico per alcuni argomenti. Grazie del link, ricambio molto volentieri.
16 gennaio 2006 alle 11:32
Per lo stesso motivo per il quale negli stadi e nelle vicinanze del calcio in generale sono consentiti atteggiamenti che nel mondo normale ti fanno finire sotto processo quando non anche in carcere.
Tutti si dicono contrari, ma non cambia mai nulla.
Un motivo ci sarà e anch’io - che pure seguo il calcio - sarei curioso di conoscerlo.
16 gennaio 2006 alle 11:52
@ Contevico: io credo che la causa sia da ricercare nella nostra indole indolente e pigra e completamente diseducata rispetto a questioni di Educazione Civica. Non siamo aiutati dalla nostra culturalità sempre volta al perdono e alla confessione nè dai nostri esempi masmediatici e politici che fanno della faziosità e della furberia l’unico modus operandi.
16 gennaio 2006 alle 12:40
Ecco..appunto..
non ti invidio proprio!!
non sono mai stata allo stadio immagino che caos possa esserci..
16 gennaio 2006 alle 13:04
Per raggiungere Montegrillo evitando tutta la bolgia attorno allo stadio (cmq ieri la partita era FIORENTINA vs CHIEVO) suggerisco il percorso alternativo:
Uscita Prepo del Raccordo Perugia-Bettolle, Via Palermo, Via Fonti Coperte, Via XX Settembre, Piazza Partigiani, Tre Archi, Galleria Kennedy, Porta Pesa, Via Pinturicchio, Via Fabbretti, Via Faina, Via Sperandio (o senso vietato sotto porta S.Angelo), Monteripido e sei arrivato a destinazione spendendo 10 euro e consumando la frizione della tua macchina dietro al pullman di turno.
Pratico, no?
16 gennaio 2006 alle 13:12
@ 602: So che ieri era una partita importante, ma la realtà è che anche quando gioca Piccione Vs Bastardo si fa un’unità di crisi e si blocca il traffico. AH BEH.
16 gennaio 2006 alle 15:45
Non sottovalutiamo il “prelievo” alle casse dello stato che è diventato oggi il calcio. Senza dilungarmi su debiti spalmati (scandalo!!!) fallimenti salvati da leggine ad hoc, diritti tv (s)venduti con accordi non molto trasparenti, pensiamo solamente a quanto costa ad un comune “gestire” una partita di calcio (autobus blindati, treni speciali, forze dell’ordine in assetto anti sommossa, intere zone circostanti agli stadi sgombrate ogni domenica) rispetto a quelli spesi per altri sport (ad esempio la pallacanestro).
Quanto della responsabilità di tali (indecenti) tifoserie è poi da far ricadere sulle società stesse? (che non credo affatto siano candide come si pronunciano).
16 gennaio 2006 alle 17:03
Cape, l’anarcoinsurrezionalista se non lo si vuole non lo si trova.
Ho un’idea del perche’ certuni si dilettino di calcio e caos, ma sarebbe… troppo ‘colorita’.
Charlie ha ragione: molte società sono responsabili dei reati commessi dalle proprie tifoserie, ma il calcio è un’industria, ” tira” e finchè non ci scappa una tragedia di notevoli dimensioni, si andrà avanti così.
16 gennaio 2006 alle 17:21
Magari fosse così, Undine.
Perchè di tragedie di notevoli dimensioni ne sono successe già molte (varie volte c’è scappato il morto e se non son tragedie queste….).
Eppure si va avanti così.
16 gennaio 2006 alle 17:58
Panem et circenses….
Se non ci fosse il calcio ci sarebbe un’altra cosa, magari anche peggio (sì, è possibile).
16 gennaio 2006 alle 19:34
Artemisia: Si ma il panem et circenses può essere fatto “civilmente”.. (hehe .. avevo pensato anch’io di riportare il motto latino.. telepatia)
16 gennaio 2006 alle 22:07
Peggio del calcio, potrei pensare al ritorno degli spettacoli dei gladiatori…Stesso sfacelo e assenza di cervelli…
Il popolo non andrebbe avanti senza il calcio; li vedi questi tifosi convinti a fare sit in sotto le sedi delle squadre di calcio, per giorni interi, notte e giorno..Mentre per manifestazioni su lavoro, diritti e simili, non muovono una gambetta…
SI
17 gennaio 2006 alle 08:55
Ci sei stato tu alla stazione il pomeriggio che il perugia doveva giocare con l’arezzo? …beh, io sì, e ci hanno fatto mettere fuori dalla stazione, al di là dei cancelli, e c’erano un centinaio di poliziotti in assetto da sommossa…
17 gennaio 2006 alle 09:57
Charlie telepatico: Il panem et circenses per sua stessa natura degenererà sempre in qualcosa di incivile, perchè sarà sempre una miscela esplosiva di divertimento vuoto, interessi economici, disagio sociale che si sfoga in maniera distruttiva…
Altra cosa sarebbe se si riuscisse a canalizzare queste energie sotto forma di partecipazione diretta: allo sport, alla politica, al divertimento. Come attori e non spettatori passivi, della propria vita e della società. Ma allora non sarebbe panem et circenses.
17 gennaio 2006 alle 15:59
Appunto: sarebbe cultura sportiva, una cosa molto diversa.
17 gennaio 2006 alle 19:33
Categoria “Anatemi & Invettive”? Io ne avevo fatta una dallo stesso spirito ma leggermente più feroce: “Il manganello” Sottotitolo ideale: Hitler aveva ragione, ma aveva sbagliato bersaglio.
18 gennaio 2006 alle 09:21
hai colto il senso della battuta sui sindacati dei metalmeccanici. buon “postino” sulla armeni (mi raccomando alla sottile ironia!)