Mafia, pigrizia, Berlusconi, sindacati, soldi della ricerca, aborto, Ruini, il Papa, l’€uro, la Lega, Castelli & Calderoli, la SIAE, Schifani & Bondi, Fassino & D’Alema, UNIPOL, BNL, Antonveneta, Fazio, Ferrara, la furbizia, l’inesperienza, il sud, i sequestri, il Grande Fratello, la Marcuzzi, il precariato, gli scioperi, la pensione che non prenderemo, il buco nella finanza pubblica, la malasanità, i giornalisti servili, Cirio, Parmalat e il loro bond, la De Filippi e sua moglie, Cogne e l’idrossiapatite…
Ma qual’è il vero problema dell’Italia?
Perchè siamo così decadenti?










20 Gennaio 2006 alle 18:16
.. gosh! Non sono abituato a visualizzare tutte le “questioni Italia” in rapida sucessione.
D’istinto risponderei alla tua prima domanda:
-Il vero problema dell’Italia è che forse non è ancora affondata (nel senso non figurato di sprofondare il tento che basta da essere sommersa dal Mediterraneo..)
20 Gennaio 2006 alle 18:34
Si’, fa un certo disgusto vedere tutto insieme..Grazie Cape!:-)
Probabilmente il motivo e’ tutto l’ameno elenco, punto per punto, nessuno escluso…
E si sa che ogni minuscolo fiocco di neve forma poi una valanga, come diceva Mc Taggart di Greenpeace (spero di nn sbagliarmi con la citaione)…
Guardo cmq lo stesso speranzosa al 9 Aprile.
Al dopo ci penseremo, intanto sarebbe gia’ tanto ottenere un bel risultato e levare (almeno per un po’) quel sorrisetto demente al Nano:-)
SI
20 Gennaio 2006 alle 20:58
Il vero problema dell’Italia, caro Cape, è se la nazionale di calcio ai mondiali porterà Del Piero (e il suo uccellino) oppure no.
Sei bello arrabbiato e voglio farti arrabbiare ancora di più!
A parte gli scherzi. Nonostante tutto concordo con Silvia. Vuoi mettere cominciare a togliersi di torno gente come il Capo e tutta la sua corte sorridente, che bello!
20 Gennaio 2006 alle 22:12
pci psi
dc dc
pci psi pli pri
dc dc dc dc
Cazzaniga
avvocato Agnelli Umberto Agnelli
Susanna Agnelli Monti Pirelli
dribbla Causio che passa a Tardelli
Musiello Antognoni Zaccarelli
Gianni Brera
Bearzot
Monzon Panatta Rivera D’Ambrosio
Lauda Thoeni Maurizio Costanzo Mike Bongiorno
Villaggio Raffa Guccini
onorevole eccellenza cavaliere senatore
nobildonna eminenza monsignore
vossia cherie mon amour
ed era il 1979 quando rino gaetano cantava
fai le dovute correzioni e vedi quanti ancora adesso ci sono e fanno la voce grossa.
Che venga aprile e sparisca il nano.
20 Gennaio 2006 alle 23:35
Ah. Credevo fosse una Google Trap.
21 Gennaio 2006 alle 00:06
uhmm…
da nano compiaciuto a prete compiaciuto…
eh—unlosomiha…
mi vengono in mente due proverbi:
1) dalla brace nella brace
2) si chiude una porta si apre una botola
ma è anche vero che questa è una nottata mooolto negativa per me
21 Gennaio 2006 alle 09:27
Oh T sei davvero disfattista:-)
“unlosomiha” ha quel qualcosa che mi ricorda il ns slang toscano…Ti stai contaminando!:-D
SI
21 Gennaio 2006 alle 10:10
T-rtz … haha! Condivido.. i proverbi sono poi azzeccatissimi!
21 Gennaio 2006 alle 11:18
Il vero problema è che ci piace lamentarci, che non costa niente, ma che di muovere il cu*o a parte rare eccezioni nessuno c’ha voglia
21 Gennaio 2006 alle 12:52
Secondo me il vero problema è il numero tre dell’elenco (ma non diteglielo che è solo al terzo posto, altrimenti dice che è colpa di un complotto comunista…)
21 Gennaio 2006 alle 14:53
Secondo me Fulvia ha detto una cosa giusta anche se non condivido in toto. Lamentarsi con delle motivazioni e cercare di discutere è costruttivo e democratico.
Noi alla fin fine cerchiamo di scambiarci delle idee crescendo come cittadini pensanti. Questo è Utile.
21 Gennaio 2006 alle 15:40
C’è qualcosa di molto vero in quello che dice Fulvia, molto vero. Discutere PUÒ essere costruttivo, ma le la cosa rimane lì, non lo è. La discussione è il presupposto dell’azione, e non parlo di rivoluzione, ma di prendere parte al processo democratico in prima persona. Lamentarsi non è costruttivo, criticare lo è, se la critica è costruttiva e offre soluzioni alternative.
Se no è pour parler.
21 Gennaio 2006 alle 15:56
Ciao prof!
scusami se ti disturbo, sono Johnny Bravo. In seguito a problemi con il mio blog ho dovuto cambiare dominio. Puoi modificare il mio link? Sono su http://www.egosconnesso.net
Aggiungerò il tuo link anche al mio nuovo blog come nel precedente.
Scusami per il disturbo,
Francesco
21 Gennaio 2006 alle 17:14
1) l’importanza dell’avere “conoscenze”, in ogni settore del nostro Paese (dal agognato posto in ufficio sino ai vertici), ne consegue la scarsa attenzione al merito umano e professionale delle persone
2) la sfiducia che ci assale innanzi a simili spettacoli e che ci suggerisce di dedicarci al nostro piccolo orticello
3)il generale incoraggiamento alla furbizia
21 Gennaio 2006 alle 19:18
Parole mie, Undine.
22 Gennaio 2006 alle 08:59
anche mie…
Undine ha la capacità della sintesi.
22 Gennaio 2006 alle 20:25
salvo la Marcuzzi.
23 Gennaio 2006 alle 12:16
Non so quali siano i veri problemi dell’Italia.
Forse tutti.
Io mi accontenterei di vivere in un paese dove governare non significhi lo sfacciato e protervo interesse privato che si è fatto della cosa pubblica in questi cinque anni e che ha superato ogni limite di tollerabilità: parlo della legge sulle rogatorie internazionali, della legge ex Cirielli, dell’abolizione del falso in bilancio, della legge che esclude l’azione penale nei confronti delle alte cariche dello stato, di quella che impedisce l’appello all’accusa e alle parti lese in caso di assoluzione in primo grado.
E mi fermo qui, ma tutti coloro che pensano in buona fede sanno che potrei continuare.
Parlo di fatti, non di simpatie politiche.
Parlo di fatti, non di confronti con Prodi o chiunque altro.
I quali saranno giudicati per ciò che faranno, come è - o dovrebbe essere - in ogni democrazia.
E sui fatti, non sulle chiacchere, intendo essere smentito.
M’importa che il Paese, il mio Paese, quello in cui vivranno i miei figli, sia governato - qualunque sia la forza politica al governo - secondo le regole fondamentali dell’etica giuridica e non secondo le regole aziendalistiche del Presidente del Consiglio dei Ministri: chiunque esso sia.
Un Paese nel quale per approvare una legge di rilancio del settore motociclistico mediante possibilità di portare un passeggero sul proprio scooter non si aspetti proprio il giorno successivo a quello nel quale il fratello del Presidente del Consiglio acquista una delle più antiche e prestigiose case costruttrici di scooter di quaeto povero Paese.
Un paese nel quale gli incentivi economici all’installazione del decoder per la TV digitale non vengano stanziati quando la ditta che li commercializza (in pratica l’unica) diviene di propietà dello stesso fratello dello stesso Presidente del Consiglio dei Ministri.
Questo credo di avere il diritto di chiederlo a chiunque governi o si prepari a governare.
Se non altro, in nome del buon gusto.
23 Gennaio 2006 alle 14:16
@ contevico: sono molto d’accordo con te! Personalmente sono un difensore dell’alternanza (principio Democratico) nel senso che non mi importa veramente chi è al governo, basta che faccia l’interesse di tutti, non solo il suo.
Ovvio che fino a che c’è il Capo come lo chiama Ed, questo non è e non sarà possibile.
Sono schifato da tutto quello che hai elencato, o dovrei dire Schifani?
27 Gennaio 2006 alle 18:40
Perchè non abbiamo memoria … no….
… perchè la massa non ha memoria!
Saluti