gen
19
2006
I see trees of green, red roses too
I see ’em bloom, for me and for you
And I think to myself, what a wonderful world.
E ho guardato dentro un’emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.
E va bene così…
senza parole… senza parole…
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole
La musica è cambiata… però solo quella.
E poi dicono che in Italia abbiamo i creativi… Non nella pubblicità, questo è chiaro.
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gen
18
2006
Cara Ritanna Armeni, il codice non scritto del “giornalista di un programma di approfondimento” presuppone che quando si intervista un politico di qualsiasi caratura e colore si punti a fare domande “scomode”, mettendo in luce aspetti delle notizie che agenzie e telegiornali tralasciano. Ieri sera a 8 1/2 c’era come ospite Totò “Vasa Vasa” Cuffaro, rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, e come sempre dopo Ferrara hai preso finalmente la parola tentando come al solito di fare una domanda che non hai fatto. Cara Ritanna Armeni devi studiare l’argomento del dibattito giornaliero e il tuo interlocutore cosicchè, finalmente, nessuno potra bloccarti le domande confutando proprio il tuo punto di partenza. Capisco che non pago il canone per guardarti, ma 10 euro per una borsa di studio te li mando volentieri.
* il postino (o piccolo post) è un marchio registrato. Si ringrazia Akio.
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gen
16
2006
Tutti sanno che ODIO il calcio… Non mi piace come sport, non mi piace l’ambiente e soprattutto non mi piace la strapopolarità di cui gode in terra nostrana.Non voglio fare discorsi scontati e parlare dell’invadenza televisiva. Voglio soffermarmi su un aspetto che secondo me è ancora più invasivo.
Avete mai provato ad avvicinarvi allo stadio la domenica mattina? Io purtroppo ci devo passare (o meglio le mie destinazioni risiedono al di là) e puntualmente quando la squadra della mia città deve misurarsi col Vattelapesca F.C. o la Dinamo Canicattì scoppia il caos.
Misure di sicurezza anti-tifoso (l’anarco-insurrezionalista se le sogna, Undine!), celerini, blocchi stradali, deviazioni del traffico, parcheggi riservati, elicotteri anti Bin-Laden ecc…
Il tutto per 4 pullman cambogiani carichi di “tifosi” dalla voce rauca e dal discutibile abbigliamento.
Per quale diavolo di ragione una città di 150.000 abitanti deve stare in scacco per 200 persone o poco più?
PS. Con questo post inauguro la categoria anatemi & invettive dove ho incluso anche un paio di post precedenti.
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gen
13
2006
Ero insieme ad amici questa estate quando il 14 agosto leggevo sulle colonne di Repubblica le parole di Fassino “escano pure le trascrizioni”, e decisi di non parlarne anche se dentro stavo male.
Ho resistito troppo a non dire qualcosa direttamente della vicenda Unipol. Lo avevo in parte fatto da Ed, ma alla luce degli ultimi sviluppi (e soprattutto dopo la sortita del P.d.C. dai giudici) non posso fare a meno di fare una riflessione.
I dirigenti della Quercia se ne devono andare, tutti.
Anche Fassino, che come dice Grillo è il meno peggio, se ne deve andare. Non sto dicendo nulla di trascendentale visto che avrebbero dovuto farlo nel 2001, quando persero le elezioni come mai nessuno in Italia aveva fatto.
Mi sta antipatico da morire dirlo ma è l’unica cosa che possono fare per mantenere un minimo di dignità. Anche se so che ora, a tre mesi dalle elezioni, è un passo azzardato.
Ma vi rendete conto che stanno rispondendo alle accuse come Berlusconi, col COMPLOTTO? Pensate ancora che il centro-sinistra vincerà?
Non sono così ottimista, e ho un mal di pancia esagerato.
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gen
10
2006
Odio i saldi.
Odio tutto quello che rappresentano e che portano: le statistiche sulle vendite, i vari trend di crescita, la donnina in pelliccia di astrakan che in via Condotti dichiara “sono qui dalle sei della mattina per fare la fila”, il TG che ti dice di stare attento…
Ma quello che odio di più sono le dichiarazioni dei commercianti, in particolare quelli dell’abbigliamento.
“Per fortuna i saldi, altrimenti quest’anno!”
Ma vaff…
Tutto l’anno hai fatto dei prezzi da fantascienza e adesso hai il coraggio dirmi questo?
E poi, brutto mercivendolo da strapazzo, perchè il tuo negozio il 5 gennaio espone certa merce e il 6 gennaio come per magia ne espone tutt’altra?
Siamo stufi di cercare l’affare tra i vostri scampoli/rimasugli di roba anni ‘80 avanzata dalla merceria fallita della nonna.
Propongo che venga impressa la data di fabbricazione su ogni singolo vestito, come sulle uova. Sai che sorprese!
Già immagino le scene:
“Quanto costa questo giacchetto del 1989?… e questi jeans dell’94?”
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