Dopo il pessimo risultato elettorale della Margherita al Senato (10 e qualcosa percento) e l’attestazione dei DS ad un 17 e rotti percento, si apre a mio avviso un problema all’interno del centro-sinistra riguardante il voto cattolico.
Il problema che si profila è quello di una staticità dell’elettorato progressista che non riesce a catalizzare su di se quella esperienza cattolica e laica che meriterebbe.
La Margherita infatti, sperando nella fuga da F.I. dei delusi e degli scontenti, non aveva in primis fatto i conti con l’UDC (rifugio naturale dei cattolici “destri”) e soprattutto ha pagato l’alleanza dell’Unione con la nuova forza Boselli/Bonino.
I cattolici si sono un po’ spaventati diciamoci la verità.
La Rosa nel Pugno ha percorso la strada dell’anatema verso la Chiesa Cattolica (strada che condivido perchè sanguigno, ma che non considero così vincente) e inevitabilmente ha irrigidito il potenziale “elettorato transumante”.
Questa non vuole essere una invettiva nei confronti dei radicali socialisti, che portano avanti battaglie importanti, ma una riflessione sul modo nel quale vanno instaurate le discussioni sulla laicità.
Se molti del centro-sinistra dicono, a proposito dei PACS, che la maggior parte dell’elettorato cattolico è favorevole ma poi non li vota, un problemino di comunicazione esiste.
Come ha detto Fassino tempo fa “La R.nel P. non ha l’esclusiva dei temi laici”.
Vero.
Ma bisogna farlo sapere ai cattolici.
Pare che siano gli unici a non esserne al corrente.









21 Aprile 2006 alle 10:44
Il problema è, a mio avviso, più ampio.
Secondo me, parecchi cattolici apprezzerebbero, per esempio, un buona legge sui PACS, basterebbe che chi li propone, evitasse di chiamerli erroneamente “matrimoni”.
La stessa cosa con il referendum sulla fecondazione assistita: si è voluta sostiture una legge (cattiva) con il far-west.
E’ logico che il cattolico, anche se pronto ad andare contro i dettami della chiesa, non lo fa sulla base del nulla:è necessario fornire una buona motivazione.
Allo stesso modo, è sciocco pensare che un cattolico appoggi una linea politica basata sull’anticattolicesimo.
Lo stesso vale per gli altri temi.
Se li si discutesse seriamente i cattolici seguirebbero.
Si preferisce però fare propaganda. Si indicono crociate contro i mulini a vento e l’elettorato cattolico, che è in genere cauto, non segue.
Guido
21 Aprile 2006 alle 11:37
@ Abele: d’accordissimo. La questione del come si presentano le battaglie, soprattutto se etico-morali, è di primaria importanza.
21 Aprile 2006 alle 11:54
C’è un sostanziale rigetto da parte di molti a coniugare la religione con argomentazioni di sinistra.
Il termine catto-comunista, inteso come dispregiativo, ne è un esempio classico.
L’ambiguità politica della formazione rutelliana ha fatto il resto.
Presentarsi a sinistra dopo aver fatto deragliare un referendum laico non è stata una genialata, almeno non in questi termini.
Lista unica coi post-comunisti e poi pretendi che la gente voti per te invece che per l’UDC o l’UDEUR?
21 Aprile 2006 alle 12:43
no (cardinal) Martini
no Party!!!
21 Aprile 2006 alle 12:52
Il mio post è nato dopo che ho letto il tuo.
Quindi…. a te gli onori del prime time…
Guido
21 Aprile 2006 alle 14:02
il problema è che i cattolici seguono solo ed esclusivamente ciò che Ruini e Raizger dicono. Non penso proprio che si fermino a riflettere e ad informarsi su ciò che gli viene proposto. Almeno non la maggior parte. Poi, secondo me, sono fermi al medioevo quando la Chiesa governava e si doveva rispettare anche per legge ciò che la Chiesa prescriveva. E’ anche una mancanza di rispetto e tolleranza nei confronti di chi non crede o crede diversamente da loro
21 Aprile 2006 alle 14:28
@ T-rtz:
21 Aprile 2006 alle 16:48
blasfemi comunisti!
ma Dio vede tutto!
(don) Matteo
ma ci sono ancora cattolici in Italia?
21 Aprile 2006 alle 16:52
i pochi cattolici che conosco il hanno votato Unione. Però sono di quelli che vanno a messa a Pasqua e a Natale.
Triste che la politica italiana sia influenzata da credenze e superstizioni.
Ed è anche triste che un partito, come la Rosa nel Pugno, non possa esprimere le sue posizioni per paura di perdere l’elettorato cattolico.
Chi riesce a farsi portavoce della Chiesa tiene l’elettorato per le palle.. cosa aspettiamo a sfruttare a nostro favore questa cosa?
21 Aprile 2006 alle 19:28
Il problema secondo me è diverso… I Radicali per loro stessa natura non possono nè devono inserirsi in nessuna coalizione di destra o sinistra.
Sono una forza autonoma e tali dovevano restare: peccato poi che dopo i recenti tracolli del partito e avendo visto che il vento delle elezioni tirava a sinistra si sono affrettati a stringere un’alleanza con i socialdemocratici, che hanno in comune con i radicali solo uno spiccato anticlericalismo.
Morale della favola: oggi la RnP rappresenta quello che era Rifondazione nel ‘96: una mina vagante nel centrosinistra.
21 Aprile 2006 alle 21:05
Lo penso anch’io, l’ho infatti scritto nel post sul partito unico liberal-social-democratico.
22 Aprile 2006 alle 08:10
…sono in linea con le varie letture..vorrei aggiungere la mia:
la prendo un pò alla larga- credo che il generale quando la gente stà bene “gode” a prescindere da come raggiunga questo godimento, trae quindi un grande beneficio anche, forse soprattutto ,a livello cerebrale magari arriva perfino “all’illuminazione”; credo di poter dire che questo è assolutamente “disdicievole” (eufemismo) per il potere di qualsiasi colore esso sia, forse, ma sicuramente lo è per i destristi ( si può dire?) “l’illuminazione” è davvero troppo! Qualcuno direbbe che è cosa da santi, qualcun’altro direbbe che è roba da re, molti ,…troppi fanno i furbi.La destra, è ovvio cerca di tenersi buoni i cattolici ai quali è stato inculcato, in breve, che il peccato pìù grave è andare contro il padre (icona che stà per potere).
Penso che la r nel p troverà la capacità di saper comunicare le battaglie che porta avanti senza la rabbia gli estremismi che in passato hanno caratterizzato questa espressione politica, mi auguro con fermezza e chiarezza in accordo con la coalizione.
22 Aprile 2006 alle 09:28
Il problema secondo me sta nel fatto che nell’immaginario comune il passo dai PACS all’adozione di un figlio per una coppia gay è breve. Ed inoltre non si valuta che i PACS non sono rivolti solamente agli omosessuali, bensì anche a quelle coppie che convivono e che non vogliono ancra impegnarsi e via dicendo. Per il resto sono d’accordo con te Cape, resta un problema di comunicazione. Certamente gli elettori cattolici sono rimasti fedeli alla destra di Casini perchè come hai detto tu la rosa nel pugno ha fatto una campagna dai livelli non ancora digeribili, che hanno sicuramente scoraggiato molte persone. E soprattutto con i recenti fatti (crisi con la religione musulmana in Italia e all’estero, le nuove vicende della Chiesa) si è risvegliato un sentimento di nazionalità ed identità (cattolica e non) che ha inibito qualsiasi nuova scelta drastica in accordo con i principi tanto decantati da alcuni politici (sinistrosi e destrosi). Una soluzione poteva essere una maggiore sponsorizzazione di Mastella (con tutti i rischi che comportava) in tutta Italia, e non solo a Napoli. Ciao, Dblk
22 Aprile 2006 alle 09:44
ripeto da secoli che fare il minestrone non conveniva, e che la maggiore “coesione” su molti temi della CdL avrebbe portato sorprese…
buon weekend
22 Aprile 2006 alle 09:56
“Il termine catto-comunista, inteso come dispregiativo, ne è un esempio classico.”
io pensavo che fossimo noi destrorsi a utilizzarlo come termine dispregiativo e affibbiandolo ad ogni cosa abbia il vago sapore di bigottismo pauperistico (del tipo che i ricchi sono infelici o vanno all’inferno).
“Triste che la politica italiana sia influenzata da credenze e superstizioni.”
già, vedo che anche te ce l’hai con i marxisti, quelli del “global warming” e quelli de “ogm no grazie”, hai ragione è proprio triste, e pensare che uno di loro avrà la presidenza della camera… brrrr….
22 Aprile 2006 alle 11:11
@ tutti: ieri sera a Otto e 1/2 c’era Follini. Ha detto una cosa che mi ha spaventato.
“L’Italia è un paese che è stato pensato e ha una base progettuale ci centro-destra”.
Se ci pensiamo bene è vero. I cattolici che seguono la Chiesa anche politicamante non votano certo a sinistra. Culturalmente non sono portati a farlo.
22 Aprile 2006 alle 18:15
Sottoscrivo Abele
Ciao!
22 Aprile 2006 alle 19:12
hai centrato il problema principale. va beh c’è pure mastella che tra un pò passa di là (mah e pure boh).
ps: qualche tempo fa berlusconi ha chiesto alla figlia barbara di entrare in politica al suo fianco ma non l’ha convinta: stando al successo che ha avuto (sembra) in tivù, è stato l’ennesimo errore. ciao cape
23 Aprile 2006 alle 18:40
In realtà noi diamo per scontato che uno che affermi di essere cattolico sia, nei fatti, cattolico, ovvero segua i dettami del Vangelo, e non quelli del Vaticano, che possono differenziarsi anche non di poco.
Quindi quando parliamo di cattolici in realtà stiamo parlando del nulla perché non esiste un’omogenea, e sincera, categoria cattolica.
Se esistesse non solo non voterebbe Forza Italia, non voterebbe nemmeno UDC o Margherita. Voterebbe Rifondazione. Strano eh? Rileggetevi il Vangelo.
24 Aprile 2006 alle 23:59
Ma Capemaster, tu e i tuoi commentatori di sinistra, lo conoscete qualche cattolico praticante? Non solo di quelli che vanno a messa a Natale, Pasqua e stop.
Da cosa scrivete mi viene sto dubbio…
25 Aprile 2006 alle 00:03
Cape dixit: Come ha detto Fassino tempo fa “La R.nel P. non ha l’esclusiva dei temi laici”.
E se agli italiani (cattolici e non) del tema “laicità” gliene fregasse una sega (pardon my french), perché la laicità dello Stato non è affatto in discussione?
Per lo meno non da parte dei cattolici e della Chiesa. Semmai si potrebbe parlare dei Fratelli Musulmani & C.
Per citare C.Rocca:
“La laicità dello stato, poi. Come se fosse in discussione. Come se davvero l’Italia corresse il rischio di trasformarsi in una teocrazia, soltanto perché Camillo Ruini, che non è il rappresentante di uno stato straniero ma dei vescovi italiani, interviene nel dibattito pubblico come Epifani o Montezemolo o l’ex presidente delle Coop Lanfranco Turci. “
25 Aprile 2006 alle 09:16
@ Mauro: ne conosco molti, praticantissimi. Sono circondato. I miei migliori amici (quelli veri!) sono praticanti al massimo.
E il comportamento rispetto a temi di “laicità” è eterogeneo. C’è chi segue il suo “cuore” e ritiene che i PACS (solo per fare un esempio) siano giusti, e chi dice “Se il Papa e Ruini sono contrari, chi sono io per contraddirli… io faccio quello che dicono”.
Ovvio che mi prediligo un comportamento “laico” anche nei praticanti.
‘Sta cosa dei Musulmani e del fatto che la laicità è un falso problema non mi convince. Accantono però i Musulmani e la possibile risposta perchè ci voglio fare un post.
Camillo scrive bene ed è un trend setter, ma il cardinale Ruini quando parla ex cathedra non è uguale a Epifani o a Montezemolo. Lo sarebbe se parlasse ai credenti. Non se si rivolge agli Italiani.
Sarà anche un dettaglio, ma a mio avviso conta.
Cmq, penso che alla fine hai ragione quando dici che agli Italiani non gliene frega niente della laicità. PURTOPPO dico io.