Più ateo che mai

Con Robinik (si, proprio quello) abbiamo deciso di collaborare mescolando idee e luoghi ad una riscrittura e ad una revisione degli attuali schieramenti politici italiani, e più in particolare ad un superamento della classica contrapposizione destra / sinistra.
Prima di mescolarci, anche come redattori, dovevo aprire la discussione sul mio blog e giustamente presentare l’iniziativa.

Confesso che qualche mese fa non sarebbe stato possibile per me accettare una simile “sfida”, sia per formazione, sia per eccesso di passione.
Le cose sono cambiate nel frattempo. Anche da prima del tanto discusso risultato elettorale avevo denunciato una difficoltà al dialogo e un certo avvitamento culturale all’interno del mondo della sinistra cercando di capire innanzi tutto me stesso, ma in particolare l’idea politica alla quale aspiro.

Nascosti all’interno della logica destra / sinistra si sta abbastanza comodi. Tutto è chiaro.

Si sa chi è il nemico (loro) e si sa (si dovrebbe sapere) chi sono gli amici. Chiaro e disarmante nella sua semplicità.
Ma la semplicità è quasi mai buona consigliera e quasi sempre è nemica dell’approfondimento. Come si può valutare una proposta con obiettività (qualunque essa sia in qualsiasi contesto) se proviene dalla negazione di ciò che si è?

Non si può valutarla, la si rigetta.

Ecco, io credo che sia questo l’attuale stato della politica italiana.
Qualcuno l’ha già detto, ma lo ripeto:

gli attuali schieramenti stanno insieme più per negazione dell’altra parte che per affinità programmatica

Il problema nasce da qui. Contrapposizione destra / sinistra. Dicotomia insuperabile?

A mio avviso no, si può e si deve puntare un po’ più in alto ad esempio ridisegnando e riallocando le idee, le visioni e le persone in una posizione pertinente.
Quello che ho in mente non è la fondazione di una nuova DC o fusionismo o inciucismo o Grosse Koalition, ma una vera e propria distruzione e successiva ricostruzione dell’attuale assetto politico-culturale.
Mi spiego citando Robinik

Come possono convivere all’interno dei due schieramenti posizioni così contrastanti come quelle della Destra Sociale e dei Riformatori Liberali? Come quelle della Margherita e di alcune aree DS con quelle dei Comunisti Italiani? Cosa ci fanno Pietro Ichino e gli altri come lui a sinistra? Cosa ci fanno Alemanno e gli altri come i suoi a Destra? E’ possibile che la destra estrema e la sinistra estrema abbiano le stesse posizioni in politica estera?

Palesi contraddizioni. Robinik risolve innanzi tutto uscendo dalla nomenklatura destra / sinistra (ideologica) proponendone un’altra Liberali / Socialisti (programmatica).

A mio avviso questi due termini sono abbastanza sfruttati e logori per diventare essi stessi contrapposizione ideologica, vanificando l’intento, ma è chiaro che se vogliamo uscire dal pozzo, dobbiamo tutti guardare all’insù.

Prendiamo come valori comuni l’anti-fascismo e l’anti-comunismo (quelli veri!) e rifondiamo questo paese.

44 commenti a “Future dicotomie”

  1. MyAvatars 0.2 giamo scrive:

    Il discorso che cerchi di fare potrebbe essere interessante. però, dopo aver letto il tuo post, e prima di poter provare a dare un contributo, vorrei chiederti cosa intendi quando dici “Prendiamo come valori comuni l’anti-fascismo e l’anti-comunismo (quelli veri!)”? Quali sarebbero gli anti-fascismi e gli anti-comunismi veri?

  2. MyAvatars 0.2 brunius pensatoio scrive:

    Caro mio, se si parte da questi presupposti, penso che si andrà presto alle elezioni.

    Italo

  3. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Giamo: quelli storici. Quelli che hanno in comune il rifiuto per il totalitarismo ed il calpestamento dei diritti elementari.
    Il mio è un invito a considerarli, e soprattutto a superarli.

  4. MyAvatars 0.2 Beppone scrive:

    mmhhh.. esercizio difficile.. è molto più facile stare nella “bambagia” del rassicurante mondo di blogger di sinistra.. ed è proprio per questo che apprezzo la tua iniziativa.
    Mi piace..
    .. ma così come sono d’accordissimo sul NON usare terminologie ormai prive di “emozione” come socialisti e liberali.. non sono tanto d’accordo sull’anticomunismo e antifascismo.. semmai un comune ANTITOTALITARISMO… da qualunque lato/areapolitica esso provenga.

  5. MyAvatars 0.2 Domiziano Galia scrive:

    Hai il mio appoggio. Io sono un liberaldemocratico nel senso di partito democratico, quindi volendo un liberalsocialista.

  6. MyAvatars 0.2 Francesco Costa scrive:

    Antifascismo, anticomunismo, antitotalitarismo… le parole contano, e queste non appartengono alla società odierna. Le parole su cui puntare sono tre: libertà, democrazia e giustizia. Condivido lo spirito del tuo discorso e guardo con curiosità all’iniziativa che verrà.

  7. MyAvatars 0.2 brunius pensatoio scrive:

    Confondere comunismo e violazione dei diritti vuol dire non riflettere seriamente sulla tradizione storica dei partiti della sinistra
    Se non si fa uno studio accurato e della storia del pensiero comunista e della storia delle esperienze del socialismo reale, rischiamo di fermarsi a considerazioni superficiali e con il finire a teorie astratte (come la teoria dei diritti o il liberlsocialismo)
    Ragazzi qui ci vuole uno sforzo teorico. Invece ci sediamo subito

    Pensatoio

  8. MyAvatars 0.2 Giamo scrive:

    Sul superamento di valori come l’antifascismo ci andrei molto cauto. Tutti gli esercizi di revisionismo storico tendono alla fine ad una banalizzazione della realtà.
    L’antifascismo in Italia è un valore che fa parte della Costituzione e ha una sua ragion d’essere perchè in Italia il fascismo (quello vero) c’è stato, è stato combattuto e sconfitto. I goffi tentativi di superarlo in chiave revisionista (vedi Violante con i ragazzi di Salò o gli ultimi libri di Giampaolo Pansa) fanno più confusione che altro: non si può storicamente (e moralmente) affermare che i fascisti e i partigiani erano sullo stesso piano, è un assurdo inaccettabile.
    Quanto al comunismo, sono d’accordo con brunius sopra quando dice che non bisogna confondere comunismo e violazione dei diritti. E aggiungerei che non bisogna confondere il comunismo come idea con le realizzazioni storiche del comunismo reale. E poi in Italia la tradizione comunista, diversa da quella sovietica o cinese, è una delle componenti che hanno contribuito a sconfiggere il fascismo e a scrivere la Costituzione.
    Quanto al discorso di Robinik sulla destra e la sinistra estreme che hanno le stesse posizioni in politica estera, mi pare ci sia una confusione non indifferente nel ragionamento. E’ possibile che le posizioni siano simili, ma non è detto che siano simili i ragionamenti che stanno dietro a quelle posizioni. Solo per fare un esempio: sul conflitto israele/palestina la posizione filopalestinese della destra era più in chiave anti-ebraica che non di riconoscimento reciproco di due popoli e due nazioni (e vorrei capire quali sono adesso le posizioni della destra estrema di fronte ad un governo palestinese democraticamente eletto, ma di chiaro e forte stampo islamista).

  9. MyAvatars 0.2 Carmelo scrive:

    Gli estremi si toccano sempre.
    Un uroboro politico dalle estremità condivise, un serpente che morde la sua coda da punti di vista solo apparentamente differenti.
    Comunismo come fascismo, eccessi socialisti.
    Sovrastrutture che presentano come vertice il comandante di ferro (Mao, Stalin), oppure Dio (spesso anche patria e famiglia).
    Dicotomie apparenti.
    Buttiamo via tutto e ricominciamo da capo, come dice Cape.
    Buttiamo, ma non dimentichiamo.

  10. MyAvatars 0.2 Robink scrive:

    Eccomi (sono proprio io :) )
    Il post, ovviamente, mi trova d’accordo, mi riempie di gioia e mi entusiasma. Mi entusiasma anche verificare una cosa della quale ero certo ovvero il fatto che moltissime persone sono pronte a questo tipo di evoluzione. Un’evoluzione che hanno già realizzato ma che è soffocata dalla gabbia delle estreme che ci fa vivere la politica come se fossimo allo stadio.

    Il discorso non è però ovviamente semplice ed il lavoro mio e di Capemaster (e di chiunque vorrà portare contributi alla discussione) è lungo ma sono sicuro che porterà frutti importanti.

    Ringrazio Cape, i suoi commentatori e mi permetto di rispondere a Giamo che mi chiede delucidazioni sulla politica estera coniugata con le estreme.
    Questo sarà il tema di uno dei post che scriverò ed è difficile quindi riassumerlo in un commento però ti posso assicurare che è abbastanza disarmante constatare quanto il fascismo ed il comunismo parlassero lo stesso linguaggio riguardo alla lotta contro le “plutocrazie” e alla “simpatia” verso modelli politici simili.

    Quanto al rapporto della destra con laPalestina, l’antisionismo (ieri come oggi) è la scusante e non la motivazione reale di chi da sempre si oppone al Capitalismo come il padre di tutti i mali, adichi vede nella libertà dell’individuo un problema e non una soluzione.

    In questo (ma ripeto nel post sarò più chiaro) l’analisi dell’antiamericanismo che lega Chiesa Cattolica, Comunismo e Fascismo nella storia del 900 è uno studio abbastanza illuminante.

    A presto ;)

    Buona Vita!
    Rob

  11. MyAvatars 0.2 Ombrone scrive:

    Idea molto interessante, vi seguirò con tutta l’attenzione possibile.

    Mi sembra un progetto ardito, ma spero che avrà successo!

  12. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ tutti: sono un po’ stupito del fatto che la cosa più controversa e commentata del post siano le ultime due righe, che dovrebbero essere ormai, nella mia visione è ovvio, scontate.

    Se ci mettiamo a parlare di comunismo reale, applicato e quant’altro non usciamo dalla situazione attuale.

    Quello che mi interessa in questo momento è capire a che futuro può ascriversi il centro-sinistra italiano e con chi dovremo confrontarci. Mi pare molto più interessante il futuro che il passato. Come dice Carmelo, buttiamo ma non dimentichiamo. Però buttiamo :) .

  13. MyAvatars 0.2 velenero scrive:

    Apprezzo il fatto che due dei bloggers che stimo di più abbiano deciso di fare qualcosa di costruttivo insieme…

    Vi espongo due problemi:

    1. Io mi ritengo un socialdemocratico, ma mi danno sempre del comunista ;

    2. Ho un grande rispetto per i liberisti per il loro pragmatismo, ma non capisco cosa possano avere da spartire con Silvio Berlusconi (giuro che non vuole essere una provocazione a Robinik o ad altri liberisti).

  14. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Velenero: grazie per la stima, ricambiatissima.

    1. è proprio questo uno dei punti da superare, la delegittimazione per appartenenza ad uno schieramento. Sei dall’altra parte, hai torto.

    2. Sai che i liberali e liberisti sono delusi dalla ex-maggioranza. La destra sociale e l’UDC hanno frenato Berlusconi, sencondo loro. Secondo me il problema è che neanche Berlusconi è così coraggioso.

    Motivi in più per espellere dal panorama politico ’sti giurassici che dicono dicono e poi…

  15. MyAvatars 0.2 Robinik scrive:

    Quoto Capemaster con riserva sul Cav (almeno non rischio il bollino di Comunista a forza di quotare :D)

    Ringrazio anche io vivissimamente e torno al lavoro.

  16. MyAvatars 0.2 brunius pensatoio scrive:

    Senza conoscere che buttiamo.
    Ragazzi, ste’ considerazione sono vecchie. Le ha fatte Saragat, poi Craxi. Insomma non certo la creme de la creme. Io dico parliamo di problemi e di come vogliamo risolverli. Ma non buttiamo cose che non conosciamo. In “la banda degli onesti” Totò, preso dall’entusiasmo, butta nel falò il proprio stipendio. Non facciamo cazzate.

  17. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ brunius pensatoio: il discorso è diverso. Il periodo storico non ne parliamo. Ripeto che non è in discussione l’origine, ma l’arrivo.

    Un percorso però ha bisogno di un punto di inizio.
    Non ti sembra incredibile che ogni volta che si parli di superare le posizioni ed in qualche modo emanciparsi, ci si scontri sempre con assoluti ideologici?
    Io non mi sento più a mio agio nella barricata.

    La riflessione per quanto mi riguarda ha un prossimo passo: una seria analisi su ciò che siamo stati obbligati a diventare grazie alla Dicotomia con la D maiuscola e quali influenze culturali hanno segnato di più.

  18. MyAvatars 0.2 Azael scrive:

    ok, parliamone. Purchè si riesca ad andare alla radice delle cose, alle differenze fondamentali, buttando un occhio oltre il pragmatismo delle soluzioni programmatiche o la ricerca di soluzioni pacificanti. Mi piacerebbe che si parlasse di libertà oltre che di economia, di valori oltre che di lavoro, di uguaglianza e diversità. La politica è politica se è filosofia pratica. Altrimenti è amministrazione.

  19. MyAvatars 0.2 Mariniello scrive:

    L’analisi è giusta: però, se portata alle estreme conseguenze il 15% d’Italia non sarebbe rappresentata. GM

  20. MyAvatars 0.2 Robink scrive:

    @ GM da ottimista ti dico che questo dimostra che l’85% degli Italiani ad oggi non è rappresentato ;)

    @ Azael Parleremo anche di quelli anche se (per esperienza) parlare di valori è sempre più difficile

    Ciao!

  21. MyAvatars 0.2 Astrolabio scrive:

    io direi che la distinzione e un bel dibattitone può nascere dalle due distinzioni di libertà: la libertà positiva (potenza) e libertà negativa.
    il fatto è che un uomo nasce libero per certi aspetti e prigioniero per altri.
    Nasce libero perchè quando nasce ha una sua volontà, e perde questa libertà non appena una persona lo obbliga a fare o non fare qualcosa.
    Ma d’altro canto non nasce libero, in quanto non è divino, non può volare, non può respirare sott’acqua, priam o poi muore, eccetera.
    Purtroppo massimizzare questi due tipi di libertà può generare conflitti, per esempio, se obbligo tizio a dare soldi a caio che così si compra i vestiti, aumento la libertà positiva di caio ma diminuisco quella negativa di tizio.

    in questo paradigma la destra sarebbe preoccupata di tutelare la libertà negativa, la sinistra invece di massimizzare la libertà positiva totale (italiana? del mondo?). E poi ovviamente tutte le varie sfumature tra le 2 posizioni estremiste.

    ecco, può cominciare il dibattito, io vi dico subito che secondo me la posizione di estrema sinistra è impossibile da realizzare fincheè lo stato non avrà un modo leggere la mente dei cittadini :-)

  22. MyAvatars 0.2 Lontana scrive:

    Molto interessante e doverosa questa riflessione.
    Anche io vedrei molto utile il superamento del fascismo-antifascismo come base.
    Poi bisognerebbe tendere al bipolarismo come nel NordAmerica dove entrambi gli schieramenti si ispirano al liberismo in economia e differiscono invece nella visione della società, più o meno “progressista” . Con istanze diverse a seconda delle visioni ( repubblicani e conservatori per i valori tradizionali, democratici e liberali per le innovazioni ).

    Noi invece, con questa dicotomia e finché ci saranno ancora in giro post-comunisti, siamo impegolati in polemiche che paralizzano tutto il sistema.
    :-)

  23. MyAvatars 0.2 Robinik scrive:

    @ Lontana

    il bipolarismo credo sia fondamentale ma stare attento a paragonare il modello americano (che come sai mi piace) per il semplice motivo che in quel modello i “liberal” sono quelli che credono che lo stato si debba occupare di tutto. Sono quindi paragonabili a quelli che io chiamo socialisti (mentre i loro liberali sono i libertarian).

    Per il resto ritengo corresponsabili i post-tutto. ;)

    Ciao!

  24. MyAvatars 0.2 Chris scrive:

    Come Rob sa anche per me il termine destra e sinistra stanno stretti.
    E sono proprio i fatti che c’è lo dicono.
    Come può nella destra convivere UDC e Forza nuova?
    Come possono convivere nella sinistra Bertinotti e Diliberto e ad esempio la Margherita o l’Udeur?
    Come può conciliarsi come dice Rob (si è proprio lui) la politca estera di questi schieramenti?
    La nomenkaltura che Rob cita liberisti/socialisti però mi pare riduttivo.
    E ovvio che siamo solo all’inzio per l’idea di partenza è giusta e secondo me dovrebbe portare alla fine alla costruzione di due grandi partiti unici uno più liberare (che vuole più libero mercato , meno stato a rompergli i coglioni, che che la base di partenza sia la stessa per tutti ma che il risultato sia regolato dall’individuo) ed uno socialista( che vuole più Stato a regolare nella sua vita ).
    Ma siamo sicuri che in italia sia possibile un bipartitismo di questo tipo? Bisognerebbe che tutti i partiti che oggi compongono le alleanze abbandonassero i loro proposti e sposassero un sola linea di pensiero.
    Vedo l’italia molto divisa. Se pensate che alle ultime elezioni si sono presentati 174 simboli ed accettati 134.
    E’ dura…
    Credo che l’Italia sia fatta per il proporzionale e lo vedo sempre di più adesso.
    Ma chissà….pensiamoci…ma il cammino è lungo…di certo qualche anno non basterà…

  25. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Chris: io vedo possibile una Italia veramente bipolare. Tecnicamente realizzabile con una legge elettorale maggioritaria non ecquivoca. Magari col doppio turno, così tagliamo meglio le ali [e atterriamo sicuri e freschi col paracadute ...citazione :) ].
    Non dobbiamo mica morire proporzionali. Credo che proprio la cultura del proporzionale in avalli e alimenti le Balene Bianche e partitucoli.

  26. MyAvatars 0.2 Robinik scrive:

    @ Chris

    Come ripeto da giorni per capire al meglio questa “visione” non bisogna pensare ai partiti attuali.
    E’ come voler progettare una Ferrari e pretendere di trovare posto per le portiere della 500 che teniamo nel garage :P

  27. MyAvatars 0.2 dino scrive:

    Ciao ragazzi. Approfitto di questo spazio per segnalarvi questo link http://giovanitaliani.splinder.com/ Il progetto “gioventù Italiana” nasce dall’esigenza di riunire i giovani (e non solo) intorno al comune obiettivo di dare una “smossa” democratica e culturale al sistema politico nazionale, a nostro avviso “vecchio” nei modi e nelle idee. Stiamo cercando di sensibilizzare tutti coloro i quali credono che la vera politica sia quella della gente, delle idee e dei progetti, non solo propagandistici ma effettivamente realizzabili. Vi chiedo, se volete, di aiutarci a diffondere il progetto “gioventù Italiana” (casomai linkandoci e spargendo la voce con amici “virtuali” e non). Se ci credete anche voi, venite a visitare il blog e lasciate un commento ma soprattutto una proposta o un’idea che entrerà a far parte di un futuro documento programmatico (stiamo per mettere su un forum dove confrontarci sulle varie proposte pervenute al blog).Grazie e ciao.

  28. MyAvatars 0.2 brunius pensatoio scrive:

    Il problema è : siete sicuri, pensando di volare verso il futuro, di non scavare nel trapassato ?
    E poi, questo ossequio all’ideologia, dove lo vedete ?
    Per me la novità è leggere Marx. Tanto, so per certo, che la maggior parte di noi (ed anche dei politici e degli intellettuali di sinistra) lo rimastica tramite suntini e pechenini di terza e quarta generazione.
    E lo vedo dalle critiche che gli fanno. Non criticano lui, ma spesso l’idea che di lui hanno.
    Oggi Cacciari ad es. in un intervista ha precisato che Napolitano è l’opposto dei comunisti. Ma guarda…senza di lui non ci saremmo mai arrivati. E queste sono le pillole di saggezza seminate dai nostri intellettuali. “Diem perdidi” diceva l’imperatore Tito.

    Italo

  29. MyAvatars 0.2 Tisbe scrive:

    liberali/socialisti? mi sembra di cadere dalla padella alla brace…

  30. MyAvatars 0.2 orioko scrive:

    Stavo pensando…

    Ottimo nella forma e leggibilissimo il tuo post,ma locondivido in parte.
    Noi Italiani siamo poco pazienti, cioè siamo abituati a cambiare le cose dopo cinque minuti, non abbiamo lapazienza di aspettare.
    Forse questo è il nostro più grande difetto.
    Il bipolarismo come forma di governabilità è forse l’unica shance che abbiamo per stare la passo con i nostri partner mondiali, e per dare una identità alla nazione Italia.
    Se pensiamo che 50 anni fa qui c’era una specie di monarchia, on possiamo pretendere che questo bipolarismo funzioni come quello dell’Ighilterra o quello degli Sati Uniti, semplicemente perchè è presto per dare una valutazione.
    Si è gridato al regime co Berlusconi è al terrore comunista col centrosinistra, certo questo non è il metodo migliore di iniziare, però va detto che in questi utlimi dieci anni ci sono state 2 legislature, e non 12.
    Un primo risultato è stato ottenuto, ed è quello della stabilità di governo, che ci ha dato un pò di stima.
    Spero che si continui sulla strada del bipolarismo, e penso che col tempo si ammorbidiscano anche i toni che si usano di questi tempi.

  31. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ brunius: e allora anche il Partito Democratico è trapassato? Risponderò meglio a te nel prossimo post sull’argomento.

    @ Tisbe: non piacciono molto nemmeno a me i termini, ma perchè dalla padella alla brace?

    @ orioko: sono bipolarista convintissimo. E anche per il maggioritario.

  32. MyAvatars 0.2 supramonte scrive:

    cito domiziano galia: “. Io sono un liberaldemocratico nel senso di partito democratico, quindi volendo un liberalsocialista. ”

    secondo me la tendenza è questa: si va sempre più verso una destra teo-conservatrice (modello aznar, bush) e una sinistra liberalsocialista (modello blair, zapatero, schoeder). in questa evoluzione, io sono decisamente di sinistra… vediamo se c’azzecco…

  33. MyAvatars 0.2 FulviaLeopardi scrive:

    Non ho mai pensato al destro (o al sinistro, in certi casi) come un nemico, e col tempo ho scoperto che abbiamo più punti in comune di quanto non si direbbe.
    plaudo all’idea

  34. MyAvatars 0.2 Astrolabio scrive:

    “Per me la novità è leggere Marx.”
    E sì, è proprio quella la novità, allora anche platone già che ci siamo.

    “E lo vedo dalle critiche che gli fanno. Non criticano lui, ma spesso l’idea che di lui hanno.”
    io critico la teoria del valore/lavoro che è errata.

  35. MyAvatars 0.2 Lontana scrive:

    Supramonte:
    Sono d’accordo, si va verso quel tipo di bipolarismo..

    Io, ad esempio, mi colloco nell’area Aznar,( anche se in Europa é un tantino diverso…) Bush, Harper ( in Canada partito conservatore..).

  36. MyAvatars 0.2 Ed scrive:

    Se per caso vi fosse sfuggito e se forse eravate troppo giovani, vi consiglio di leggere “Le due destre” di Marco Revelli del 96 e “Destra e Sinistra” di Norberto Bobbio del 94.
    Più o meno era già tutto scritto lì. ;-)

  37. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Ed: certo che li conosco. Il libro di Bobbio è uno dei saggi che preferisco. Non è proprio come dici tu però. Li si parla di egualitarismo e individualismo.
    Credo che noi si sia spostata la discussione su altri termini, più programmatici e ancora da definire, per superare l’intimo disprezzo dell’altra parte. Bobbio dice che esistono destra e sinistra. Io dico che non servono più così come le stiamo vivendo.

  38. MyAvatars 0.2 Ed scrive:

    Giusto Cape: come dice Revelli, no? Due destre.
    Destra e sinistra non deve essere per forza disprezzo reciproco. Ma vedo che bisognerebbe partire dal chiedersi cosa siano destra e sinistra perché penso che esisteranno sempre, da qualunque punto di vista si guardino.

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