Riprendiamo il discorso dove lo avevamo lasciato.
C’eravamo salutati con una sorta di impegno alla memoria comune, alla interiorizzazione dei valori che vengono dalla storia recente, ma anche ad un loro “superamento”.
Superamento che non è escludente. Non ci voglio tornare sopra.
Quello che mi interessa rimarcare è l’intento di DISTUGGERE l’attuale assetto partitico-coalizionista per crearne uno basato su una visione più programmatica che ideologica.
Chiaro che l’assetto a cui tendo è quello bipolare.
Mi sta bene per ora anche usare la nomenclatura liberali / socialisti anche se ha delle pecche. Preferirei socialdemocratici per la mia tendenza personale. Non siamo pronti per “socialisti”: sapete, la memoria a breve termine mi tormenta :).
Per fare quanto auspico bisogna innanzitutto cambiare la legge elettorale e dargli un taglio tale che sia in qualche modo “forzata” l’aggregazione non solo in due schieramenti, ma in due forze principali. Sbarramento molto alto ad esempio. Questo significa anche tagliare le gambe, per ora, alle forze più radicali. Gli elettori poi si adegueranno, magari non gli irriducibili, ma seguiranno.
A chi obietta che non si potrebbe governare perchè servono i numeri, si potrebbe replicare che con un bel doppio turno si taglierebbe la testa al toro.
Quello che mi piacerebbe veder realizzato è un po’ una configurazione anglosassone o statunitense. Non due destre come diceva Ed.
È diverso. La nuova dicotomia non deve essere vista con la logica destra / sinistra. Altrimenti cadiamo nello stesso errore.
La novità più grossa starebbe nel fatto che l’elettorato sarebbe molto più libero e molto più mobile.
Il confronto si giocherebbe molto sul ruolo dello Stato. Più o meno presente.
Non so quanti di voi hanno visto di recente Report. Si parlava di Danimarca… di quanto è bello che tutto funziona.
Ma quanti vincoli! Ti calcolano pure il consumo annuo di carburante da casa al lavoro in base alla distanza. [Assicuro l'anarcocapitalista Astrolabio che sono con lui in questo caso, anche se ho appreso di recente che la Danimarca gli piace].
Lo Stato deve essere meno presente, ma non assente. Un post bellissimo, ma di taglio strettamente economico, restituisce il senso di quale possa e debba essere il senso della discussione.
Ovviamente non c’è solo il lato economico o la visione dello Stato. Ce ne occuperemo più avanti con Robinik su queste pagine.










19 Maggio 2006 alle 09:18
Se posso dire la mia (e spero di potere) non credo sia corretto forzare l’elettorato a schierarsi immancabilmente con lo schieramento giallo oppure quello blu.
Questo secondo me non da “libertà” all’elettorato, ma ne riduce le potenzialità di espressione.
Non sono a favore di un sistema proporzionale come quello espresso nelle recenti elezioni, ma sono assolutamente a favore del fatto che chiunque possa esprimere con il proprio voto (o non voto) la propria idea.
Non trovo che l’ideale possa essere il modello americano o inglese.
Devo anche ammettere di non avere una soluzione e di questo mi scuso perchè il commento rischia di essere inutile.. ma ci sto pensando da tempo e spero di riuscire a trovare “l’uovo di colombo” a breve.
Ciao
19 Maggio 2006 alle 09:27
proprio ieri a Caterpillar si parlava di Danimarca… e si diceva che non è che sia tutto rose e fiori… per maggiori informazioni c’è il podcast…
19 Maggio 2006 alle 10:20
Alzare lo sbarramento costringerebbe le correnti radicali a cercare accordi nei grandi partiti, che agiscono in chiave esclusivamente populista.
E non credo ci metterebbe al riparo dalle derive ideologiche che fanno stagnare la creazione di un nuovo movimento programmatico.
C’è un passaggio che mi sfugge:
come dovrebbe il doppio turno metterci al riparo dall’ingovernabilità?
19 Maggio 2006 alle 10:32
@ Carmelo: pensa alle elezioni dei sindaci.
19 Maggio 2006 alle 11:13
Deve essermi sfuggito! O_O
Mi passi una tua immagine per il link? Ti chiedo scusa… Avevo scritto sotto ai link di avvertirmi in caso mi fossi scordato di qualcuno dopo l’azzeramento dei links…
me[at]egosconnesso.net
ti aspetto!
19 Maggio 2006 alle 12:12
Devo ammettere che mi sfugge la dicotomia liberale/socialista.
Specialmente quando è sintetizzata dalla parola socialdemocratico…
Ciao!
19 Maggio 2006 alle 12:23
@ Jinzo: infatti Future dicotomie è un titolo un po’ provocatorio. Tende più a rappresentare il presente, ma ho voluto usarlo comunque.
Separazione netta infatti io non la vorrei. Anzi tenderei a creare un orizzaonte molto mobile tra le “correnti”.
Il fatto, per quanto riguarda i termini, è che mi piacerebbe trovare un qualcosa di diverso da socialisti/liberali. Che come dicevo nel primo post mi sembrano tutti e due un po’ sfruttati.
Lana caprina comunque, quella dei termini.
19 Maggio 2006 alle 22:22
Se fossi costretto dal sistema elettorale a scegliere, per fare solo un esempio di nomi attuali, tra Casini o Rutelli penso che mi ritroverei tra quelli che a votare non vanno più.
Mi pare che quello che suggerisci sia un sistema di alternanza tra due ipotetici schieramenti molto, forse troppo, simili tra loro.
Alla fine sarebbe indifferente o quasi quale dei due è al governo.
19 Maggio 2006 alle 22:34
ehm, se posso criticare il post che linki, è ovvio che con lo stato si può produrre di più, per esempio in cina ci sono i laogai e in russia c’erano i gulag, dove la gente lavorava aggratise
quindi la produzione aumentava, il problema dello stato è che in linea generale non sa bene cosa voglio i cittadini, per il semplice motivo che ognino ha bisogni diversi (specie una volta soddisfatto il mangiare e e il proteggersi dai pericoli più dannosi).
Poi dati di cinque anni.. bah…
20 Maggio 2006 alle 02:35
@ Astrolabio: mi pare che ci siano solo i paesi europei US se non ricordo male…
è uscito anche il seguito
22 Maggio 2006 alle 10:47
ciao capo (uso il nick italiano)… sono risalito a questo blog dal cd che mi hai dato venerdì sera e devo dire che ho stentato a riconoscerti ti avevo lasciato un pò meno filosofo della politica. mah saranno gli anni. cmq questo che hai messo in piedi è un interessante esperimento che mi riprometto di seguire con maggiore attenzione.
ho postato nella sezione politica perchè oltre ad essere la più attiva mi sembra che ci siano alcune affinità che possono essere sicuramente approfondite. la discussione sulle “dicotomie” mi sembra promettente ma suggerirei di non cadere nel tecnicismo (o nella lana caprina come dici tu), la questione è sostanziale! ciao a tutti.
22 Maggio 2006 alle 10:56
@ MethodMan: spero che la premessa dia un complimento :D.
ho preferito soprassedere.
Benvenutissimo. Venerdì volevo dirtelo del blog, ma poi, visto che mi accusano di straparlarne
Ti aspetto, e soprattutto aspetto le tue opinioni. Bello il tuo sito… l’hai fatto tu?
22 Maggio 2006 alle 11:07
yes…mi ci diverto anch’io.naturalmente un complimento.e anche un complimento per il cd che ho ascoltato e fatto ascoltare. la prima di primo acchitto potrebbe essere una hit [ctrl+z]
guarda ho letto l’intervista a Ichino che è tra l’altro uno dei prof. di milano del Master che ho frequentato, e come sempre dice cose interessanti, ma il prob. di fondo rimane, il retaggio ideologico (io provengo dal sindacato), la gerontocrazia, l’illegalità rendono l’italia un paese diverso dagli altri europei, per cui il rischio è che fintanto saranno solo i prof. universitari o una certa intellighenzia che si ama definire riformista, a dire queste cose non si arriverà da nessuna parte.
22 Maggio 2006 alle 11:39
Il modello danese è già fallito.
E’ andato bene per poco tempo e andava bene per un paese piccolo. Copiaincollare modelli di altre nazioni è spesso fallace.
Concordo sul ruolo dello Stato: Locke mi ha “insegnato” che deve essere “il Guardiano”. GM
22 Maggio 2006 alle 12:05
Io son sempre dell’avviso che il bipolarismo non fa parte di questo paese e secondo me non può rispecchiare il paese se non cambiando totalmente la classe dirigente/ politica italiana (ovvero ci vorrano 30 anni). Sono assolutamente d’accordo sul fatto che uno sbarramento più alto costringerebbe i partitini a scomparire o ad aggregarsi con quelli più grandi. In questo modo le alleanze sarebbero formate solo da tre /quattro partiti, e non per esempio da 13 come succede oggi nell’Unione. Anche il fattore “preferenze” deve essere basilare. Un cittadino deve avere la possibilità di portare al parlamento chi vuole e non persone indicate contro ogni regola meritocratica.
Destra e Sinistra stanno anche a me stretti, infatti io voto centro:). Scherzi a parte, il problema non è ideologico ma culturale. E’ un nuovo manifesto che il centro destra deve creare da contrapporre alla logica Gramsciana che li forgia “da piccoli”. In più nonostante io mi sia aggregato a gruppi tipo neoLib è un chiaro esempio di come oggi ci sia comunque bisogno di aggregarsi a movimenti alternativi che creino un nuovo modo di pensare che non debba passare per lo statalismo. Di certo oggi parlare di socialismo (che ormai a mio parere e superato) e liberismo (significherebbe tornare all’Ottocento guardando a Cavour, per carità ha fatto tanto , ma farlo adesso nel 2006 è riduttivo) non ha senso. Credo che la parola “Riformismo” possa essere più adeguata. I diritti , almeno per noi che stiamo nell’occidente, li abbiamo bene o male tutti. I problemi sono le divisioni culturali, la povertà, il cambiamento economico soloper citarne alcuni. E’ il rilancio del nostro sistema occidentale (da migliorare per noi) e da esportare (in termini di diritti e non di cultura) per gli altri il nostro vero arrivo. Sia che si stia da un parte o dall’altra.
22 Maggio 2006 alle 15:21
Sbarramento alto, socialdemocratici e liberali, tutto questo fa pensare a una sola cosa: UK.
Vi piace veramente?
22 Maggio 2006 alle 16:15
@ Mariniello: infatti a me personalmente la Danimarca, seppure devo dire che mi sembra un paese civile, mi darebbe sui nervi. Troppe regole e troppo costoso.
@ Chris: da giorni mi sto arrovellando il cervello per cercare una definizione meno classica, ma credo anche che non sia così essenziale dargliene una. D’accordissimo con te che l’attualità politica trova linfa cattiva nelle nostre tare culturali. MethodMan dice una cosa sacrosanta sulla corruzione del nostro paese che ne fa uno dei più arretrati d’Europa.
Senza voler fare il patetico, da qualche parte dobbiamo cominciare.
@ Cachorro Quente: perchè no?
22 Maggio 2006 alle 17:34
@ Cachorro Quente: a me sì.
22 Maggio 2006 alle 21:23
Il solito italico vizio di mutuare soluzioni che se funziano, male, nel contesto sociale in cui sono nate da noi sarebbero un fallimento.
Dallo zapaterismo al danimachismo..proviamo a trovare qualcosa di originale invece di vivere continuamente nel paese del gattopardo, dove cambia tutto per non cambiare niente.
Socialisti liberali, mi pare una contraddizione in termini.
23 Maggio 2006 alle 07:56
@ velenonero: non sarà un paradiso, ma meglio di noi stanno sicuro
23 Maggio 2006 alle 08:22
@ tutti: riporto all’ordine.
Non propongo il sistema Danese!!!
Questo ho detto.
Quella del sistema danese era un esempio (si può discutere se efficiente o meno, costoso o più) per lanciare un confronto su “quanto Stato”.
Ancora sui termini: non sono essenziali per me. L’atteggiamento, quello si.
23 Maggio 2006 alle 08:38
Mi candido per l’assenza dello stato.
23 Maggio 2006 alle 09:28
La questione “quanto stato”, come dicevamo, funziona in un Paese Normale.
Purtroppo l’Italia non lo è, e dunque l’analisi comparata di modelli esteri non è applicabile da noi se non si condivide un senso comune di etica e moralità della cosa pubblica.
Solo un paio di notazioni su quello che intendo:
in quale altro paese europeo un uomo politico dopo aver perso le elezioni amministrative nel giro di pochi giorni diventa ministro? in quale paese europeo un uomo politico dopo aver ricoperto incarichi da premier uscendo sconfitto dalle elezioni o cadendo rimane nell’arena politica? in quale paese europeo dopo 10 anni si ripresenta lo stesso confronto politico-elettorale per la leadership del paese? …e potrei continuare con tutti gli annessi e connessi!!!!
ora prima di interrogarci sugli assetti dello stato o del governo io mi concentrerei sul ‘che fare’ per rivoluzionare questo stato di cose.
QUALCHE IDEA?
23 Maggio 2006 alle 15:13
@ MethodMan: la domanda delle domande hai fatto.
Risponderò a questo con un post, non posso liquidare la questione in un commento.
23 Maggio 2006 alle 17:32
Perfettamente d’accordo su tutto…e ciò mi sorprende
24 Maggio 2006 alle 08:24
@ Camelot: te l’ho detto che sei comunista