Mario Adinolfi è solo uno dei tanti trentenni che auspicano un ricambio generazionale della classe dirigente politica. Io dico che è cosa buona e giusta.
Molti commentatori sportivi auspicano un ricambio generazionale della classe dirigente calcistica. Anche questa è cosa buona e giusta.
Una domanda sorge spontanea.
Dove l’andiamo a pescare classe dirigente formata, adeguata (moralmente e culturalmente) ed in numero sufficiente?
Tags: Adinolfi, classe dirigente, formazione, trentenni







31 maggio 2006 alle 11:01
Non certo nelle sezioni giovanili dei partiti ..
31 maggio 2006 alle 12:02
Non saprei proprio, anche perché nel corso degli anni a tutto s’è pensato meno che formare “moralmente e culturalmente” le classi dirigenti e le persone in generale.
Il risultato ottenuto può essere sintetizzato anche attraverso questo articolo di Giuliano Ferrara che, pur essendo abbastanza scontato (conoscendo Ferrara non c’era da aspettarsi di meglio) fotografa abbastanza bene la situazione “morale e culturale” italiana (specialmente l’ultima frase)
31 maggio 2006 alle 13:55
…tra i bloggers?
Io ne avrei in mente un paio…
31 maggio 2006 alle 14:00
In tutta questa faccenda della “classe dirigente” senza ricambio mi ci trovo appieno.
Lo sapete cosa dicono di noi “trentenni” quelli che ora sono classe dirigente (magari ex-sessantottina)?
Dicono che se vogliamo spazio dobbiamo sgomitare.
E sul fatto che non sgomitiamo mi sono interrogato molto…Ritengo i miei coetanei molto più preparati, molto più oggettivi, molto più moderni di quelli che sono, oggi, “classe dirigente” eppure spesso mi sono trovato solo a condurre certe battaglie a condividere certi valori contro i dinosauri.
Forse è proprio questo il punto.
Non abbiamo “coscienza di classe”…coscienza di poter essere una classe dirigente. I Marxisti lo dicevano del proletariato che non conosceva la propria forza nei rapporti economici, per noi è la stessa identica cosa. Non condividiamo in una forma efficace i valori al fine di produrre un ricambio generazionale, non solo anagrafico, ma di contenuti.
31 maggio 2006 alle 14:38
facciamo del deviazionismo anche qui (nonostante tu sia l’unico che mi dà sempre retta nei commenti, quanto sono ingrato)
La questione, annosa, del ricambio della classe digerente è seria, il problema è che viene affrontata nel modo più naif ed inconcludente possibile. Che il mio Paese abbia ad essere rappresentato da una torma di settantenni mi fa girare le balle, ovvio, ma che gli autocandidantisi a fornire il ricambio debbano essere Adinolfi, Scalfarotto, Baldelli e simili nullità complete che hanno dalla loro solo l’anagrafe e presunti meriti di modernità (tipo essere gay e animare la superiorità morale londinese, oppure avere un blogghe tanto letto dalla sinistra romana fica) mi fa - semmai - gaurdare con occhio più benevolo all’attuale sistema villa arzilla
31 maggio 2006 alle 14:44
Uno se vuol massimizzare il risultato pesca dove ci sono tanti pesci. Il problema diventa allora creare le condizioni affinché tanti pesci si radunino nello stesso posto.
31 maggio 2006 alle 14:59
Non c’è spazio per una nuova classe dirigente, purtroppo.
Anch’io parlo di ricambio generazionale, ma manca la volontà da parte di chi dovrebbe farsi da parte. E chi sgomita spesso non è moralmente adatto al compito che l’attende, per riprendere le tue parole.
D’accordo con Charlie: alla larga dalle sezioni giovanili dei partiti, grazie.
31 maggio 2006 alle 16:33
Nelle sezioni giovanili dei partiti fa strada chi è più bravo a slinguazzare le terga dei potenti che vogliamo detronizzare.
Quindi out, a prescindere.
Non ci resta che sperare nei talenti fantasma, quelli che non hanno ancora avuto modo di emergere.
E sperare che ce ne siano tanti.
31 maggio 2006 alle 18:31
Bella domanda…
le teste e le idee non mancano… quello che manca è la possibilità di farle emergere.
Se l’Italia conoscesse non dico tanto… ma almeno un briciolo di meritocrazia…
31 maggio 2006 alle 22:17
Io toglierei l’avverbio “moralmente” perchè lo trovo fuori luogo: è come riconoscere che sia difficile trovare persone “morali” e che si debba sempre diffidare di chiunque…e comunque non l’andrei di sicuro a cercare a casa di Mario Adinolfi…se si vuole cambiare, si deve capire che la politica non danneggia se stessa…e l’unico modo per sabotarla è quella, illiberale, di introdurre “quote”….quote per tutto ciò che è sfrattato dalla politica….donne e giovani…..e poi occorre “sporcarsi le mani” ed entrare nel sistema…e cioè entrare nei partiti o nelle associazioni…avendo però cura di distinguersi dalla più parte della classe politica in una cosa: occorre essere economicamente indipendenti dalla politica…non si può fare della politica una professione a tempo pieno….perchè questo sì che influisce sull’immoralità della politica…e poi bisognerebbe introdurre anche dei limiti al mandato parlamentare: oltre un “tot” di legislature non si può sedere in Parlamento, o nei vari consigli….sabotare la politica dal di dentro…e poi ci vogliono strumenti di partecipazione nuovi: primarie obbligatorie per legge, ed una bella legge elettorale in senso maggioritario puro…con delle primarie in ogni colleggio, come in Inghilterra…così chiunque può candidarsi….e il popolo si sceglie non solo l’eletto, ma anche il candidato…se fai questo, forse c’è più possibilità che i giovani possano accedere alla politica vera…..il problema è che prima è necessario creare una “coscienza condivisa” sul da farsi….e qua iniziano i cazzi veri…
31 maggio 2006 alle 23:31
@ Camelot: mi stupisce che tu dica questo. È una palese contraddizione!
Come si fa a cambiare la politica dall’interno quando siamo tutti all’esterno? E non c’è modo di entrare?
Le quote… Le quote non sono riusciti neanche a farle per le donne figuriamoci per i “ggiovani”
La coscienza condivisa c’è… io e te per esempio non votiamo esattamente lo stesso partito o la pensiamo allo stesso modo, ma siamo coscienti che ci vuole un ricambio.
Quoto tutto sulla legge elettorale. Aggiungo un doppio turno e uno sbarramento al 5%.
Compro anche una vocale :).
1 giugno 2006 alle 02:14
The Romans did not murder Jesus.
The Temple of Love
http://www.thetempleoflove.com/
1 giugno 2006 alle 09:09
@ Rob & Marco: scusate, ma eravate in antispam non so perchè…
In particolare a Marco: Mario Adinolfi è un esempio, giusto per portare un nome conosciuto ;).
1 giugno 2006 alle 11:45
Per essere spietatamente siceri bisogna addossarci buona parte delle colpe, troppe volte abbiamo votato per il meno peggio turandoci il naso (vi rendete conto che ho contribuito a far diventare Mastella guardasigilli?).
1 giugno 2006 alle 11:57
@ Puntaspilli: ma che dovevamo fare?
Le alternative non erano allettanti.
1 giugno 2006 alle 12:48
Maggior autonomia nella scelta del candidato sarebbe già una buona cosa anche alla luce del passo indietro fatto con la nuova legge elettorale. E poi c’è troppa politica ovunque, ormai viene vista come qualcosa di indispensabile (in ogni settore: Industria, commercio, cultura, etica, ecc.). Secondo me è questa la tendenza che bisogna cambiare. Meno politica ovunque=meno interessi= meno mummie attaccate alle poltrone. Anche in questo caso è un pò colpa nostra, politicizziamo tutto, anche il prossimo referendum. Non so tu come la pensi, ma io voterei si al referendum se non fosse per il brianzolo eversivo
. Se vince il si Berlusconi chiederà di tornare al voto, se vince il no la costituzione non verrà cambiata per i secoli a venire (anche lei è un po’ anziana); ma non è su questi temi che deve ragionare chi si appresta a votare, la costituzione non è ne di destra ne di sinistra.
2 giugno 2006 alle 02:18
O.T.: oh… ma ’sto sito anti S.A.R.S. lo facciamo o no?!?!?!?
2 giugno 2006 alle 10:33
se qualcuno si fosse occupato di crearla una classe giovane…
2 giugno 2006 alle 14:58
prima pensiamo a formarla e a trovare TESTE in grado di formarle, poi si penserà a selezionarle.