Future dicotomie /2
Riprendiamo il discorso dove lo avevamo lasciato.
C’eravamo salutati con una sorta di impegno alla memoria comune, alla interiorizzazione dei valori che vengono dalla storia recente, ma anche ad un loro “superamento”.
Superamento che non è escludente. Non ci voglio tornare sopra.
Quello che mi interessa rimarcare è l’intento di DISTUGGERE l’attuale assetto partitico-coalizionista per crearne uno basato su una visione più programmatica che ideologica.
Chiaro che l’assetto a cui tendo è quello bipolare.
Mi sta bene per ora anche usare la nomenclatura liberali / socialisti anche se ha delle pecche. Preferirei socialdemocratici per la mia tendenza personale. Non siamo pronti per “socialisti”: sapete, la memoria a breve termine mi tormenta
.
Per fare quanto auspico bisogna innanzitutto cambiare la legge elettorale e dargli un taglio tale che sia in qualche modo “forzata” l’aggregazione non solo in due schieramenti, ma in due forze principali. Sbarramento molto alto ad esempio. Questo significa anche tagliare le gambe, per ora, alle forze più radicali. Gli elettori poi si adegueranno, magari non gli irriducibili, ma seguiranno.
A chi obietta che non si potrebbe governare perchè servono i numeri, si potrebbe replicare che con un bel doppio turno si taglierebbe la testa al toro.
Quello che mi piacerebbe veder realizzato è un po’ una configurazione anglosassone o statunitense. Non due destre come diceva Ed.
È diverso. La nuova dicotomia non deve essere vista con la logica destra / sinistra. Altrimenti cadiamo nello stesso errore.
La novità più grossa starebbe nel fatto che l’elettorato sarebbe molto più libero e molto più mobile.
Il confronto si giocherebbe molto sul ruolo dello Stato. Più o meno presente.
Non so quanti di voi hanno visto di recente Report. Si parlava di Danimarca… di quanto è bello che tutto funziona.
Ma quanti vincoli! Ti calcolano pure il consumo annuo di carburante da casa al lavoro in base alla distanza. [Assicuro l'anarcocapitalista Astrolabio che sono con lui in questo caso, anche se ho appreso di recente che la Danimarca gli piace].
Lo Stato deve essere meno presente, ma non assente. Un post bellissimo, ma di taglio strettamente economico, restituisce il senso di quale possa e debba essere il senso della discussione.
Ovviamente non c’è solo il lato economico o la visione dello Stato. Ce ne occuperemo più avanti con Robinik su queste pagine.






