{ capemaster }

il blog che una volta aggiornavo

Fenomenologia della sagra

L’estate è ufficialmente iniziata da tempo, e anche le temperature lo dimostrano. Il clima dell’Italia centrale si presta moltissimo ad un fenomeno che ha quasi dell’inverosimile per la sua diffusione e ripetitività:

LA SAGRA

La sagra è una festa popolare, di solito legata ad un prodotto o ad una rievocazione storica, che ormai imperversa nelle notti d’estate. Non essendoci nulla in TV e per dirla tutta checcefrega della TV d’estate, l’italiano medio si concede l’uscita serale sperando nel fresco e nel divertimento.

Illuso.

Le sagre, per loro stessa natura, sono agli antipodi del divertimento.
Basta osservarne un minimo campionario per capire che solo ubriachi o sotto l’uso di forti stupefacenti ci si può divertire ad una sagra.

Ho intenzione di dimostrarvi che la sagra è quanto di più brutto creato dal genere umano negli ultimi secoli e chiaro segno di decadenza del popolo italiano. Lo farò trattando in maniera seria e al limite del possibile esauriente gli aspetti più eclatanti del fenomeno.

I nomi
Per capire a fondo il fenomeno bisogna partire dalla genesi dei nomi delle feste paesane. Per differenziarsi dal paesotto rivale, le varie pro-loco non fanno altro che prendere il dizionario di vernacolo e carpiscono il primo nome del prodotto pseudo tipico. Nasce così la Sagra della Granocchia, della Pannocchia, della Nutella (noto prodotto umbro infatti), dell’Oca (come testimonial Valeria Marini), del Buon bere e del Buon Mangiare e chi più ne ha più ne metta.

Non esiste ovviamente solo questa tipologia di nomi, ce n’è un altra. Quella del Nome paese + In.
Nasce allora S.Sabina In, Domenica In, IN.. contriamoci a Mugnano
Ma se è vero infatti che NOMEN OMEN, mi si deve spiegare cosa si mangia alla “Sagra dei coglioni di mulo”.

La location
La location ovviamente ha a che fare col paesotto organizzatore, ma possiamo individuare degli elementi comuni che oserei dire siano un must

  • Il parcheggio polveroso antistante la zona della sagra;
  • Querce secolari o altri alberi che “fanno campagna”;
  • Campetto da pallamano trasformato in pista da ballo.

La disposizione spaziale
Come accennavo sopra dipende tutta dalla grandezza della radura dove viene realizzata la festa, ma noi ormai ci stiamo sforzando di individuare le condizioni necessarie e sufficienti per la teorizzazione della sagra. La disposizione spaziale di solito risponde alla legge “catena di montaggio” secondo la quale:

  1. parcheggi
  2. fai La fila alla cassa
  3. mangi sotto Il tendone
  4. fai un giro al pubbettino
  5. ascolti l’orchestra o guardi la sfilata
  6. acquisti qualcosa alle bancarelle etniche
  7. torni al parcheggio
  8. esci dalla sagra per una strada che non conosci e della quale non sai la destinazione.

La fila
Poche spiegazioni: non è una sagra se non fai almeno una fila. Non importa se per Il cibo o per la pesca di beneficienza. La devi fare e basta.

La gente
Durante il momento obbligatorio appena spiegato, si può osservare la gente che frequenta le sagre. Ti accorgi solo di una cosa. So tutti bruttissimi. Mica per chè lo sono di lineamenti o non sono in forma! No!

Alla sagra si è brutti perchè si va controvoglia, sudati, puzzati, dopo una giornata di lavoro, lisi, sdruciti. Aspettative zero.

I fenotipi obbligatori sono comunque:

  • omino settantenne in canotta Cagi ormai databile solo col Carbonio 14, con evidenti segni di ferro da stiro
  • donnina con nido di merlo sulla cucuzza celeste vestita con motivo floreale su sfondo nero
  • palestrato irritabile con fidanzata nana truccata come un panda
  • ragazzino tamarro con taglio alla moda e mutande in vista su motorino scureggiante
  • ragazzina talmente svestita che potrebbe fare subito un calendario
  • famiglia con passeggino e occhiaie da paura

Avvertenza: mentre osservate state attenti a non fare commenti. Un palestrato irritabile potrebbe non essere in safe mode.

Il tendone
Il pezzo forte della sagra. Qualcuno lo scrive sul depliant: 1000 posti coperti. Una moderna cupola del Bernini. Creazioni portmoderne tanto schifose quanto gigantesche che farebbero impallidire Albert Speer, l’architetto del Terzo Reich.

Il coperto
Il coperto è uno dei miei preferiti. Di solito, oltre alle pidocchiosissime posate in plastica e al tovagliolino per formiche, ti viene data la tovagliettina in carta rigorosamente NON ADATTA AGLI ALIMENTI con sopra stampigliata una grafica uscita dalla mente di un tossicomane in crisi d’astinenza.
Ci sono solo gli sponsor.
E per risparmiare la stampano al massimo in due colori. Io di solito la giro e mi metto a disegnare.
Nota a margine: di solito ‘sta robaccia, compreso il cibo, te lo portano i ragazzini del paese. Quando si dice lo sfruttamento minorile!

Il cibo
Quante volte abbiamo sentito la frase “Dai andiamo a mangiare alla Sagra X, che si mangia bene!”. Tutte cazzate.
Alle sagre si mangia male e vi spiego il perchè:

  1. è sempre la stessa roba (Torta al testo o whatever) fatta dalle solite donnine, cheppalle
  2. te la portano tutta insieme: qualcosa lo mangi inevitabilmente freddo
  3. sei seduto anche scomodo tipo su una galera romana del70 aC e non ti gusti le “prelibatezze”
  4. ti portano il tutto in piatti di plastica, che schifo
  5. la pasta è scotta
  6. alle patatine gli mancano cuffia e ciabatte
  7. il cinghiale non è ancora morto
  8. e come se non bastasse paghi come al ristorante

Vi basta?

Il pubbettino dei giovani
Un altro luogo da evitare è il pubbettino dei giovani che viene di solito battezzato, a seconda del momento storico e politico, in vari modi: Caribbean Pub, FragoPub (Sagra della Fragola), TerrazzaPub, DiscoPub
L’atmosfera è sconcertante. Tutti ai tavoli ad ascoltare il pianobarrista di turno che suona Sandy o un pezzo del Liga… e tutti a cantaaaàà.

“Non ti curar di lor ma guarda e passa”

L’orchestra spettacolo
Un altro dei must. Qui voglio essere cattivo: le orchestre spettacolo c’hanno fracassato le balle. Per svariati motivi. Che come al solito elenchiamo volentieri.

  • si chiamano tutti con dei sinonimi di “simpatia” o “NOME ARTISTA e i suoi allegri nasoni”
  • il loro manifesto è indistinguibile dalle altre orchestre spettacolo
  • il bassista cantante ottuagenario ha sempre il tupè ed è palesemente cocainomane
  • le ballerine cantanti sono in evidente stato di cellulite galoppante
  • il batterista, quando non è meccanico, è un incapace
  • il fisarmonicista virtuoso è peggio dei Dream Theater, dopo due note già ha rotto
  • è per colpa vostra che i musicisti veri sono bistrattati

La sfilata / Saggio di danza / Commedia in vernacolo
Se siete proprio sfortunati vi beccate la serata della sfilata di Miss Asparago 2006 o il saggio dell’autoctona Scuola di Ballo Latino-Americano.
Lo si riconosce subito se si è sfigati: la pista (il campo da pallamano) è piena di sedie di plastica bianca e c’è un baracchino a mo’ di spogliatoio lì sulla destra.

Le sagre più evolute, a volte, hanno però il Saggio di Pattinaggio o la Commedia in Vernacolo.

Le bancarelle etniche
Se vostra moglie si ferma, sparatele.

La pesca di beneficienza
Tappa fissa con la fortuna. A fronte dei un “ricco” montepremi costituito da:

  1. Motorino Piaggio classe 1997
  2. Televisore e videoregistratore Mivar
  3. Palestra per la casa

vi porterete a casa al massimo:

  1. lucchetto
  2. bolle di sapone
  3. pianta grassa
  4. pulciosissimo gioco made in Taiwan

Il prodotto tipico
I prodotti tipici non esistono.

I tornei di bocce e di briscola
Partecipando a questi eventi l’unica cosa che puoi imparare è una nuova e pittoresca bestemmia

Se dopo tutto questo ancora pensate che ad una sagra ci si possa divertire… beh… fatti vostri.

Tags: , , , , , ,

31 Comments

  1. C’ho messo un bel po’ a leggerlo tutto, ma era molto divertente! Grande Cape! Ciao, Dblk

  2. Ottimo lavoro!
    Mi permetto di aggiungere agli elementi comuni l’odore di concime proveniente dai campi vicini. Fondamentale per conferire alla sagra quel tocco di genuinità tanto ricercato da colui che fugge lo stress metropolitano.

  3. LOL! LOL! LOL!

    Ma passoamo ad una piccola serie di appunti:

    1. All’ultima sagra a cui sono stato, mi sono divertito e ho mangiato bene… la cosa incredibile è che era proprio nella tua terra… :)

    2. Temo che esistano sagre più “genuine” ed altre più “paccose”… ovviamente quelle paccose sono in numero maggiore ed è quindi più facile incapparci…

    3. Che cazzo hai contro Albert Speer, stronzo?

  4. @ Vele: a parte che era nazista, niente.

  5. appunto! uno è nazista e fa solo cose orribili? no!

    Speer costruiva cose, mica bruciava ebrei… che poi le cose che ha costurito possano piacere o meno è un altro discorso… quindi usarlo come termine di paragone in negativo mi sembra fuori luogo.

  6. @ Kaiser Velenero: io mi riferivo alla cupola della nuova berlino, che insieme al cenotafio di Newton di Boullè sono le cose più grandi mai progettate. Simili ai tendoni delle sagre.
    Non volevo offendere la tua (scarsa) sensibilità artistica.

    E poi Speer per dirla tutta è sempre stato considerato mediocre, sia come architetto, che come Ministro per gli Armamenti, tiè.

  7. Se proprio vuoi chiamarmi in qualche modo, chiamami Fuerher!

    Eccerto adesso, dopo Speer, ti metti ad offendere anche Boullè…

    Se il buon Albert fosse ancora vivo, ti farebbe esplodere un Armamento del suo Ministero nel culo!

  8. @ SS velenero: ma visto che è morto, il mio culo se lo sogna

    e te lo sogni :P

  9. grazie per avermi fatto ridere

  10. dal tasso di acidità delle risposte ai miei pacatissimi commenti, mi rendo conto che sei nel tuo “periodo”… ti faccio vincere la battaglia, ma non la guerra… ne riparliamo lunedì, sperando che tu sia tornato normale!

  11. @ Velenero: eehhehehe :P Sei un cazzone. :D

    Ciao ciccio TVB

  12. Grandioso! La SAGRA è F-O-D-A-M-E-N-T-A-L-E
    Il non plus ultra del folk psichedelico di casa nostra (si perché di solito poi c’è la band che suona).
    Ci sarebbe da scrivere delle storie sui personaggi che si incontrano alle sagre, soprattutto quelle di vent’anni fa perché ormai ci vanno tutti, tanto per andare.

  13. @tutti: ovviamente Cape ed io scherzavamo…

  14. @ Pib: onorato e orgoglioso.

    @ Velenero: io non scherzavo affatto prrrrrrrrrrr :P .

    :D

  15. infatti il trucchetto è prorpio ubriacarsi, ma il fatto è che che io vado dove vanno determinate ragazze.
    Lo so, è triste ammetterlo, sono un debole.
    “Andiamo alla sagra taldeitali?” Come faccio a dire di no? Come?
    Sono finito pure ad un saggio di danza una volta (col senno di poi però ho fatto bene).

    ma a proposito, quando comincia l’umbria jazz ci incontriamo?
    Ci prendiamo tre rum e pera da Celentano e poi andiamo in giro a molestare la gente. Che ne pensi?

  16. AHHH!!! traditore!!!

    non mi aspettasti…
    e si che ti invitai alla mobilitazione in altri posts…

    mò ci penso io

  17. Io l’ho sempre detto che sposarsi è una sciagura! :mrgreen:
    Hai mai visto un single ad una sagra? ;)

  18. @ Astrolabio: certo che ci incontriamo, così potremo prenderci a schiaffi e insultarci. Tu dirai che sono un liberale e io dirò che sei un bolscevico.
    Credo sia a luglio, ma non so esattamente quando. Mò vado a vvedè.

    @ T-rtz: questo post servirà da base concettuale per il nostro progetto.

    @ Camelot: si, Astrolabio ha testè confessato che va a intortare, magari con la salsiccia.

  19. @ Astrolabio: 7 – 16 luglio… ci si becca di sicuro. Rhum e pera al Caffè Blitz aggiudicati!

  20. Sai che in ventitré anni non sono mai stata ad una sagra?

  21. Rivendico il titolo dell’articolo nonchè il contenuto!
    Copione!

  22. @ Fulvia: capisco molte cose adesso :D
    @ Robinik: grazie!

    @ 602: ?

  23. oltro che fenomenologia… questa è l’enciclopedia della SAGRA! buona settimana cape

  24. Bella cape! Chiaramente è tutto vero, compresa la doverosa precisazione di Dave, che colgo l’occasione di salutare.
    Non credo sia umanamente concepibile essere arrivati alla veneranda età di 23 anni senza essere mai stati ad una sagra … quindi Fulvia, mi dispiace, ma tu menti sapendo di mentire :)

  25. ciao Mircooooooooo!

    Grandissimo! Torna presto!

    Anche secondo me Fulvia mente, ma per decenza sono stato zitto.

  26. Pingback: { capemaster } » blog » Fenomenologia del pub estivo

  27. sono arrivata nel tuo post per caso…volevo dirti che circa due anni fa sono andata d una festa molto diversa dal solito..si chiamava “palaron fan festival” ero in vacanza ..era molto simpatica perchè divisa in angoli..ad esempio nel angolo spagnolo mangiavi Paella..nell’ angolo medievale mangiavi una zuppa con faro e muscoli, angolo scozzese e molti altri..ciao

  28. Pingback: { capemaster } » blog » Ancora sulle sagre

  29. vero parola per parola.

Load Times Plugin made by Ares Free Download