I sit down with my son
Set to see the Crimson Sunset
(Gather ye rosebuds while ye may)
Many years have come and gone
I’ve lived my life, but now must move on
(Gather ye rosebuds while ye may)
He’s my only one
Now that my time has come
Now that my life is done
We look into the sun
“Seize the day
And don’t you cry
Now it’s time
To say good-bye
Even though
I’ll be gone
I will live on
Live on”
Erano anni che non ascoltavo A Change of Seasons e devo dire che è uno dei miei prefertiti dei Dream Theater.
E colgo anche l’occasione per ribadire ai fan di Jordan Rudess e Kevin Moore che a Derek Sherinian non sono degni di allacciargli nemmeno una scarpa.
Manco insieme.
prrrrr
Tags: carpe diem, dream theater, sieze the day









21 Agosto 2006 alle 14:56
Capolavoro. Respect.
21 Agosto 2006 alle 15:19
non so se sia tecnicamente più bravo, però Sherinian un capolavoro come Space-dye Vest non l’ha ancora scritto! (e difficilmente lo scriverà mai)
21 Agosto 2006 alle 15:48
Ho dei dubbi sul fatto che Sherinian abbia i numeri per fare, non dico da sostituto, ma anche solo da scendiletto del divino-ineguagliato-ineguagliabile Kevin Moore a livello compositivo.
Per quanto riguarda la tecnica, a quel livello, ogni paragone non ha molto significato;
è come chiedersi se è migliore Mozart o Beethoven.
Sono entrambi ad una fase finale, che non ammette ulteriori evoluzioni da quel punto di vista.
E comunque non penso sia irrilevante notare che i pezzi migliori dei DT portino l’impronta del divino-ineguagliato-ineguagliabile.
Ad ulteriore riprova che, magari, del passaggio su questa terra di Sherinian ci resterà qualcosa di buono.
Ma dell’opera del divino-ecc… ci resteranno le pagine più belle della musica degli anni ‘90.
21 Agosto 2006 alle 15:49
Si è capito che apprezzo in maniera sottile e discreta Kevin Moore, vero?
21 Agosto 2006 alle 15:54
@ ai sostenitori di moore: riascoltatevi Falling into infinity, poi ne riparliamo.
Ah e poi si parla di tastieristi, mica di pianisti compositori. Valuta tutto.
Ad esempio che Moore e il Brutto usano i preset, Derek un POCHINO, ma solo un pochino, meno.
21 Agosto 2006 alle 18:07
Ma sei proprio terribile!!!
21 Agosto 2006 alle 18:54
Sherinian è il mio preferito, è un creativo puro. Black Utopia è un disco fantastico, parecchio sull’eclettico, inoltre grazie a quelle mezze calzette di Wylde, Malmsteen e DiMeola puoi ascoltarlo in mezzo ai chitarristi senza che si suicidino per astinenza da fretwork. Blood of the Snake è nella mia lista della spesa da un po’, mi sa che mi appena hai dato la spinta per pigliarlo.
Rudess mi emoziona molto, ma molto meno, il che ha però i suoi vantaggi: 4NYC calmerebbe una bisontessa in menopausa. Comunque credo stia migliorando: ad un concerto presso Padova l’ho visto persino muoversi ogni tanto
Moore lo conosco poco, ascolto di rado i primi album dei DT (neppure Images and Words; blasfemia, lo so).
21 Agosto 2006 alle 19:28
niente è come ray gelato
no scherzo, adesso mi attegigo a snob, ascolto solo Miles Davis, contemplando la mitica scena di collateral che lo riguardava
22 Agosto 2006 alle 00:14
@ Tisbe: grrrrrrr
@ Astrolabio: come sei vvvecchio! Scherzo, però è vero che sei snob.
22 Agosto 2006 alle 00:27
@ Nihil: ormai credo sia diventata una cosa tra te e il mio blog…
non capisco perchè continua a metterti nell’antispam, sul serio non me ne capacito.
Very very sorry : .
22 Agosto 2006 alle 16:20
Pensa che avevo linkato alle pagine Wikipedia degli album menzionati, poi le ho tolte per evitare il tuo Cerbero…
Facciamo che ’sto commento fa da test, va’.
23 Agosto 2006 alle 09:44
@ Nihil: niente, non lo hai evitato…
prova a mettere una mail diversa, non quella che indichi di solito.