Vladimir mi chiede di spiegare cosa significa la parola libertà nel post precedente.
Fondamentalmente quella di iniziativa, nel senso più ampio della parola.
Sono sempre più infastidito dalla tendenza normatrice di un certo tipo di persone e di un certo mondo politico.
Per dirtela in due righe, visto che ho molto da fare causa fancazzisti, mi piace un mondo in cui sia lecito fare tutto tranne ciò che è proibito, non un mondo nel quale sia proibito tutto tranne ciò che è lecito.
Chiaro? Spero che adesso sia chiaro.
Rivisto dopo aver ripreso il controllo delle emozioni.
Tags: libertà








31 Agosto 2006 alle 17:43
Ma davvero tutto ’sto casino è scappato fuori?
La libertà sta diventando innominabile come la morte?
Cape, come lo vedi un ritorno allo stato di natura?
31 Agosto 2006 alle 17:59
Ho letto il post. Se hai un minuto leggi il mio.
E se hai ancora qualche minuto, risentiamoci
Vladimir
31 Agosto 2006 alle 21:09
@ vladimir: ho risposto da te… Grazie. Avrò sempre qualche minuto per parlare con te e scambiare opinioni.
@ islabonì: non provarci, sono un uomo sposato… stato di natura… mhh interessante.
31 Agosto 2006 alle 22:59
in effetti, la scelta del termine ‘lavoro’ da parte dei costituzionalisti doveva probabilmente rappresentare un compromesso tra l’iniziativa imprenditoriale che ci regalerà il boom, e le working classes che erano appena state protagoniste della resistenza.
1 Settembre 2006 alle 11:06
Liberta hai praticamente definito la liberta come categoria residuale di ciò che è poibito, ora ti resta soltanto da definire che cosa deve essere considera proibito
hai aggirato l’ostacolo ma non è la risposta il nodo centrle rimane sempre quello definire la liberta, ovvero qual’è il margine entro cui un uomo è libero di agire i mezzo agli altri uomini!
1 Settembre 2006 alle 11:11
Che domandona….
Io non avrei risposto
1 Settembre 2006 alle 13:00
L’itaGlia è una repubblica fondata sugli statali
(ot: mi serve aiutoooo)
2 Settembre 2006 alle 15:40
La mia maestra delle elementari insisteva molto sulla differenza fra libertà e libero arbitrio.
A parte questo, non ricordo dove ho sentito (un libro, forse un film) una frase che diceva più o meno così: che non si può conoscere il vero significato del concetto di libertà se non si è mai dovuto lottare per conquistarla.
Credo fosse qualcosa che parlava di schiavitù.
3 Settembre 2006 alle 12:46
Risposta berlusconiana…
3 Settembre 2006 alle 13:24
lo sai che “berlusc*” è proibito in questo blog?
ahaha