Ho appena finito di vedere Report di Milena Gabanelli sulla situazione dell’elettronica italiana.
Si è parlato di Finmek, Ixfin, Di.Com, Olivetti e molto altro.
Chi ha il coraggio di difendere certi tipi di speculazione finanziaria o giochetti di scatole cinesi sulla pelle di gente che lavora?
Non ho nemmeno la forza di commentare.
La cosa che mi fa più incazzare è che non sono fiducioso nell’esecutivo attuale che ho contribuito ad eleggere. Non credo abbiano la forza per tentare anche solo di rimuovere i privilegi che ha il capitale sulle “risorse umane”.
Mi viene semplicemente da vomitare.
PS Per approfondimenti su Ixfin andate da Swamp.
Tags: privilegi, report, vomito







8 ottobre 2006 alle 23:48
scriverò qualcosa anch’io, appena mi passa la nausea.
9 ottobre 2006 alle 08:59
ennesima ottima puntata di report ma passato l’effetto gabanelli la politica tornerà a infischiarsene e quei lavoratori dovranna arrangiarsi da soli.
ps. non so sei il fiorello di ieri sera sarà su youtube ma tanto raiuno lo replicherà così tanto che alla fine ci verrà la nausea. buon inzio di settimana cape
9 ottobre 2006 alle 10:31
è triste pensare che la mitica Lettera22 Olivetti sia diventata quella di licenziamento…
PS: avviso per i bloggers umbri: conoscete qualcuno a cui serva una camera a Perugia?
9 ottobre 2006 alle 12:05
faccio un po’ di critica…
allora in questa puntata si mischiava un po’ la truffa, il fallimento “utile” per i manager e il rischio d’impresa.
Si mischiavano condanne e indagini in corso.
Si mischiava capitale sociale e capitale personale.
Detto questo gli imprenditori dovrebbero avere più buon senso e più coscienza e anche io sono andata a dormire parecchio arrabbiata.
Ma un po’ di rigore in più non sarebbe guastato…
9 ottobre 2006 alle 12:26
@ nandina: vero! Mi ricordo una puntata di Report sull’agricoltura… a dir poco tranciante. Ma il fatto è che dietro a speculazioni finanziarie c’è sempre la povera gente, e questo non mi piace.
Per quanto riguarda Finmek, non credo che si stesse parlando di castelli per aria.
9 ottobre 2006 alle 14:31
Il punto non è se erano cose vere oppure no, ma che la mancanza di un certo rigore per un telespettatore come me toglie valore a tutta la puntata.
Il moralismo sulla villa e la Ferrari non ha senso.
Nelle società di capitali i soci non rischiano il proprio patrimonio personale, altrimenti non si potrebbe fare impresa.
Il fatto che un’impresa venga convenientemente fatta fallire sono un’altro discorso. Ma un imprenditore che ha un disegno e lo vuole realizzare rischia che la cosa non vada in porto, che il suo disegno non sia adatto al mercato… se si facessero solo cose “sicure” non ci sarebbe innovazione etc etc.
Insomma, fare imprese significa rischiare il fallimento.
O meglio, il fallimento è una possibilità da contemplare che non necessariamente implica la disonestà o l’incapacità.
E invece ieri un po’ passava questo messaggio.
Tutto qui.
Ma la denuncia è necessaria (a volte mi chiedo, ma come vengono in mente certe cose? come per esempio rivendere 18 volte gli stessi macchinari senza mai muoverli da un magazzino… geniale, una truffa ma… geniale… a suo modo…).
9 ottobre 2006 alle 16:26
Un’azienda privata dovrebbe invece proprio rischiare il suo di capitale…e forse il discorso della ferrari e della megavilla verteva su quel punto, se le cose stanno andando male, quella villa e quella ferrari te la devi vendere…proprio perche’ hai la responsabilita’ di centinaia di famiglie..se non di piu’..ed il dovere morale deve nascere in virtu’ di quel grande guadagno che si ottiene se le cose vanno bene, e’ giusto come dice nandina che non si debbano criticare gli immobili o le auto possedute dagli imprenditori…hanno rischiato ed e’ giusto che se le godano, ma..quando le acque sono agitate, bisogna anche pensare alle famiglie , che non bisogna sbandierare solo sotto elezioni, per poi ignorare che quando succedono queste cose vuol dire che c’e’ un delinquente ricco a piede libero in cambio di tante famiglie che devono letteralmente sopravvivere..se non peggio, creando in questo modo altre sacche utili alla criminalita’, e tutto questo lo dobbiamo alla moralita’ di chi abbiamo messo a governarci..e non parlo solo di quello attuale..anzi..l’andazzo e’ peggiorato in ben altri tempi..ora sta solo per esplodere anche quello…il guaio..e’ che sto arrivando sempre alla stessa conclusione da un po di tempo a questa parte…la banalizzero’:
“eh..ma sa signora mia…”..insomma, il livello del disgusto e’ ormai colmo..il problema e’ che mi sento in gabbia in questa nazione..come se avessi una malattia che non ha cura
..scusate lo sfogo e la prolissita’…giuro che non lo faccio piu’
9 ottobre 2006 alle 16:56
“Non credo abbiano la forza per tentare anche solo di rimuovere i privilegi”
Ti credo, come avrai potuto ascoltare a Report, “in mezzo” ci sono anche il figlio di De Mita e un nipote di Mastella, oltre che l’altro Tronchetto della felicità: Roberto
Comunque la Gabanelli è un mito…
9 ottobre 2006 alle 17:19
Parlando in generale:
un’azienda certo che rischia il suo capitale (non parlo dei casi di aiuti pubblici più o meno leciti o della cassa integrazione che paghiamo tutti ma che salvaguarda le famiglie nei casi di fallimenti “veri” ed in cui non c’è più nemmeno la ferrari - con la quale forse paghi lo stipendio annuo a 3 dipendenti -).
Quello che paralizzerebbe l’imprenditoria, quindi l’economia, sarebbe non permettere uno schermo tra il capitale “personale” di un imprenditore e quello della sua azienda.
A questo scopo il codice civile prevede le SOCIETA’ di CAPITALI che sono per esempio le S.R.L (società a responsabilità limitata) e le S.p.A (società per azioni) in cui i soci sono responsabili NEI LIMITI del capitale (cioè della quota) che possiedono in una di queste società.
Ciò consente che se il management di un’azienda manda a carte e quarantotto una società i suoi azionisti (che, per inciso, possono essere anche piccoli risparmiatori, quelli che GIUSTAMENTE la Gabbanelli tanto difende) non falliscano insieme all’azienda.
Ok, ho finito di fare la maestrina…
9 ottobre 2006 alle 23:43
Mi trovo molto in sintonia con Nandina quando dice che sbandierare la Ferrari nel servizio non aggiugeva nulla.
Ma si sa, parlare al ventre è facile e produttivo…. anche quando si ha ragione o si fa una inchiesta seria.