Più ateo che mai

Premetto che per scrivere correttamente questa fenomenologia non serve una conoscenza sul campo in materia di relizzazione di presepi. Basta la semplice osservazione delle realtà. Ormai, volente o nolente, il presepe è parte del mio bagaglio culturale… chi di noi non ha preso parte ad una realizzazione del presepe? Chi di noi può dire di non sapere dove mettere le mani in una progettazzione del feticcio per eccellenza?

Ora però è tempo di sviscerare l’argomento.

La location

Qualunque progettista di presepi non può esimersi dall’individuazione della location per l’opera che si accinge a creare. Per essere più scientifici però dobbiamo distinguere tra due tipi di presepe:

  1. privato: il presepre privato è di solito costituito dall minimo sindacale di personaggi ed edifici e si colloca essenzialmente sotto un altro simbolo pagano, l’albero di Natale di ogni singola famiglia.
  2. condominiale: il presepe condominiale, noto anche come presepe kolkoz, invece, si colloca al 99% nell’androne del condominio. Sfido infatti a trovare un condominio dove non ci sia un adeguato sottoscala o un locale visibile a tutti per la realizzazione del feticcio. [I geometri e gli ingegneri, quando progettano un palazzo o una quadrifamiliare, sembrano già tener conto dello spazio necessario per questo tipo di presepe, come se avessero una Direttiva 4 alla Robocop].

I materiali

Una volta individuato il posto, bisogna procurarsi i materiali per la realizzazione. Anche qui potremmo distinguere tra vari tipi di presepe (minimalista, barocco, retrò, naturista, sintetico, con o senza effetti speciali…) ma voglio limitarmi a descrivere il presepe di medie dimensioni, con ruscelletto e un minimo sindacale di animazioni e musica.
Ci serve quindi:

  • muschio: tanto muschio, oltre la quota da denuncia.
  • sassolini: le vogliamo simulare o no le stradine?
  • cuki alluminio: il ruscelletto non è splendido splendente se non lo usiamo
  • lo sfondo blu stellato: devo aggiungere altro?
  • assi di legno: di piccole dimensioni… per tetti ed edifici
  • carta: per la creazione delle montagne

I personaggi

Sui personaggi, lasceremo la piaga tecnica del paragrafo precedente e torneremo a descrivere il fenomeno. In tutti i presepi, a parte la natività, c’è tutto un sottobosco di personaggi che vale la pena descrivere per capire fino a che punto si spinge l’uomo nelle sue deviazioni.

  • il pastorello gaio: non si può pascolare le pecore e avere quella faccia post-orgasmica dai!
  • lo zampognaro: ha due polmoncini della dimensione di cecio, ma suona continuamente*, coma cazzo fa?
  • la lavanderina: che lava i fazzoletti nel lago Cuki o nel ruscello DomoPak.
  • il pescivendolo / pescatore: figura inquietante, al limite del grottesco, ha senso solo se c’è ruscello e laghetto. Ma la si trova facilmente anche se questi non ci sono.
  • il fabbro: immancabile, un must per un presepe che si rispetti. Meglio se animato mentre batte il ferro. Di sicuro effetto.
  • gli animali: più sono più fa arcadia. I cammelli ci sono solo se uno mette i magi, altrimenti non servono.
  • gli angeli: il più kitch è quello che sta sopra la capanna con un drappo, e non ditemi che non è vero.
  • i magi: un vero presepista non li mette subito, come non mette subito il bambinello. Solo il 6 gennaio (o il 24 a mezzanotte per Gesù). I tre astronomi recanti doni sono i miei preferiti. Sono le comparse più pagate della storia se ci pensate bene.

Poi so bene che per ogni personaggio c’è una particolare storia… Questo giustifica, ma solo in parte, il paragrafo successivo

Le aberrazioni

Come ogni fenomeno di costume che si rispetti, il presepe finisce per diventare macchietta di se stesso a causa di un manipolo di fanatici (sempre di più) che in nome della riscoperta della Tradizione (ma che è la Tradizione?) inventano continuamente modi per estremizzare e rendere nuovo, ma rigorosamente Tradizionale, il presepio.

C’è qualcuno ad esempio che vuole farci mangiare il presepe (alla Angel Heart), per interiorizzare al massimo lo spirito natalizio o chi scrive libri in proposito.

C’è persino chi crea il presepe più piccolo del mondo !!(cui prodest?). Girando in rete scopro anche che in Italia qualcuno ha fondato l’AIAP, l’Associazione Italiana Amici del Presepe. Hanno un sito internet nel quale, con dovizia di particolari, ci svelano le tecniche di costruzione, i trucchi, e una sezione shopping che vende della roba inenarrabile.

Non voglio parlare poi del presepe vivente, con persone obbigate a stare a battere il ferro a -25 gradi centigradi sotto lo sguardo compiaciuto degli avventori.

Sono preoccupato. Questa gente va tutta aiutata.
* nei presepi con musica.

Tags: ,

4 commenti a “Fenomenologia del presepe”

  1. MyAvatars 0.2 SKA scrive:

    Non so come ringraziarti.
    Ho già ordinato il PRESEPE in Aperitivo Happy Hour da stuzzicare.

    Perchè non è un Happy Hour se non mastichi un Gesù.

  2. MyAvatars 0.2 laislabonita scrive:

    Devo avere qualche problema se l’accoppiata pastorello-lavanderina mi ricorda più il set di un film porno che un presepe :D
    Sono troppo blasfema.

  3. MyAvatars 0.2 Fabio scrive:

    quest’anno c’è un personaggio in più, Mario Merola!

  4. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    io, quando lo facevo ero della scuola “minimal”, mai entrato muschio in casa mia! :-)

Trackback e pingback

  • Nessun trackback o pingback disponibile per questo articolo