Ricercatore fannullone sprecone

…è una cagata pazzesca e inutile.

Metti che oggi rimanga gravemente ferito in un incidente e che mi serva un respiratore per proseguire a vivere e guarire. Io voglio quel trattamento perchè amo la vita, ERGO il testamento biologico non mi serve perchè se l’avessi stilato indicando il respiratore come cura invasiva (qual’è) mi avrebbe impedito di guarire.
Metti che però guarisco solo in parte, e che dovrò rimanere, come Piergiorgio Welby, attaccato al respiratore per tutta la vita. A quel punto, cosciente, voglio essere staccato dal respiratore, non vorrei restare in un letto fino alla fine dei miei giorni.

Il testamento biologico non mi aiuta.

Parliamoci chiaro, è un legiferare al ribasso, un palliativo.

La soluzione è quella di riappropriarsi delle scelte che ci vengono negate in virtù di chissà quale credenza o posizione umanitaria.

Solo noi possiamo disporre della nostra vita e del nostro corpo. Nessun altro.

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23 commenti a “Il testamento biologico…”

  1. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    Piano, piano, il testamento biologico non è una cosa inutile.
    E’ un modo per poter evitare, nel caso non si sia più in grado di decidere o di esprimere la propria decisione, fino a che punto si possono spingere le cure. Un modo per definire in modo diciamo “personalizzato” il proprio concetto di “accanimento terapeutico”, un modo di fissare una “soglia” oltre la quale i medici e i familiari non possono (e non sono obbligati) ad intervenire.
    I due casi che tu presenti non esauriscono il panorama delle situazioni che si possono presentare.
    Il problema di Welby è che nessuno vuole capire che non è stata eutanasia, Welby, se avesse potuto, l’avrebbe staccata da solo la spina, l’ha chiesto, era lucido, capace di intendere ma incapace di mettere in pratica la propria decisione.
    Qui il testamento biologico non sarebbe servito perchè avrebbe dovuto essere sufficiente la volontà espressa direttamente dall’interessato!!!!!

  2. MyAvatars 0.2 Robinik scrive:

    … non capisco ma mi adeguo.

  3. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    In realtà il testamento biologico ha valore per alcune (fortunatamente rare) condizioni.
    Una potrebbe essere quella dello Stato Vegetativo Persistente, ovvero della conseguenza di un’ipossia cerebrale prolungata al seguito della quale sopravviva solo il tronco cerebrale (permettendo respirazione, normale attività cardiaca e mobilità riflessa del viso, vedi smorfie, ammiccamento) - Terri Schiavo, per intenderci. Il testamento potrebbe dire: “Chiedo che, a fronte di una diagnosi di Stato Vegetativo Persistente [che sarà certificata da un comitato, tipo quello che determina la morte cerebrale nel candidato al prelievo di organi], mi sia sospesa la nutrizione artificiale”.
    Un’altra (più insidiosa, e molto più frequente) potrebbe essere uno stato demenziale avanzato (per Alzheimer o aterosclerosi cerebrale).

    Per il caso di Welby, non c’entra niente: lì si tratta di eutanasia, che è un altro capitolo, perchè il testamento biologico non entra nel merito delle scelte di un individuo cosciente (quale Welby). E neanche nel merito del caso da te citato: nell’acuzie (incidenti stradali, infarti ecc. ecc.) il medico non deve perdere tempo a leggere le scartoffie del paziente, ma agire secondo le leggi sull’omissione di soccorso, lo stato di necessità ecc. ecc. e soprattutto secondo umana coscienza.
    Sennò si finisce che quando chiedono “C’è un medico in sala?” i medici si nascondono dietro alle poltrone (come apertamente consigliatomi da un professore).

  4. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    Il problema di Welby è che nessuno vuole capire che non è stata eutanasia, Welby, se avesse potuto, l’avrebbe staccata da solo la spina, l’ha chiesto, era lucido, capace di intendere ma incapace di mettere in pratica la propria decisione.

    L’eutanasia è per definizione un atto volontario e lucido, cioè la richiesta da parte di porre fine alla vita da parte di chi o fisicamente non può, o preferisce per diversi motivi che ci sia l’intervento di un terzo. Dunque è stata eutanasia (anche se c’è una possibile ambiguità con il concetto di accanimento terapeutico, ma questo è un altro discorso).

  5. MyAvatars 0.2 Robinik scrive:

    mi tocca quotare cachorro. Mi riadeguo…

  6. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Cachorro: si ma a che serve normare? Non serve, parlerà la storia dell’individuo per lui. O i suoi relativi. Basta non nascondersi dietro falsi moralismi.
    Mi sa che va a finire come per la donazione degl organi: silenzio assenso. E i tuoi organi appertengono allo Stato.

    Leggi qui. Utile come “paradosso”.

  7. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    Cape, il punto è che per la donazione degli organi si tratta di qualcosa che avviene dopo la morte.
    Per l’eutanasia (o il rifiuto di determinate cure, in questo ritengo che sia diverso, cachorro, ma non parlo nè da medico nè da giurista) il punto è che una tua decisione implica un atto da parte di qualcuno (o l’omissione di un atto altrimenti dovuto).
    Quindi normare è per forza necessario!
    Cape, insomma, e va bene lo stato leggero, ma non eccediamo! :-)

  8. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Per mille persone che non vogliono acconsentire quell’atto, ce ne sono altre mille disposte a farlo.

    E poi il testamento biologico di fatto già esiste. [PDF, leggi bene a sinistra]

    La scusa è quella della norma o del vuoto legislativo (che esiste solo per l’eutanasia), vedrai che faranno qualcosa di più restrittivo.

  9. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Organi: leggiti il post che consigliavo a Cachorro.

  10. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    No, mi spiace Cape, ma io sono pochissimo libertarian quando si parla di medicina.
    a) Il silenzio-assenso sulla donazione degli organi è sacrosanto, visto che chi non è favorevole al prelievo lo è per (legittime) motivazioni religiose o per uno scrupolo personale (altrettanto legittimo anche se meno comprensibile, anche perchè la legislazione italiana è tra le più restrittive sulla definizione di morte cerebrale); non vedo perchè chi non ha di queste preoccupazioni dovrebbe, semplicemente per dimenticanza, ridurre il numero di organi disponibili che non crescono sugli alberi.
    b) Effettivamente per la legge italiana il cadavere, di fatto, appartiene allo Stato (che può disporre un’autopsia contro il volere della famiglia, ecc.). Detta così, sembra un residuo di socialismo, un reliquia di legislazione napoleonica, un insulto all’intelligenza. Però poi ci pensi un po’ e ti chiedi: a chi dovrebbe appartenere? Alla famiglia? E se non c’è? O se c’è ed era in pessimi rapporti con il defunto? E, nel complesso, questa “socializzazione” del cadavere è poi tanto dannosa? Ritornando al discorso sul prelievo di organi, direi proprio di no.
    c) la donazione volontaria dietro compenso degli organi è proprio l’argomentazione principe contro la visione libertarian della disposizione del proprio corpo. A parte il fatto che la vendita di sangue è stata una delle cause della diffusione dell’AIDS (una generazione di emofiliaci annientata dalle trasfusioni), la visione libertarian è miope. Secondo questo principio, un operaio potrebbe competere nel lavoro rinunciando alle costose misure di sicurezza o rimanendo esposto al polivinilcloruro il doppio del tempo. Ma poi i suoi figli chi li mantiene, a vol essere pragmatici? Chi paga le sue cure? Perchè non sarebbe più una scelta, visto che (secondo le leggi di mercato) alla fine per competere con gli altri operai bisognerebbe rinunciare alla sicurezza sul lavoro. Ma tanto il corpo è tuo, no?
    d) per questo motivo, credo che ci debba essere una normativa sull’eutanasia (secondo criteri medici e scientifici fondati, non “far west”). Tu mi dici che il testamento biologico di fatto esiste già, e forse è così, ma il vuoto normativo c’è di sicuro riguardo le condizioni che ho citato prima.

  11. MyAvatars 0.2 supramonte scrive:

    no Cape, anch’io sto maturando l’idea che il testamento biologico non va bene per tutte le stagioni. è necessario, nei casi citati da Cachorro Quente, ma il vuoto normativo è anche nella questione dell’eutanasia passiva o, se vogliamo, nel diritto di rifiutare il trattamento sanitario considerato invasivo ex art 32 Cost. dunque le leggi da fare sono due, certo che sull’art 32, visto come si stanno mettendo le cose sul caso di Gatti-Welby, rischieremmo probabilmente di avere una legge più restrittiva in fatto di eutanasia passiva. guardiamoci in faccia: da quel che ho capito se in questo processo verrò stabilito l’orientamento giurisprudenziale della pronuncia sulla richiesta di Welby, potremmo ben dire che l’eutanasia passiva è un diritto costituzionalmente garantito (se si trova qualcuno disposto a praticarla) nonostante non ci sia alcuna fonte ordinaria a normarla.

  12. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Cachorro Quente: ho poco tempo e ti rispondo domani, sorry.

    @ Supramonte: credo che quella di welby sia stata eutanasia attiva, o volontaria se preferisci.

  13. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    quoto Cachorro Quente e smetto di sproloquiare, chè mi rendo conto di non avere gli strumenti ;)

  14. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Cachorro Quente:

    Il silenzio-assenso sulla donazione degli organi è sacrosanto

    Mi dispiace non la penso così. So che può sembrare egoista ma è una prevaricazione. Certo, aumenti il numero di organi disponibili, ma non è un comportamento che a me piace sostenere. Piuttosto investirei sulla creazione di una coscienza umanitaria, in informazione sui benefici della donazione.

    la donazione volontaria dietro compenso degli organi è proprio l’argomentazione principe contro la visione libertarian della disposizione del proprio corpo.

    Questa non l’ho capita.

    A parte il fatto che la vendita di sangue è stata una delle cause della diffusione dell’AIDS (una generazione di emofiliaci annientata dalle trasfusioni), la visione libertarian è miope.

    Diciamo piuttosto che si fatica a individuare i responsabili e in una visione libertarian compiuta quel venditore di sangue sarebbe punito.
    E poi sarà anche miope (concordo in parte perchè penso che la l’ideale libertarian abbia bisogno di persone “evolute” e quindi non siamo pronti) ma bisogna cominciare a riappropriarci di libertà che ci sono negate per principi tutt’altro che intelligenti.

  15. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    cape, stavolta proprio non ti seguo. Quale sarebbe il principio non intelligente dietro il silenzio assenso per la donazione?
    Ma se proprio non vuoi donarli che ti costa dire di no?
    a me non importa niente che mi usino gli organi dopo la morte, e spero che sia così per la stragrande maggioranza delle persone.
    Se però dovessi mettermi a scrivere un documento in cui dichiaro che mi si possono espiantare, magari non lo farei, per pigrizia, per scaramanzia, perchè mi farebbe pensare alla morte e non mi va, per mille motivi molto stupidi anche- Magari domani mi cade in testa una tegola e uno che è in dialisi da 10 anni non può avere un mio rene perchè io sono stata pigra?
    Non è questo che è stupido?
    Quella persona viva (che soffre) ha più diritti di me dopo che sarò morta, non ci sono santi.

  16. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Se però dovessi mettermi a scrivere un documento in cui dichiaro che mi si possono espiantare, magari non lo farei, per pigrizia, per scaramanzia, perchè mi farebbe pensare alla morte e non mi va, per mille motivi molto stupidi anche

    Qui ti volevo…

    Perchè dovrei essere Io a scrivere quel cavolo di documento?

  17. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    intendi che dovrebbe deciderlo la famiglia?
    e perchè?
    su quante cose, pur amando la mia famiglia, non si ha la stessa visione delle cose?

  18. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    no, ti incalzavo sulla pigrizia e i moduli…
    perchè dovrei vincere io la mia (fondata su un principio di possesso) e non tu la tua (fondata sulla prevaricazione degli altri)?

  19. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    Diciamo piuttosto che si fatica a individuare i responsabili e in una visione libertarian compiuta quel venditore di sangue sarebbe punito.

    In realtà no, perchè l’AIDS all’epoca non si sapeva nemmeno bene cos’era (parlo di vendita di sangue nel senso che i tossicodipendenti lo donavano per quattro lire).
    Sul futuro dell’umanità evoluta non so. Sul presente dell’umanità non troppo evoluta, a me pare normale che lo stato limiti la disposizione del proprio corpo. Anche della stessa eutanasia, per dire: immaginiamoci se fosse completamente “liberalizzata”, potrebbero esserci pressioni economiche sugli eutanasizzandi. Così com’è giusto che un operaio non possa aumentare a piacimento la propria esposizione a una sostanza tossica, e così com’è giusto che un povero non possa vendere il suo rene (parlo di “argomentazione principe” perchè mi pare configuri lo scenario più inquietante) a un ricco, come da articolo 5 del C.C.
    Ovviamente su alcuni punti lo stato si arroga un diritto eccessivo.

  20. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    dovresti scrivere tu quel modulo perchè scegli di fare qualcosa che riduce potenzialmente il benessere collettivo.
    Quindi, visto che hai preso questa decisione è giusto anche che tu la espliciti.
    Nel dubbio mi pare giusto che lo Stato debba poter scegliere a vantaggio del benessere collettivo e non di una preferenza non espressa di un privato cittadino deceduto.

  21. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Divergiamo, e non sono morto ancora.

    :)

  22. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    nemmeno io…
    scaramantico? :)

  23. MyAvatars 0.2 supramonte scrive:

    no cape. eutanasia attiva è quando si ingeriscono sostanze letali, mentre passiva è quando si fa a meno di cure vitali. la volontarietà non c’entra. :P

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