Molto imbarazzanti e molto incongruenti.
Pensando che poi nella categoria del “lui SI” ci sono diversi elementi altrettanto imbarazzanti (ne ho elencati alcuni in un post da me sullo stesso argomento), ci si rende conto sempre di più che la Chiesa non fa altro che continuare ad usare, come ha sempre fatto (e, purtroppo, sempre farà), la religione come strumento di gestione e controllo del potere.
Un saluto
lasciamo perdere.
l’assurdità e l’incongruenza sono a livelli tali da non saper più cosa dire.
e forse Welby, ora, meriterebbe il rispetto del silenzio anzichè tutto questo vociare intorno alla sua salma.
E poi be’, in fondo non ci perde molto a non avere il funerale religioso… i suoi cari si risparmieranno di sentire quelle parole così poco adatte a colmare il dolore che si sentono nelle chiese durante i funerali.
Ma… curiosità (senza polemica…vera curiosità): Welby i funerali cattolici li voleva?
Se così fosse ci sarebbe argomento per Trova le Incongruenze (imbarazzanti) /10 …
Imbarazzante, ma mai quanto l’Urbi et Orbi di quest’anno: l’importanza nei bambini è fondamentale, ma se cominciano di nuovo a rompere con anche quelli non nati, ma poi scordano gli insabbiamenti per pedofilia, allora sono proprio degli schifosi.
No Cape,
non so se welby fosse cattolico o meno. Ho quindi immaginato (probabilmente sbagliando) che fosse in linea con i radicali e quindi anticlericale doc al 100%. In tal caso chiedere il funerale cattolico era strano.
Vabbè… nel merito. Di queste incongruenze (più che imbarazzanti) la chiesa è piena.
Tu pensa che un bambino nato da mezzo secondo (quindi l’essere più “senza peccato della terra”) nel caso in cui muoia non ha diritto ad un funerale cattolico perchè non è stato battezzato.
Sono incongruenze e su questo hai ragione. Però a me non è che diano fastidio più di tanto perchè non sono cattolico e quindi non sono costretto ad accettarle. Se lo fossi avrei anche un’altra idea riguardo alla scelta di Welby e se Welby lo fosse stato (credo) anche.
A te invece danno fastidio ed è lecito … ma se vuoi cambiare la chiesa credo tu debba prendere in seria considerazione l’idea di diventare papa. Altrimenti non vedo alternative ;P
@ Robinik: ma io me ne frego di cambiare la Chiesa.
Mi incazzo quando la Chiesa vuole cambiare me e il sistema in cui vivo.
A parte il post in oggetto, anche tu sei costretto ad accettare quello che la chiesa dice. Non sei padrone del tuo corpo e questo già ti dovrebbe bastare. Non parliamo poi di matrimoni gay o quant’altro perchè non voglio andare OT.
Nelle mie bozze trovi un suggerimento per una lettura ;).
Questa imposizione la senti solo tu.
Io non voglio un funerale cattolico e sono padrone del mio corpo.
nel caso in cui non sentissi questa “proprietà” ti assicuro che un capitalista come me si rimboccherebbe le maniche per abbattere i vincoli dello stato e non quelli di una religione che ha 2000 anni
No… non parliamo dei matrimoni gay… quelli sono ancora più facili da smontare ;P
il matrimonio gay cattolico è più facile da smontare.
quello civile no.
Un omosessuale non è tale per “anticonformismo”, quindi è del tutto comprensibile che possa desiderare di sposarsi, che la sua unione sia riconosciuta dallo Stato.
Io sono etero eppure non sento questa necessità. Insomma, le due cose viaggiano separate.
Sulle incongruenze della Chiesa… io non sono credente, eppure riguardano anche me nel momento in cui si afferma continuamente l’idea che la morale è solo quella cattolica e che non esista la possibilità di una morale laica.
Detto per inciso un non credente non ha nemmeno il conforto della confessione e del perdono, se la vede con la propria coscienza che, di solito, è più dura di un qualunque parroco.
@ Nandina e Robinik: io infatti ultimamente ho cambiato idea sui PACS.
Voglio il matrimonio (civile e che altro!) per gli omosessuali. Stessi diritti stessi doveri. Poi possiamo parlare di uno stato meno assistenzialista quanto vogliamo, troverai sempre la porta aperta.
sono padrone del mio corpo
Il caso Welby dovrebbe averti insegnato che non lo sei. Ma sei in buona compagni, ci sono anche io ;).
I vincoli sono di potere, non di Stato o Religione. O meglio…. tutti e due sono potere… quindi.
Sulle incongruenze della Chiesa… io non sono credente, eppure riguardano anche me nel momento in cui si afferma continuamente l’idea che la morale è solo quella cattolica e che non esista la possibilità di una morale laica.
“Voglio il matrimonio (civile e che altro!) per gli omosessuali. Stessi diritti stessi doveri. Poi possiamo parlare di uno stato meno assistenzialista quanto vogliamo, troverai sempre la porta aperta.”
guarda, prima parliamo di uno stato meno assistenzialista dove le famiglie hanno meno diritti, specie di ciucciare soldi all’erario, POI parliamo di matrimoni tra omosessuali.
Astrolabio, e che facciamo? Abbandoniamo i più deboli al loro destino? Tipo legge della giungla? Vabbè il naturalismo, ma allora non venitemi a parlare di illuminismo e di razionalità… Allora anche io mi armo e sparo addosso a tutti, se è questo che volete dall’uomo!
tisbe, non ho capito la tua risposta.
“Abbandoniamo i più deboli al loro destino?”
che ho detto questo?
“Tipo legge della giungla?”
la legge della giungla è la legge del più forte, e paradossalmente vige sempre, infatti sono i più forti che hanno il potere, sempre, poi se lo usano per fini morali o immorali è un’altro discorso, ma sono sempre i più forti che comandano. quindi dire “è la legge della giungla” non ha senso, perchè anche adesso c’è la legge della giungla. Non credo che capirai questo discorso, però è così.
“non venitemi a parlare di illuminismo e di razionalità…”
questa poi… quando mai ho parlato di illuminismo e razionalità…
poi se permetti se ci fossero matrimoni omosessuali con il diritto di famiglia vigente i deboli sarebbero i single, che oltre a non avere una struttura familiare di supporto si troverebbero a pagare tasse e servizi per tutti gli altri, dimmi te se ti sembra giusto.
Astrolabio: e invece è giusto che i più debolo siano i gay?
perchè non dici che non si dovrebbero riconoscere diritti alle coppie (sposate o di fatto), dici che non ci dovrebbero essere diritti riconosciuti solo per le coppie gay.
E questo per difendere i single.
Il mio personale punto è che: non c’è differenza tra una coppia eterosessuale ed una coppia omosessuale. Se le coppie eterosessuali hanno la possibilità di avere riconosciuti dei diritti sposandosi, devono avere questa possibilità anche le coppie omosessuali.
I single sono, in effetti, già più deboli, il riconoscimento di diritti alle coppie gay non aumenterebbe il problema, ma in compenso eliminerebbe una discriminazione.
Per inciso, io sarei anche favorevole all’adozione da parte di coppie gay, alle stesse regole e con lo stesso rigore che si usa per dare in adozione un bambino ad una coppia eterosessuale e magari puntando più sulla stabilità affettiva che non su quella economica.
Sulla “legge della giungla” capisco cosa vuoi dire, ma la tua è una visione fracamente un po’ troppo pessimistica. C’è chi prova a difendere i diritti di chi il potere non ce l’ha, dovrebbe essere l’anima della politica. Purtroppo spesso non è così, ma non si può dire che non sia possibile che lo sia (e non parlo di utopie…).
@ Nandina: sia tu che Astrolabio dite cose per me condivisibili. Lui in più di te (o in meno a seconda di coma la si guardi) ha un concetto di Stato differente.
Dal suo punto di vista aiutare le famiglie (correggimi se sbaglio) è già un favoritismo a dispetto del singolo. Aggiungere le coppie gay non farebbe che acuire questo aspetto.
piccola aggiunta:
se sei single, un giorno, potresti avere qualcuno con cui volerti sposare o voler dividere la vita.
Se sei sposato o fidanzato potresti un giorno decidere di tornare single (o ritrovarti tale).
Sono situazioni potenzialmente transitorie e largamente legate alle scelte personali di ogni individuo.
Se sei gay o sei eterosessuale lo resti.
E se sei discriminato in quanto gay non esiste la possibilità che la tua situazione cambi, nè puoi scegliere di essere diverso.
E’ un po’ come essere discriminati perchè si hanno gli occhi azzurri…
Astrolabio, la vedi, ora, la differenza?
Cape, ammettiamo che una coppia con figli, per quanto abbia scelto autonomamente di averli, meriti maggiore tutela di un single che deve mantenere solo se stesso?
Da qui discende la tutela della coppia come nascita di un nucleo familiare.
Il problema è il concetto di famiglia, che a mio avviso è ancora oggi molto ristretto.
Poi, Cape, noi non saremo mai del tutto d’accordo quando andremo a vedere di cosa riteniamo lo Stato si debba occupare.
Per il semplice fatto che, pur non essendo una “Statalista”, ritengo che lo Stato abbia un ruolo fondamentale in tutto quello che riguarda gli aspetti sociali (istruzione, sanità, assistenza, promozione della cultura…) della vita dei cittadini.
Adam Smith diceva che se ciascuno di noi persegue il proprio benessere allora aumenterà il benessere collettivo.
Ma non è vero.
Se ad uno spettacolo tutti ci mettiamo sulle punte per vedere meglio, tutti vedremo come prima…
Per fare un esempio concreto ricollegandomi a qualcuno sopra: le regole per la sicurezza sul lavoro nascono per tutelare i lavoratori e per obbligare i datori di lavoro ad escludere i costi per la sicurezza da quelli “comprimibili” per essere competitivi a rischio della salute dei propri lavoratori.
Se, in nome dell’autodeterminazione e della libertà di disporre del proprio corpo al 100%, non ci fossero le leggi sulla sicurezza sul lavoro che obbligano anche i lavoratori a determinate condotte, che talvolta magari riducono l’efficienza del lavoro, e, come succede, un singolo muratore, per esempio, si sentisse più agile e quindi più efficiente senza imbragatura per salire sull’impalcatura e non la usasse perseguirebbe, forse, il proprio benessere di breve periodo (guadagnerà di più perchè lavorerà di più, per esempio), ma contemporaneamente innescherebbe una competizione “al ribasso” che porterebbe ad una riduzione complessiva del livello di sicurezza di tutti gli altri lavoratori, con un aumento degli incidenti e della mortalità (che sono cose che una società non può auspicare), con un aumento della spesa sanitaria e sociale etc…
Quindi diciamo che io sono per la massima libertà personale quando questa non impoverisce di diritti la società nel suo complesso bensì la arricchisce.
Lo Stato ha il dovere di intervenire dove il perseguimento del benessere del singolo si scontra con il benessere complessivo della società. Se neghi questo allora non puoi chiedere allo Stato di difendere la tua proprietà o la tua vita… no?
Ok, ora ho fatto della filosofia politica da quattro soldi, ma a volte mi spaventa lo spingere all’estremo certe posizioni “ideali” (o ideologiche).
ma contemporaneamente innescherebbe una competizione “al ribasso” che porterebbe ad una riduzione complessiva del livello di sicurezza di tutti gli altri lavoratori
Se quello che dici è vero vorrebbe dire che implicitamente non riesci a dare un briciolo di fiducia al tuo prossimo. Quello che si suggerisce è che la facoltà di scelta genera conoscenza e approfondimento. Anche nei muratori.
No, ritengo che il singolo direttamente coinvolto in una scelta sia necessariamente un po’ miope.
La coscienza civile è una cosa rara (tra gli avvocati, gli architetti, i biologi, gli impiegati e i muratori… )
Chiaro che se il muratore tizio non mette il casco il muratore caio è liberissimo di metterselo, ma se il fatto che tizio non sia obbligato a metterlo e lavori in modo più efficiente perchè, diciamolo, il casco è scomodo, tenderà a costringere caio a non metterlo se non vuole che il suo lavoro venga svolto da tizio o da altri che hanno seguito il suo esempio. Per di più se il datore di lavoro può comprare qualche casco in meno riduce i costi, tizio gli sembra sempre più interessante (sto estremizzando e semplificando ovviamente).
Se tizio, per i suoi lavori in casa, non si vuole mettere il casco, ritengo che debba essere libero di farlo.
Se vuoi ti faccio un esempio ancora più estremo, la guida in stato di ebbrezza:
Se dispongo del mio corpo e lo stato non si deve permettere di vietarmi di bere quanto mi pare, di rischiare l’alcolismo, di farmi venire malattie varie (che però poi bisognerà curare…) etc.. [lo stesso vale, attenzione, per le droghe].
Ma mi pare giusto, anzi indispensabile, che lo Stato mi vieti di mettermi alla guida di un macchina rischiando di schiantarmi contro un’altra macchina.
Come fa? Deve necessariamente limitare la libertà anche di chi, ad esempio, regge benissimo l’alcol, o di chi quando è ubriaco guida piano (anche in questo caso faccio esempi stupidi… ma per capirci) a vantaggio della libertà di chi invece è sobrio di tornare a casa sua in tutta sicurezza senza dover tenere conto degli ubriachi al volante.
“perchè non dici che non si dovrebbero riconoscere diritti alle coppie (sposate o di fatto), dici che non ci dovrebbero essere diritti riconosciuti solo per le coppie gay.”
veramente ho detto l’esatto contrario, ho detto che non dovrebbero essere riconosciuti diritti alle famiglie di qualsiasi genere. per inciso, questo non vuol dire necessariamente distruggere il welfare per i minori, per esempio si può fare una sorta di pensione al contrario, per cui hai tot soldi dallo stato finchè non diventi maggiorenne.
“I single sono, in effetti, già più deboli, il riconoscimento di diritti alle coppie gay non aumenterebbe il problema, ma in compenso eliminerebbe una discriminazione.”
non aumenterebbe il problema? metti che fai un concorso pubblico e in graduatoria ti passa davanti un tizio solo per il fatto che è omosessualmente sposato.
“Sulla “legge della giungla” capisco cosa vuoi dire,”
mah, da quello che hai scritto sotot mi sembra di no, pazienza, sto con la febbre e non ho voglia di essere più chiaro
Astrolabio: quindi se oggi lo Stato garantisse cure ospedaliere solo ai bianchi, tu saresti contrario all’estenderle ai cittadini di ogni colore solo perché nell’utopia libertaria non sono garantite a nessuno?
27 Dicembre 2006 alle 10:27
Molto imbarazzanti e molto incongruenti.
Pensando che poi nella categoria del “lui SI” ci sono diversi elementi altrettanto imbarazzanti (ne ho elencati alcuni in un post da me sullo stesso argomento), ci si rende conto sempre di più che la Chiesa non fa altro che continuare ad usare, come ha sempre fatto (e, purtroppo, sempre farà), la religione come strumento di gestione e controllo del potere.
Un saluto
27 Dicembre 2006 alle 10:38
Sono talmente arrabbiata che non riesco nemmeno più a commentare
27 Dicembre 2006 alle 10:44
lasciamo perdere.
l’assurdità e l’incongruenza sono a livelli tali da non saper più cosa dire.
e forse Welby, ora, meriterebbe il rispetto del silenzio anzichè tutto questo vociare intorno alla sua salma.
E poi be’, in fondo non ci perde molto a non avere il funerale religioso… i suoi cari si risparmieranno di sentire quelle parole così poco adatte a colmare il dolore che si sentono nelle chiese durante i funerali.
27 Dicembre 2006 alle 11:11
Ma… curiosità (senza polemica…vera curiosità): Welby i funerali cattolici li voleva?
Se così fosse ci sarebbe argomento per Trova le Incongruenze (imbarazzanti) /10 …
27 Dicembre 2006 alle 11:40
E perchè scusa?
Trovi incongruente essere cattolico e desiderare di morire perchè da 11 anni muovi solo gli occhi?
27 Dicembre 2006 alle 11:47
azz.. non ho risposto.
Pare che Welby fosse credente e che li volesse i funerali cattolici. Stando a qialche commento che ho letto qua e là.
da giamo per la precisione
27 Dicembre 2006 alle 12:22
Sono contento che qualche cattolico praticante si sia indignato: vuol dire che non sono tutte pecorelle.
27 Dicembre 2006 alle 12:36
Imbarazzante, ma mai quanto l’Urbi et Orbi di quest’anno: l’importanza nei bambini è fondamentale, ma se cominciano di nuovo a rompere con anche quelli non nati, ma poi scordano gli insabbiamenti per pedofilia, allora sono proprio degli schifosi.
27 Dicembre 2006 alle 13:56
No Cape,
non so se welby fosse cattolico o meno. Ho quindi immaginato (probabilmente sbagliando) che fosse in linea con i radicali e quindi anticlericale doc al 100%. In tal caso chiedere il funerale cattolico era strano.
Vabbè… nel merito. Di queste incongruenze (più che imbarazzanti) la chiesa è piena.
Tu pensa che un bambino nato da mezzo secondo (quindi l’essere più “senza peccato della terra”) nel caso in cui muoia non ha diritto ad un funerale cattolico perchè non è stato battezzato.
Sono incongruenze e su questo hai ragione. Però a me non è che diano fastidio più di tanto perchè non sono cattolico e quindi non sono costretto ad accettarle. Se lo fossi avrei anche un’altra idea riguardo alla scelta di Welby e se Welby lo fosse stato (credo) anche.
A te invece danno fastidio ed è lecito … ma se vuoi cambiare la chiesa credo tu debba prendere in seria considerazione l’idea di diventare papa. Altrimenti non vedo alternative ;P
27 Dicembre 2006 alle 14:03
@ Robinik: ma io me ne frego di cambiare la Chiesa.
Mi incazzo quando la Chiesa vuole cambiare me e il sistema in cui vivo.
A parte il post in oggetto, anche tu sei costretto ad accettare quello che la chiesa dice. Non sei padrone del tuo corpo e questo già ti dovrebbe bastare. Non parliamo poi di matrimoni gay o quant’altro perchè non voglio andare OT.
Nelle mie bozze trovi un suggerimento per una lettura ;).
27 Dicembre 2006 alle 14:34
lol
Questa imposizione la senti solo tu.
Io non voglio un funerale cattolico e sono padrone del mio corpo.
nel caso in cui non sentissi questa “proprietà” ti assicuro che un capitalista come me si rimboccherebbe le maniche per abbattere i vincoli dello stato e non quelli di una religione che ha 2000 anni
No… non parliamo dei matrimoni gay… quelli sono ancora più facili da smontare ;P
27 Dicembre 2006 alle 15:14
il matrimonio gay cattolico è più facile da smontare.
quello civile no.
Un omosessuale non è tale per “anticonformismo”, quindi è del tutto comprensibile che possa desiderare di sposarsi, che la sua unione sia riconosciuta dallo Stato.
Io sono etero eppure non sento questa necessità. Insomma, le due cose viaggiano separate.
Sulle incongruenze della Chiesa… io non sono credente, eppure riguardano anche me nel momento in cui si afferma continuamente l’idea che la morale è solo quella cattolica e che non esista la possibilità di una morale laica.
Detto per inciso un non credente non ha nemmeno il conforto della confessione e del perdono, se la vede con la propria coscienza che, di solito, è più dura di un qualunque parroco.
27 Dicembre 2006 alle 17:04
@ Nandina e Robinik: io infatti ultimamente ho cambiato idea sui PACS.
Voglio il matrimonio (civile e che altro!) per gli omosessuali. Stessi diritti stessi doveri. Poi possiamo parlare di uno stato meno assistenzialista quanto vogliamo, troverai sempre la porta aperta.
Il caso Welby dovrebbe averti insegnato che non lo sei. Ma sei in buona compagni, ci sono anche io ;).
I vincoli sono di potere, non di Stato o Religione. O meglio…. tutti e due sono potere… quindi.
Ho un post pronto per te ;).
27 Dicembre 2006 alle 17:40
che non è quello sul testamento biologico… credo
27 Dicembre 2006 alle 21:12
“Voglio il matrimonio (civile e che altro!) per gli omosessuali. Stessi diritti stessi doveri. Poi possiamo parlare di uno stato meno assistenzialista quanto vogliamo, troverai sempre la porta aperta.”
guarda, prima parliamo di uno stato meno assistenzialista dove le famiglie hanno meno diritti, specie di ciucciare soldi all’erario, POI parliamo di matrimoni tra omosessuali.
27 Dicembre 2006 alle 22:06
Astrolabio, e che facciamo? Abbandoniamo i più deboli al loro destino? Tipo legge della giungla? Vabbè il naturalismo, ma allora non venitemi a parlare di illuminismo e di razionalità… Allora anche io mi armo e sparo addosso a tutti, se è questo che volete dall’uomo!
27 Dicembre 2006 alle 22:35
tisbe, non ho capito la tua risposta.
“Abbandoniamo i più deboli al loro destino?”
che ho detto questo?
“Tipo legge della giungla?”
la legge della giungla è la legge del più forte, e paradossalmente vige sempre, infatti sono i più forti che hanno il potere, sempre, poi se lo usano per fini morali o immorali è un’altro discorso, ma sono sempre i più forti che comandano. quindi dire “è la legge della giungla” non ha senso, perchè anche adesso c’è la legge della giungla. Non credo che capirai questo discorso, però è così.
“non venitemi a parlare di illuminismo e di razionalità…”
questa poi… quando mai ho parlato di illuminismo e razionalità…
poi se permetti se ci fossero matrimoni omosessuali con il diritto di famiglia vigente i deboli sarebbero i single, che oltre a non avere una struttura familiare di supporto si troverebbero a pagare tasse e servizi per tutti gli altri, dimmi te se ti sembra giusto.
28 Dicembre 2006 alle 09:41
Astrolabio: e invece è giusto che i più debolo siano i gay?
perchè non dici che non si dovrebbero riconoscere diritti alle coppie (sposate o di fatto), dici che non ci dovrebbero essere diritti riconosciuti solo per le coppie gay.
E questo per difendere i single.
Il mio personale punto è che: non c’è differenza tra una coppia eterosessuale ed una coppia omosessuale. Se le coppie eterosessuali hanno la possibilità di avere riconosciuti dei diritti sposandosi, devono avere questa possibilità anche le coppie omosessuali.
I single sono, in effetti, già più deboli, il riconoscimento di diritti alle coppie gay non aumenterebbe il problema, ma in compenso eliminerebbe una discriminazione.
Per inciso, io sarei anche favorevole all’adozione da parte di coppie gay, alle stesse regole e con lo stesso rigore che si usa per dare in adozione un bambino ad una coppia eterosessuale e magari puntando più sulla stabilità affettiva che non su quella economica.
Sulla “legge della giungla” capisco cosa vuoi dire, ma la tua è una visione fracamente un po’ troppo pessimistica. C’è chi prova a difendere i diritti di chi il potere non ce l’ha, dovrebbe essere l’anima della politica. Purtroppo spesso non è così, ma non si può dire che non sia possibile che lo sia (e non parlo di utopie…).
28 Dicembre 2006 alle 09:45
@ Nandina: sia tu che Astrolabio dite cose per me condivisibili. Lui in più di te (o in meno a seconda di coma la si guardi) ha un concetto di Stato differente.
Dal suo punto di vista aiutare le famiglie (correggimi se sbaglio) è già un favoritismo a dispetto del singolo. Aggiungere le coppie gay non farebbe che acuire questo aspetto.
28 Dicembre 2006 alle 09:46
piccola aggiunta:
se sei single, un giorno, potresti avere qualcuno con cui volerti sposare o voler dividere la vita.
Se sei sposato o fidanzato potresti un giorno decidere di tornare single (o ritrovarti tale).
Sono situazioni potenzialmente transitorie e largamente legate alle scelte personali di ogni individuo.
Se sei gay o sei eterosessuale lo resti.
E se sei discriminato in quanto gay non esiste la possibilità che la tua situazione cambi, nè puoi scegliere di essere diverso.
E’ un po’ come essere discriminati perchè si hanno gli occhi azzurri…
Astrolabio, la vedi, ora, la differenza?
28 Dicembre 2006 alle 10:02
Sicura?
28 Dicembre 2006 alle 10:04
Cape, ammettiamo che una coppia con figli, per quanto abbia scelto autonomamente di averli, meriti maggiore tutela di un single che deve mantenere solo se stesso?
Da qui discende la tutela della coppia come nascita di un nucleo familiare.
Il problema è il concetto di famiglia, che a mio avviso è ancora oggi molto ristretto.
Poi, Cape, noi non saremo mai del tutto d’accordo quando andremo a vedere di cosa riteniamo lo Stato si debba occupare.
Per il semplice fatto che, pur non essendo una “Statalista”, ritengo che lo Stato abbia un ruolo fondamentale in tutto quello che riguarda gli aspetti sociali (istruzione, sanità, assistenza, promozione della cultura…) della vita dei cittadini.
Adam Smith diceva che se ciascuno di noi persegue il proprio benessere allora aumenterà il benessere collettivo.
Ma non è vero.
Se ad uno spettacolo tutti ci mettiamo sulle punte per vedere meglio, tutti vedremo come prima…
Per fare un esempio concreto ricollegandomi a qualcuno sopra: le regole per la sicurezza sul lavoro nascono per tutelare i lavoratori e per obbligare i datori di lavoro ad escludere i costi per la sicurezza da quelli “comprimibili” per essere competitivi a rischio della salute dei propri lavoratori.
Se, in nome dell’autodeterminazione e della libertà di disporre del proprio corpo al 100%, non ci fossero le leggi sulla sicurezza sul lavoro che obbligano anche i lavoratori a determinate condotte, che talvolta magari riducono l’efficienza del lavoro, e, come succede, un singolo muratore, per esempio, si sentisse più agile e quindi più efficiente senza imbragatura per salire sull’impalcatura e non la usasse perseguirebbe, forse, il proprio benessere di breve periodo (guadagnerà di più perchè lavorerà di più, per esempio), ma contemporaneamente innescherebbe una competizione “al ribasso” che porterebbe ad una riduzione complessiva del livello di sicurezza di tutti gli altri lavoratori, con un aumento degli incidenti e della mortalità (che sono cose che una società non può auspicare), con un aumento della spesa sanitaria e sociale etc…
Quindi diciamo che io sono per la massima libertà personale quando questa non impoverisce di diritti la società nel suo complesso bensì la arricchisce.
Lo Stato ha il dovere di intervenire dove il perseguimento del benessere del singolo si scontra con il benessere complessivo della società. Se neghi questo allora non puoi chiedere allo Stato di difendere la tua proprietà o la tua vita… no?
Ok, ora ho fatto della filosofia politica da quattro soldi, ma a volte mi spaventa lo spingere all’estremo certe posizioni “ideali” (o ideologiche).
28 Dicembre 2006 alle 10:05
Cape sì, non credo sia un “capriccio”, nè una scelta.
28 Dicembre 2006 alle 10:12
Se quello che dici è vero vorrebbe dire che implicitamente non riesci a dare un briciolo di fiducia al tuo prossimo. Quello che si suggerisce è che la facoltà di scelta genera conoscenza e approfondimento. Anche nei muratori.
28 Dicembre 2006 alle 10:34
No, ritengo che il singolo direttamente coinvolto in una scelta sia necessariamente un po’ miope.
La coscienza civile è una cosa rara (tra gli avvocati, gli architetti, i biologi, gli impiegati e i muratori… )
Chiaro che se il muratore tizio non mette il casco il muratore caio è liberissimo di metterselo, ma se il fatto che tizio non sia obbligato a metterlo e lavori in modo più efficiente perchè, diciamolo, il casco è scomodo, tenderà a costringere caio a non metterlo se non vuole che il suo lavoro venga svolto da tizio o da altri che hanno seguito il suo esempio. Per di più se il datore di lavoro può comprare qualche casco in meno riduce i costi, tizio gli sembra sempre più interessante (sto estremizzando e semplificando ovviamente).
Se tizio, per i suoi lavori in casa, non si vuole mettere il casco, ritengo che debba essere libero di farlo.
Se vuoi ti faccio un esempio ancora più estremo, la guida in stato di ebbrezza:
Se dispongo del mio corpo e lo stato non si deve permettere di vietarmi di bere quanto mi pare, di rischiare l’alcolismo, di farmi venire malattie varie (che però poi bisognerà curare…) etc.. [lo stesso vale, attenzione, per le droghe].
Ma mi pare giusto, anzi indispensabile, che lo Stato mi vieti di mettermi alla guida di un macchina rischiando di schiantarmi contro un’altra macchina.
Come fa? Deve necessariamente limitare la libertà anche di chi, ad esempio, regge benissimo l’alcol, o di chi quando è ubriaco guida piano (anche in questo caso faccio esempi stupidi… ma per capirci) a vantaggio della libertà di chi invece è sobrio di tornare a casa sua in tutta sicurezza senza dover tenere conto degli ubriachi al volante.
28 Dicembre 2006 alle 13:42
“perchè non dici che non si dovrebbero riconoscere diritti alle coppie (sposate o di fatto), dici che non ci dovrebbero essere diritti riconosciuti solo per le coppie gay.”
veramente ho detto l’esatto contrario, ho detto che non dovrebbero essere riconosciuti diritti alle famiglie di qualsiasi genere. per inciso, questo non vuol dire necessariamente distruggere il welfare per i minori, per esempio si può fare una sorta di pensione al contrario, per cui hai tot soldi dallo stato finchè non diventi maggiorenne.
“I single sono, in effetti, già più deboli, il riconoscimento di diritti alle coppie gay non aumenterebbe il problema, ma in compenso eliminerebbe una discriminazione.”
non aumenterebbe il problema? metti che fai un concorso pubblico e in graduatoria ti passa davanti un tizio solo per il fatto che è omosessualmente sposato.
“Sulla “legge della giungla” capisco cosa vuoi dire,”
mah, da quello che hai scritto sotot mi sembra di no, pazienza, sto con la febbre e non ho voglia di essere più chiaro
28 Dicembre 2006 alle 14:36
ti passa davanti un tizio che è sposato.
punto.
allora aboliamo il matrimonio.
28 Dicembre 2006 alle 15:31
“allora aboliamo il matrimonio.”
Io sono daccordo.
29 Dicembre 2006 alle 19:05
Astrolabio: quindi se oggi lo Stato garantisse cure ospedaliere solo ai bianchi, tu saresti contrario all’estenderle ai cittadini di ogni colore solo perché nell’utopia libertaria non sono garantite a nessuno?
4 Gennaio 2007 alle 12:48
Nihil, proprio l’obiezione cui pensavo oggi mentre venivo al lavoro e che non m’era venuta in mente al momento giusto…