Io sono a favore dell’allargamento della base, se questo è un accordo preso da un governo nazionale.
Sono d’accordo anche se il governo in questione era quello di Berlusconi. Niente cazzate in politica estera. La politica estera è la faccia che presentiamo con tutto il mondo, e non sto qui a fare lezioni a nessuno sull’importanza di questo aspetto, sono sicuro che tutti capiscono.
Ok?
Quello che non non capisco è la posizione dei compagni di sinistra, quelli duri e puri. Mi sforzo, ci provo, ma non riesco a entrare in empatia con il loro pensiero.
Come si può essere ad esempio legalitari e poi non rispettare i contratti?
Specie se questi sono accordi con un uno stato, che volente o nolente ricordiamocelo, è nostro alleato!
Agli alleati non si promette e poi non si da. [Discussione aperta sul tipo di promesse da fare ovviamente]
Ho letto (e no, non riporto link) che la popolazione deve essere ascoltata, che bisogna fare referendum e altre tazzine.
La solita storia. (potrei citarne altre, ma non voglio parlare del rifiuto del cambiamanto oggi).
NIMBY? Stavolta forse no.
Stavolta credo che lo spirito fondante il rifiuto sia quello antiamericano, e non c’è impatto ambientale che tenga. Non sono sicuro che se la richiesta di allargamento della base fosse stata inoltrata che ne so, dall’autorità europea (bella questa!), ci sarebbe stata la stessa levata di scudi.
Quello che sento è che siamo tutti un pò antiamericani, chi per un motivo chi per l’altro.
Non siamo in grado di fare i conti con un paese che ha sì delle grandi contraddizioni all’interno e che ha una politica estera errata (dal mio punto di vista) ma è all’avanguardia in moltissimi settori sia economici che culturali.
Dovremmo amare un pò gli States e meno Cuba.
E smetterla di fare bonifici alla resistenza irachena.
Bah.
UPDATE: no m’ero accorto che Suzukimaruti ha scritto ieri questo.
Tags: antiamericani, riflessioni post sbornia, sinistra








19 Febbraio 2007 alle 00:10
Penso che purtroppo l’unico motivo che ci lega alla sinistra (autodefinita comunista) sia l’esistenza di Berlusconi. Sono troppe le differenze, invece di avvicinarci ci allontaniamo. Forse e’ un bene.
19 Febbraio 2007 alle 00:26
definisci cosa vuol dire essere anti americani…
essere contro il popolo americano? no
essere contro la cultura americana? no
essere contro le guerre imperialiste americane? si
allora sono anti americano. non me ne vergogno.
sono contro la guerra criminale in iraq e non me ne vergogno.
sono contro l’allargamento delle basi americane e non me ne vergogno.
sono contro le continue ingerenze americane nella politica di stati sovrani e democraticamente eletti e non me ne vergogno.
mi consola il fatto che con me ci sono milioni di americani, se ci fossero più italiani, sarebbe meglio. ma si sa che siamo provinciali e pensiamo che l’America sia Hollywood, quindi il bene assoluto con happy end incorporato.
19 Febbraio 2007 alle 00:35
@ Swamp: essere antiamericano significa, a mio modesto parere, essere comunque diffidenti a priori di qualsiasi iniziativa che hanno gli statunitensi.
Ad esempio tu affermi che essere antiamericano
secondo me qui sbagli. Chi è antiamericano è contro la cultura americana, in molte sue manifestazioni.
Io credo che tu non sia antiamericano, ma credo anche che ci sono una serie di manifestazioni politiche che prescindono dal sentire personale e sfondano nell’ideologico. Lì io punto il dito.
19 Febbraio 2007 alle 01:11
cultura americana?
è vasta. posso essere un fan dei Marylin Manson o dei Nine Inch Nails e farmi schifo i McDonalds e la Coca Cola.
Posso amare un film di John Carpenter e odiare George W Bush.
Ci sono americani intelligenti e colti e altri bigotti e stupidi. Io odio la parte stupida dell’America, come odio la parte stupida dell’Italia.
Stranamente gli stupidi americani sono amati dagli stupidi italiani.
La stupidità è internazionale.
La differenza è che gli italiani fanno danni solo in Italia, gli americani ne fanno in tutto il mondo, perché si sentono padroni del mondo.
Bisogna finirla con sta retorica sull’anti americanismo.
I primi anti americani sono proprio gli americani stessi e noi stiamo ancora qui a discutere di queste cose, come se fossi dei forza italioti qualunque.
Ascolto consigliato: Ministry - Rio Grande Blood
se un gruppo italiano proponesse quei testi, salterebbe fuori il berluscones di turno a puntare il dito.
19 Febbraio 2007 alle 01:18
@ Swamp: quello che non ho scritto e detto è che non è il MacDonald che crea l’antiamericanismo, ma l’essenza della iniziativa che gli usa hanno.
Io ho scritto sopra che giudico errata la politica di Bush, ma gli USA sono un grande paese (in molti aspetti), e non ho vergogna di dire che dovremmo guardare più a loro, cogliendone e correggendone i difetti, più che chiuderci nel rifiuto perchè sono imperialisti (che è vero).
19 Febbraio 2007 alle 01:29
Cosa intendi per iniziativa? inziare delle guerre? o cosa altro?
fammi qualche esempio.
guardiamo sempre a loro, me compreso.
usiamo la loro tecnologia, ascoltiamo la loro musica, vediamo i loro film.
il tuo appunto mi sembra un po’ campato in aria, senza rancore.
19 Febbraio 2007 alle 01:32
Per azioni intendo ovviamente le politiche. Però tu non rispondi alla domanda di fondo del post. Sarebbe diverso se la base fosse europea?
19 Febbraio 2007 alle 08:45
Boh. Io non sono sicuro che dire “sì” all’ampliamento della base fosse un fatto dovuto, ammetto però di non conoscere bene la legislazione in materia.
Secondo me alla base del problema (oltre a un certo grado di NIMBY dei vicentini, nobilitato però dal fatto che non è che non vogliano nel proprio “backyard” una cosa utile ai più, ma una cosa inutile e dannosa) c’è il motivo per cui il governo USA chiede l’ampliamento, mentre ad esempio considera la chiusura di grandi basi meno strategiche come quella islandese, e cioè il proseguimento di una delirante e tragica politica estera aggressiva. Io mi rendo conto che il governo Prodi non sia nelle condizioni di forza (anche per la concomitante situazione di incertezza politica delle maggiori potenze europee) di fare scelte radicali al riguardo, e spero che non cada per questo o per la questione dell’Afghanistan; ma è giusto fare un po’ di casino (anche se purtroppo non sono riuscito ad andare a Vicenza), meglio in piazza che non in senato. Perchè quando Bush, con la fretta di fine mandato, attaccherà l’Iran quanto ci sentiremo coglioni a dare ospitalità ai suoi bombardieri?
Per cui alla domanda: se fosse stata europea? Sarebbe stata un’altra cosa, non mi vergogno di dirlo. Sono per inclincazione anti-militarista, ma penso che un esercito congiunto europeo sia nel futuro inevitabile e tutto sommato auspicabile. Naturalmente, concordando meglio i termini della questione con la popolazione vicentina locale.
19 Febbraio 2007 alle 08:59
Alla domanda del post io ho trovato la mia risposta: sono affettuosamente antiamericano. “Affettuosamente” per quanto sono legato alla cultura popolare statunitense (non solo quella alternativa, anzi), “anti” in quanto considero gli USA un “concorrente”. Tra il modello americano e quello europeo “tifo” per quello europeo, pur consapevole della superiorità americana in molti campi; credo comunque, riallacciandomi a quello che hai detto, che nonostante l’antiamericanismo di fondo gli europei siano già più bravi degli americani a imparare ciò che di buono c’è nel sistema concorrente. Nei campi scientifici (e medici), ad esempio, adottiamo molto più facilmente standard USA di quanto loro siano capaci di apprezzare le innovazioni e le tradizioni europee.
Credo che la superiorità americana stia soprattutto nella creatività e nella dinamicità della cultura e della società; per il resto, su quasi ogni parametro possibile, si vive meglio in Europa. Un altro aspetto che noi europei non possiamo che ammirare è la solidità marmorea della democrazia, che però avviene a scapito della rappresentanza delle istanze marginali; in questo modo la “cosa pubblica” americana è paradossalmente più tradizionalista di quella europea (vedi il sistema elettorale arcaico) e ha tempi di reazione allungati: ci sono voluti due mandati per vaccinare l’elettorato contro Bush. Però la democrazia USA, appunto, è sopravvissuta al bushismo (come si può vedere dai tre principali candidati per le prossime elezioni, cioè Giuliani, la Clinton e Obama), meglio di quanto quella italiana abbia retto il berlusconismo.
Poi sulla politica estera sono contrario a priori, ma è un altro discorso.
19 Febbraio 2007 alle 09:54
Hai centrato il problema caro Cape.
Quella parte della sinistra è pacifista e “contro le guerre” solo perchè non può apertamente dichiarare guerra ai nemici di sempre, a quel paese che ogni giorno gli ricorda che le cose che hanno sempre additato come diaboliche hanno prodotto l’esatto opposto delle loro fallite formule benefiche del comunismo: richezza, libertà e benessere.
Detto questo e detto che nessuno si ricorda di citare che i kattivoni in cambio del fazzoletto di terra si sono impegnati a costruire un nuovo ospedale, ad accollarsi i costi del trasferimento di un’università, della ristrutturazione dell’areoporto e a garantire lavoro agli “indigeni” faccio un ragionamento molto semplice.
Noi ci siamo impegnati con un patto “tra alleati”. Lo abbiamo fatto a seguito dell’intervento anglo-americano che ci ha liberati dal fascismo (anche se qualcuno ancora oggi crede che a liberarci sia stata la resistenza
). Il patto ci ha salvato pure dal comunismo evitandoci la fine dei famosi paesi dell’est e ancora oggi ci permette di accedere alle risorse dei contribuenti americani per quello che concerne la nostra protezione. (tanto per fare un esempio ci è servito quando hanno tirato un missile dalla Libia verso l’Italia e dopo poco di fronte alle coste libanesi si presentò la VIa flotta… ma ci serve ogni giorno).
Questo patto è oggettivamente necessario perchè il mondo in pace e bene non esiste e quindi abbiamo bisogno di comprare protezione all’esterno in cambio di cose tipo la base non potendo permetterci una difesa nostra.
Questi signori allora oltre al malcelare il loro antiamericanismo dovrebbero dirci chiaro e tondo come intendono ottenere questo “bene” in caso di rottura con l’alleato americano. In caso contrario la loro preparazione politica è inferiore a quella di un bambino di 8 anni.
Ola!
19 Febbraio 2007 alle 10:31
Io sono antiamericana, se dell’America vogliamo prendere in considerazione i valori che ci arrivano dalla tv, dai telegiornali ma anche da quella stessa cultura di cui parli, dal cinema ai telefilm. Certo mi auguro che sotto quella scorza amara ci sia tanta gente un po’ più open minded e sono certa che ci sia, al di là di quelli che hanno rieletto Bush (che però sono la maggioranza!).
L’idea di avere delle basi militari sul nostro territorio, o di ampliarle, non mi piace per niente, comunque.
19 Febbraio 2007 alle 10:46
Quindi antiamericana catodica…
Questa si che è una notizia sconvolgente! Ma davvero quelli che hanno rieletto Bush sono la maggioranza??? Pensavo l’America fosse più libera… ti po Cuba
19 Febbraio 2007 alle 10:48
ma io sono più bello
19 Febbraio 2007 alle 11:22
Fortunatamente gli americani non ci hanno difeso dal comunismo con l’efficacia e la tenacia che hanno usato in Grecia.
Detto questo, il patto di cui parli è il Patto Atlantico, mentre la base di cui stiamo parlando non è NATO ma statunitense. Votata non alla difesa dell’Italia (ma da chi?) ma al perseguimento di una politica estera unilaterale con cui l’attuale governo italiano è in disaccordo. Bloccare l’ampliamento (che non vuol dire sfrattare tutte le basi americane) non mi pare incoerente in questa visione.
Si possono fare tutte le critiche del mondo all’ambigua e ondivaga politica estera europea, ma il modello statunitense (deterrente nucleare, opzione militare in alternativa alla diplomazia) appartiene al passato. La strategia della “guerra al terrorismo” è solo l’ultimo dei fallimenti, così come quella dei “regime change” a suon di bombardamenti aerei, efficaci e spettacolari ma che non risolvono niente e costringono a occupazioni a tempo indeterminato (come in Iraq, in Afghanistan, in Kosovo…). Abbiamo bisogno di più bombardieri? Di più bombe atomiche (quelle “piccole”, per i bunker)? Di più basi per lanciare più attacchi aerei più veloci e più potenti? Solo in una paranoica ottica da Dottor Stranamore, e per la necessità keynesiana di investimenti pubblici militari. Se gli americani vogliono nuove basi per piegare l’Iran in due settimane invece che in un mese, cazzi loro, non vedo perchè dobbiamo dargliele noi. Così quando si troveranno nell’ennesimo tragico pantano potremo lavarcene le mani.
19 Febbraio 2007 alle 11:33
In realtà l’antiquato sistema elettorale USA (per il discorso dei grandi elettori ecc. ecc.) permette che un governo sia eletto da una minoranza, come successo dopo le elezioni Bush-Gore e in altre occasioni.
Poi Robinik non bisogna dimenticare che l’antiamericanismo, con annesso senso di superiorità, è uno stato d’animo gratificante. Non sai cosa ti perdi (l’importante è non abusarne).
19 Febbraio 2007 alle 12:05
A me invece sembra la cosa più frustrante che piccoli invidiosi ideologizzati possano provare.
Ma è un parere
P.S. Consiglio l’Americanismo con senso di superiorità dimostrabile con i fatti ;P
19 Febbraio 2007 alle 12:47
Simpatico burlone di un Robinik!
Riguardo alla tv, intendevo dire la parte più superficiale che conosciamo dell’America, anche se non sono del tutto certa che la tv non rappresenti tanti aspetti della società, anche se spesso si tratta dei peggiori, quindi intendevo lasciare un margine di dubbio al popolo americano.
Riguardo invece alla maggioranza, che ha rieletto Bush, volevo dire che forse quel margine di dubbio di cui sopra non è poi tanto ampio, mica perchè il Presidente dovrebbe essere eletto da una minoranza o autoeleggersi, ma perchè il fatto che la maggior parte degli americani abbia voluto Bush per ben due volte (senza contare Bush senior) non me li rende tanto simpatici.
Ovviamente, essendo io una relativista al 100%, lascio sempre ogni mia considerazione libera di adattarsi alle singole circostanze e persone.
19 Febbraio 2007 alle 13:24
> Sarebbe diverso se la base fosse europea?
questa domanda nel post non è precisa.
se la base militare fosse europea, sarei personalmente più tranquillo, perché di sicuro non verrebbe usata a nostra insaputa per tenere armi nucleari e per far partire bombardieri verso i nemici degli USA, che non sono anche i nostri nemici.
perché ridurre l’Italia ad una portaerei americana? un po’ di orgoglio non ce l’abbiamo proprio?
Senza contare che i militari americani fanno sul nostro territtorio quello che vogliono, sostanzialmente impuniti.
Alle volte un po’ di patriottismo non farebbe male, anche a sinistra. A destra hanno già venduto tutto quello che avevano.
19 Febbraio 2007 alle 13:27
Vedi Robinik, le mie critiche all’America sono sindacabili ma abbastanza fondate, credo. E non sono da collegarsi con il mio anti-americanismo, ma solo una valutazione che spero il più obiettiva possibile su un sistema politico-sociale che ha meriti e demeriti, e sicuramente nel complesso più meriti che demeriti, ma a cui preferisco quello europeo.
L’antiamericanismo è una questione soggettiva, culturale, un aspetto dell’identità europea (perchè l’identità è fisiologicamente anche “anti”, l’importante è che non lo sia troppo; del resto anche tu sei anti-europeo) e, naturalmente, anche una reazione alla superiorità de facto in molti campi. Fino a che questa reazione non diventa isterica e delirante (nel senso psichiatrico del termine, cioè di idea infondata su cui difetta critica e giudizio), può essere gratificante e divertente. Ad esempio, quando un californiano rompe i coglioni se ti accendi una sigaretta (in Italia, e all’aperto, non a casa sua), non mi vergogno a figurarmi, sognante, i cavalli cosacchi che si abbeverano nelle piscine di Beverly Hills. Quando nei telefilm e film americani le lezioni di letteratura in una strapagata high school si riducono a ragazzi semi-analfabeti che esprimono triviali opinioni su qualche classico della letteratura statunitense, non posso frenare un senso di superiorità per il fatto che a me, in un liceo pubblico e accessibile a tutti, facevano tradurre Platone e Seneca. Non riesco neanche a evitare di paragonare i giri di miliardi attorno al football universitario (ma poi: che sport di merda è il football?) alle sane partite di calcetto in oratorio del CUS. L’antiamericanismo è, come ogni pulsione psicopatologica, ambigua e ambivalente, da cui il mio craving, la mia ricerca compulsiva di nuovi telefilm americani su E-Mule (da O.C. in su).
19 Febbraio 2007 alle 13:37
p.s. per Robinik: il fatto che se non vado in giro con la mano destra sul petto, cantando God Bless America, i filoamericani tendano ad additarmi come un’amica di Fidel Castro, non mi aiuta a fare pace con la cultura statunitense
19 Febbraio 2007 alle 14:44
@ Cachorro:
Infatti è pieno di Statunitensi che vengono a studiare in Italia e tutte le maggiori scoperte scientifiche arrivano dall’abruzzo
Ma perchè i soldi che girano devono fare schifo?
Io invece ti propongo il paragone dei licei italiani dove si faceva ginnastica cambiandosi in spogliatoi maleodoranti e senza docce e poi si tornava a studiare Seneca belli sudati sui banchi. Oppure ti paragono la violenza fuori dagli stadi italiani con la finale del superbowl in cui al peggio ti può succedere di macchiarti la t-shirt con della ketchup
@ laislabonita
La mia era solo una battuta ovviamente. Voleva però evidenziare quanto alcuni stereotipi dell’antiamericanismo siano ridicoli.
Che senso ha giudicare un paese in base ai suoi telefilm? Tu pensi che chi si trova a vedere “Centovetrine” decida all’istante che l’Italia è un grande paese? Suvvia non scherziamo.
Allo stesso modo il tormentone che da anni va tanto di moda (”non sono contro gli americani ma contro Bush”) è un controsenso per tua stessa ammissione. Bush è il risultato del loro volere, del loro libero voto. Allo stesso tempo chi a sinistra si infiamma per i candidati Democratici rischia grosse delusioni (si pensi all’amministrazione Clinton).
Per il resto antiamericani si può essere… senza però essere finto-pacifisti, finti-europeisti ecc. ecc.
@ Europeisti
Io se la base fosse Europea sarei terrorizzato. Non solo mi costerebbe molto di più ma sarei sicuro di essere ad un passo dalla WW3 (balcani docet)
Consiglio a tutti infine questo libro. Moolto istruttivo.
19 Febbraio 2007 alle 15:26
Robinik: sì sì, avevo capito il tuo simpatico umorismo, non per niente ti ho apostrofato con un “simpatico burlone”

Centovetrine, se lo paragoni a Beautiful, può comunque farti capire quanto la mentalità italiana sia meno affettata, perbenista e tutta proiettata al successo. Chiaramente nè l’una nè l’altra soap rappresentano la realtà per come esattamente è, ma accentuano in qualche modo stili di vita propri dei Paesi in cui vengono prodotte. Non mi dire che non hai mai notato come nei telefilm americani ci sia il concetto di fondo che il mondo è fatto dai vincenti. Poi ci sono film come American Beauty, per esempio, che fanno cadere certe convinzioni con estrema facilità, trattandosi di ideali di cartapesta. Certo, sto parlando di stereotipi, come ho voluto sottolineare fin dal mio primo commento, proprio dichiarando di basarmi sui prodotti di una società per giudicare la stessa.
Riguardo a Bush, infatti io ho proprio detto che se è stato eletto vuol dire che la maggior parte degli americani lo ama, proprio per questo mi riesce difficile ammirarli in quanto popolo, sebbene sia dell’idea che non si debba mai parlare di gruppi, ma di singoli individui. Molti personaggi americani che apprezzo sono tra l’altro figli della ribellione ad un sistema troppo spesso unilaterale e contraddittorio.
Ribadisco, infine, di non essere una comunistaccia, ma una relativista al 100%
19 Febbraio 2007 alle 15:44
@ laisla
Nessuno può essere 100% relativista ma questo è un altro discorso.
Però scusa… “America Beauty” non è una produzione Cilena giusto?
Dobbiamo concludere che gli Americani danno il peggio di sè nei telefilm ed il meglio nei film?
La realtà è che un telefilm sui perdenti magari noioso non incasserebbe nulla. Io inoltre non ci vedo nulla di male nella vittoria… ma io sono strano forse.
mo stacco. Ciao!
19 Febbraio 2007 alle 17:37
Quoto Swamp e ti chiedo: hai considerato che allargare una base significa metterci più armi e più militari?
Hai considerato che la cosuccia potrebbe essere assai pericolosa?
19 Febbraio 2007 alle 17:45
Robinik, ma infatti ho citato American Beauty fra le ottime produzioni americane nate in opposizione alla mentalità americana comunemente intesa.
A tutti piace vincere, se con questo s’intende riuscire in ciò che si fa, ma sai benissimo cosa intendo quando dico che l’America cresce bambini che hanno già la paranoia di deludere i genitori se non vincono a baseball o se non diventano cheerleader.
Non invento niente di nuovo se ti dico che, forse anche a causa di questa cultura della vittoria, l’America è nettamente divisa fra chi ha (=è) troppo e chi non ha (=è) niente.
19 Febbraio 2007 alle 19:13
Robinik, non confondere appunto la mia identità europea (con annesso antiamericanismo), con la mia valutazione del sistema europeo vs. quello americano.
E’ una questione affettiva con rinforzo politico.
Se dobbiamo paragonare i sistemi, servono dati oggettivi confrontabili. Ad esempio sulla sanità mi sono abbastanza impegnato (con poco successo…) a comunicarti i miei termini di valutazione (spesa pro-capite, mortalità infantile, attesa di vita media). Per quanto riguarda l’istruzione, è nota la superiorità americana nella formazione di eccellenza, nella meritocrazia della ricerca e nel sistema dei “venture capitalist”. Paragonando la formazione di base, il confronto (per media del livello di conoscenze storiche, matematiche e scientifiche) è impietoso per gli USA rispetto alla media europea (ma anche noi italiani siamo messi male; la mia percezione dell’istruzione è purtroppo estremamente limitata dalla mia esperienza personale); non è un caso che nel 2000 il 38% dei PhD sia occupato studenti stranieri (bene per la ricerca USA, meno bene per la popolazione americana), con un drammatico calo degli americani in grado di svolgere professioni scientifiche.
Per quanto riguarda sudare e poi mettersi sui libri, lo considero un ottimo incentivo a non faticare troppo. Lo sport fa male.
19 Febbraio 2007 alle 19:29
Per completezza, gli studi a cui mi riferivo sono quelli dell’OECD Programme for International Student Assessment, dove gli studenti USA (15 anni) sono risultati superiori solo a Italia, Portogallo, Grecia, Turchia e Messico (non ho capito bene quanti stati siano compresi nello studio, penso una trentina) per attitudini matematiche e superiori solo a Grecia, Turchia e Messico nel “problem solving”.
19 Febbraio 2007 alle 19:48
P.S. scusate se continuo a infestare, ma un ultimo punto sull’argomento che mi sta a cuore. Una delle limitazioni della formazione di base (cioè primaria e secondaria) americana è il temibile morbo del ‘68. Avete presente il 18 politico? Vige in tantissimi college americani (Ivy League compresa), dove non è compresa (letteralmente parlando) la possibilità di bocciare uno studente. Per forza poi che vengono mangiati vivi da cinesi, indiani e iraniani.
20 Febbraio 2007 alle 10:43
si, come no…e poi, come diceva uno spot pubblicitario, c’era la marmotta che confezionava la cioccolata….
Gli anglo-americani non ci hanno liberato, ci hanno invaso perché eravamo loro nemici, e dei loro nemici eravamo il più debole (”il ventre molle dell’Asse”) sia militarmente che politicamente.
Un pò come nei film di fantascienza…noi abbiamo creato il mostro (il fascismo) e ne abbiamo perso il controllo, ma loro sono venuti ad ammazzarlo solo perché “il mostro” li ha aggrediti, altrimenti ci saremmo tenuti il fascismo per chissà quanto tempo ancora.
Quanto alla Resistenza, ricordo che venti anni fa, durante le celebrazioni del Primo Novembre, l’allora presidente Cossiga (che comunista non è) ricordava con fervore l’impegno dei militari e dei partigiani italiani contro i nazi-fascisti, con buona pace di quei poveracci morti in battaglia prima dell’otto settembre del 43…forse perché, all’epoca, si provava ancora un pò di vergogna per quello che aveva combinato il fascismo e la Resistenza serviva a restituirci un minimo di dignità.
21 Febbraio 2007 alle 15:22
Un bel post di Capemaster.Complimenti! Che ammetto mi lascia un barlume di speranza per il recupero di tutti quelli che hanno contribuito a diminuire il mio stipendio (elettori di Frodi e Fisco). Volevo rivolgermi a tutti. Premesso che la guerra non piace a nessuno. Premesso che le armi sono pericolose, io la vedo così. Una base americana in Italia, sicuramente NON è pericolosa. In quanto possedere armi è meno pericoloso che non averle quando le hanno altri. Due. Posto che la strategia di Bush è sbagliata, qualcuno mi spiega come risolvere problemini quali Iran con Bomba Atomica che vuole distruggere Israele? E che poi magari ne tira qualcun’altra? Con la “concertazione?” Quanti mesi sono che ci prova quella specie di macchietta da miliardi di dollari di nome ONU? Risultati? Zero. Almadinejad continua bellamente ad arricchire l’Uranio.
Adesso voi mi direte, con che diritto ti opponi ad uno stato che fa ricerche sul nucleare mentre per altri è concesso?
Con nessun evidente diritto. E’ scontato. Ma la sicurezza nazionale (purtroppo statale), ha lo scopo di difendermi dagli altri. E’ lecito che una azienda che produce sicurezza, decida che per garantirla è necessario che non vi siano dittatori con Testate Nucleari? E che dunque bisogna agire preventivamente?
In sostanza, la politica americana, forse fallisce nello stabilizzare qualche crisi. Ma è responsabile della difesa della sicurezza DEGLI AMERICANI. E lo fa secondo le sue valutazioni personali. Che sono per forza di cose diverse dalle nostre. Fino ad adesso, la sicurezza degli Stati Uniti è stata garantita, salvo l’11 settembre. Dunque hanno ragione loro. Diversamente dalle politiche italiane, ed europee di stati che sono stati conquistati, riconquistati e smembrati varie volte solo negli ultimi 60 anni. Non trovate un pò supponente voler insegnare ad uno stato integro da più di 200 anni, come si deve comportare per tutelare gli interessi di sicurezza dei propri cittadini, parlando da stati che si mantengono nazionali solo grazie all’appoggio americano?
Credete davvero che un D’Alema (ma anche Fini) qualsiasi sia all’altezza della politica estera che si fa in USA?
21 Febbraio 2007 alle 15:55
Discorso delirante.
La guerra all’Iraq non è niente in confronto a quello che succederà se verrà attaccato l’Iran, secondo una logica paranoica che finora ha avuto solo insuccessi. Dire che l’America, con più di tremila vittime tra Iraq e Afghanistan, “ha ragione” è al di fuori di ogni umana concezione… allora anche Zapatero “ha avuto ragione” a ritirare la Spagna dall’Iraq (”garantendo la sicurezza”). Allora la DC ha sempre avuto ragione nella sua politica estera cerchiobottista e filo-araba, visto che l’Italia è stata risparmiata negli ultimi trent’anni dal terrorismo islamico e palestinese. E l’Inghilterra, che ha fatto le stesse scelte dell’America ed è stata colpita da due attentati, ha ragione o meno?
La guerra in Iraq è stata un disastro e non ha spostato di una virgola il problema terrorismo, visto che Saddam non era una minaccia nè collegato ad Al Qaeda.
La guerra in Afghanistan non è riuscita nemmeno a sradicare i miliziani di Al Qaeda in Afghanistan, figuriamoci il successo nella lotta contro il terrorismo.
Solo un generale folle uso “Dottor Stranamore” potrebbe vedere dei benefici in una guerra preventiva a Teheran.
Tra l’altro, la politica estera americana è mediocre, e gli americani sono i primi ad ammettere candidamente di essere dei “giganti militari e dei nani diplomatici”, capaci di sottomettere qualsiasi altra potenza militarmente ma di uscire in mutande da qualsiasi negoziato.
21 Febbraio 2007 alle 19:57
Sono convinto che la guerra in Afghanistan, se lasciata, sia una peggiore sconfitta della guerra in Iraq. Perchè quella in Afghanistan è stata autorizzata da Onu e Nato, non da una azione unilaterale.
Quindi occhio alla politica estera.
22 Febbraio 2007 alle 19:33
Come?
Se diciamo che l’america ha sbagliato in iraq, è sottointeso che sappiamo le ragioni per cui c’è la guerra(e non le armi di distruzione di massa)..e se le sappiamo allora sappiamo anche che l’america non ha sbagliato e che non sbaglierà se andrà in iran.
Mi stupisce poi che in italia ci siano antiamericani, anche perchè nel 2007 è da me incomprensibile il motivo di esserlo, eccezione fatta per i terroristi islamici..
Gli antiamericani sono persone che non sanno niente della cultura americana, tradizioni usi e costumi, dicono di conoscere la loro politica guerrafondaia, ma evidentemente non la conoscono, anzi non la capiscono e questo fà di loro degli ignoranti..
Gli antiamericani devono aprire gli occhi, studiare un pò di storia e prendere esempio, ammirare e Rispettare la più grande potenza del mondo, se poi questo è per loro difficile, incomprensibile o che altro, significa che sono persi nella loro ignoranza irrimediabile.
Prima di andare a commentari o farvi idee strane degne di un terrorista, dovreste studiare e leggere, leggere di tutto e magari qualche libro sulla cultura americana che vi insegni qualcosa..
Prendere esempio dagli americani, appoggiarli in tutto e rimanere sempre amici, è segno di maturità è intelligenza, poichè riflette un modo di pensare avanti.
Vi siete mai chiesti perchè tutte le cose (tv, computer,coca-cola..)escono prima in america e poi dopo mesi arrivano qui?
Semplice perchè loro sono avanti, e se permettete saranno avanti anche nel modo di pensare, che è consono a questi tempi, mentre voi siete fermi a criticarli e a non ragionare.
Riflettete e leggete.
L’america è la cosa migliore che potesse capitare al mondo, altrimenti adesso non staremo a parlarne.
CIAO a tutti..
god bless you (che dio vi benedica)
22 Febbraio 2007 alle 19:38
Come?
Se sappiamo che l’america ha sbagliato in iraq, sappiamo le ragioni della guerra (e non le armi di distruzione di massa)..e se le sappiamo allora sappiamo anche che l’america non ha sbagliato e che non sbaglierà se andrà in iran.
Mi stupisce poi che in italia ci siano antiamericani, anche perchè nel 2007 è da me incomprensibile il motivo di esserlo, eccezione fatta per i terroristi islamici..
Gli antiamericani sono persone che non sanno niente della cultura americana, tradizioni usi e costumi, dicono di conoscere la loro politica guerrafondaia, ma evidentemente non la conoscono, anzi non la capiscono e questo fà di loro degli ignoranti..
Gli antiamericani devono aprire gli occhi, studiare un pò di storia e prendere esempio, ammirare e Rispettare la più grande potenza del mondo, se poi questo è per loro difficile, incomprensibile o che altro, significa che sono persi nella loro ignoranza irrimediabile.
Prima di andare a commentari o farvi idee strane degne di un terrorista, dovreste studiare e leggere, leggere di tutto e magari qualche libro sulla cultura americana che vi insegni qualcosa..
Prendere esempio dagli americani, appoggiarli in tutto e rimanere sempre amici, è segno di maturità è intelligenza, poichè riflette un modo di pensare avanti.
Vi siete mai chiesti perchè tutte le cose (tv, computer,coca-cola..)escono prima in america e poi dopo mesi arrivano qui?
Semplice perchè loro sono avanti, e se permettete saranno avanti anche nel modo di pensare, che è consono a questi tempi, mentre voi siete fermi a criticarli e a non ragionare.
Riflettete e leggete.
L’america è la cosa migliore che potesse capitare al mondo, altrimenti adesso non staremo a parlarne.
CIAO a tutti..
god bless you (che dio vi benedica)
23 Febbraio 2007 alle 10:46
@ cape
Sono daccordo con te sull’Afghanistan. Ma non per il fatto in sè che è stata decisa dall’ONU…
@ Cachorro
Intendo dire che stai giudicando una politica estera di uno stato che da 150 anni è ai vertici del mondo, che ha vinto due guerre mondiali e che da solo ha garantito la libertà occidentale. Adesso la sua politica estera è sbagliata? Può darsi. Ma mi chiedo quante persone lo abbiano detto in questi 150 anni. Persone che parlavano vivendo in stati che successivamente sono stati smembrati annichiliti distrutti. Sono sicuro che lo pensavano anche nell’impero austro ungarico che gli americani sbagliavano e loro avevano la terza via! Solo che l’impero austroungarico non c’è più, e l’America ancora. E adesso invece, c’è una nazione che vive in pace da 60 anni, grazie ai militari e alle basi americane che la proteggono, in quanto priva di difesa, e parla di saggezza in politica estera e pretende di spiegare all’America come ci si comporta con gli altri. Credo che l’Italia dovrebbe prima sopportare 40 anni di guerra fredda da protagonista (non territorio inerte), dopo supporre di capire di difesa nazionale quanto gli stati uniti (o anche la Russia per carità!) Ripeto che un paese satellite della Nato, senza forze armate, che vive perchè vivono gli States, dovremmo ammettere quantomeno di non capire molto di politica estera. Poi è chiaro che tutti possono sbagliare. Comunque, non mi hai risposto su quale sarebbe l’alternativa alla guerra all’Iran. Lasciargli le atomiche? Ma uno solitamente non le costruisce per usarle come soprammobile.