Più ateo che mai

Questo post è una lettera aperta ad una mia amica cattolica, K. Di più sulla sua persona non dirò.

Cara K.,

gira che ti rigira sempre di Chiesa e di Religione andiamo a parlare.
Sarà che è uno dei nostri argomenti preferiti perchè siamo persone votate al confronto-scontro, sarà per il clima ottocentesco che contraddistingue il dibattito pubblico, non riusciamo a farne a meno.
O meglio, non riesco a farne a meno.

Non devo spiegarti perchè mi sta tanto a cuore l’argomento religioso, perchè anche tu sei d’accordo con me quando dico che la religione occupa aspetti importanti non solo della vita spirituale, ma anche di quella meramente corporea.

Quindi non devi meravigliarti se quando parlo di questi argomenti mi infervoro e sono al limite del trattabile.

Inizio la mia lettera con una domanda molto diretta: sei contenta di questo pontefice?

La mia non è una domanda peregrina perchè dalla tua risposta discendono una serie di assunti filosofici e politico-strategici sul ruolo delle Religione Cattolica che sono alla radice della nostra discordanza.

Presumendo che tu sia contenta e che ti senta ragionevolmente rappresentata da Benedetto XVI e dalla CEI, ti confesso che l’attuale Papa, come del resto il precedente, sono a mio avviso quanto di peggio poteva capitare alla Chiesa Cattolica e ti spiego anche il perchè.

Ovviamente non essendo un vaticanista di fama mondiale né filosofo, le mie argomentazioni saranno un pochetto sbiadite dall’eloquio non propriamente dotto e probabilmente grammaticamente scorretto. Ti prego di fermarti solo al concetto.

Di Joseph Ratzinger si può dire senza timore di errore che è un conservatore, un duro conservatore, e per me questa parola ha già un significato negativo perchè dissonante con la tensione alla ricerca propria degli umani, e che da conservatore sta esercitando la sua influenza sul mondo Cattolico.

Più che parlare delle ultime uscite, come quella della messa in latino e del canto gregoriano (che non commento perchè non mi interessa sparare sulla Croce Rossa), vorrei discutere con te sul messaggio. Il messaggio di verità assoluta che lui professa.

Tu mi dirai che una Religione parla per definizione di assoluto perchè si rapporta con Dio stesso e discende la Verità da Lui stesso.
Quello che contesto è l’arroganza con la quale Benedetto XVI portava e porta avanti il primato del suo assoluto rispetto ad altri assoluti.
Messaggi alla “il mio Dio ce l’ha più grosso del tuo“, non mi pare una bella strategia di dialogo con le altre religioni. Specialmente adesso, una chisusura al limite del fanatismo, corroborata da tanto di documenti, mi lascia molto perplesso. Ma tant’è.

Fede e Ragione secondo Ratzinger (e Wojtyla pure) sono tutti e due figli del Logos, di Dio, quindi non c’è conflitto tra queste due “grandezze”. Anzi, di più! Il cristianesimo ha avuto successo proprio perchè ha saputo parlare con una sorta di razionalità, ma adesso ha perso a causa del relativismo, Darwin, baracche e burattini la sua utilità per l’uomo. Questo è quello che lui dice.

La mia Ragione non riesce ad affidarsi alla Fede, perchè pensa che la fede in qualcosa di indimostrabile come la Religione Cattolica è la completa negazione della ragione stessa. E quindi la negazione dell’uomo.
Non riesco ad accettarla a meno di considerare la Religione come una scelta di comodo, del tipo “senza di noi sei non c’è più né l’occidente né l’identità dell’uomo”.

E noi non vogliamo farisei nella casa del Signore no?

Tutte questi assunti, tutte queste scelte, questi percorsi che io ho sommariamente descritto, portano la Chiesa ad avvitarsi su se stessa e ad allearsi culturalmente per convenienza politica a questo tipo di persone, che usano la Religione come grimaldello per ribadire la superiorità culturale dell’Occidente, con toni che non ritengo molto adeguati al dialogo. Persone che giustificano la “giusta guerra“. Persone che in Italia lanciano fallimentari bannerini e che si definiscono devoti, ma che con la religione non hanno niente a che fare.

Checchè ne dica Messori, mi sembra che i cristianisti abbiano ripreso moltissima verve da quando il tuo amico Ratzinger è Papa. Lanciano continuamente messaggi di lode alla Religione (perchè strumentale contro l’uomo nero, perchè fa bene alla Tradizione, perchè digerisci meglio, perchè io valgo…) pur professandosi atei.

Attenzione agli amici… te lo dice un amico.

Chiudo con la stessa domanda dell’inizio: sei contenta di Benedetto XVI?

Tuo, Stefano.

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11 commenti a “Lettera a K.”

  1. MyAvatars 0.2 Selim scrive:

    Concordo sul come la Chiesa Cattolica, specie negli ultimi e ultimissimi tempi, sia diventata inutile all’uomo che cerca spiritualità, e probabilmente lo era già anche da prima, visto che il suo potere e la sua dottrina si basano su una lettura parziale e faziosamente interpretata delle Scritture, sulla presunzione di essere al di sopra di tutto e di tutti, e su una mai interrotta collusione con il potere temporale.

    Difendere la Chiesa oggi è un po’ come difendere la Democrazia Cristiana, si difende solo perchè risulta immorale criticarla, ma solo a causa del nome e dei simboli. Trovarvi serio conforto e adeguata guida spirituale mi sembra improbabile, tanto è lontana dalla realtà.

    Molto meglio l’Islam che, in quanto difficile da minare dall’interno a causa dei suoi irremovibili fondamenti, è oggetto della ben nota persecuzione mediatica, immotivata e dal retrogusto razzista, sostenuta dalla diffusa ignoranza e comunque insofferenza verso l’argomento.

    Chi cerca Dio, infatti, troverà più risposte alle sue domande nell’Islam, che non in questo clero antico, nei suoi paramenti teatrali, nei suoi riti ormai senza senso o nelle sue prese di posizione, spesso a ben vedere tutt’altro che “cristiane”.

  2. MyAvatars 0.2 kamau scrive:

    bella lettera, e sentita.
    azzardo qualche risposta io che son pure cattolico con un nick che incomincia per k.

    sono contento di questo papa? certo non il papa che mi auguravo e in cui mi riconsco. però, ce l’ha mandato lo Spirito e una qualche ragione ci sarà e presto o tardi la comprenderemo. la Chiesa è sopravvissuta a Bonifacio… figuriamoci a Benedetto!

    sul bersaglio della battaglia di benedetto sono però d’accordo: il relativismo, o postmodernismo o quell’idea che vuole che bene e male siano dei relativi assoluti, che dipendano esclusivamente dal giudizio dell’individuo e non siano, invece, a priori. il nemico, se così lo vogliamo chiamare, non è Darwin, ma Nietzsche.

    La ragione, per chi crede, non può che essere originata e resa viva da Dio, come d’altronde lo è ogni altra cosa. Essa, quindi, aiuta ad illuminare l’uomo sulla creazione ed, in ultima istanza, non può che essere conforme alla fede. ma, sia ben chiaro, e son convinto, perfino benedetto la pensa così, la ragione non basta, perchè questa ad un certo punto si ferma. quindi, la ragione non può essere da conferma alla fede. infatti, come cattolici, crediamo in cose incredibili, in cose da pazzi: dall’incarnazione di Dio fino alla sua eucarestia, passando, naturalmente, per morte e risurrezione e senza addentrarci nel completo capovolgimento della moralità mondana.

    personalmente ritengo che addirittura il dubbio sia un elemento indispensabile della mia fede. che 2+2 è 4 è una cosa che non credo, ma so: me lo dice la ragione: , e quindi non ne dubito. diverso è l’impegno e il coraggio e la partecipazione, diciamo pure l’amore, che ci vogliono a credere che dio è morto e risorto per noi.

    sul fatto che non bisognerebbe fare affidamento a certi farisei, che accettano l’involucro per scartare il nocciolo, sono perfettamente d’accordo.

  3. MyAvatars 0.2 Astrolabio scrive:

    più che mero conservatore, ratzinger mi sembra uno che gioca a d&d e come personaggio fa il papa.
    voglio dire, si mette cappelli improbabili e desueti, messe in latino, canti gragoriani (questi glieli appoggio) celibato dei preti eccetera e un continuo cavillare su dogmi che dogmi non sono e che sono totalmente inutili al dialogo con altri cristiani.

    il ragionamento che sembra seguire è “ipse dixit” del tipo “San pinco pallo 600 anni fa discusse dei sette attributi della Veronica, e tali sono ,sarà in eterno come ha deciso San pinco Pallo” il dialogo con le altre religioni si limita alla mera ostentazione del cattolicesimo e allo spiegare perchè sbagliano.

    mi sembra che la chiesa con questo papa si sia chiusa in una torre d’avorio, e non capisce che così sono cazzi, perchè intanto il mondo va avanti.

    Su GpII invece non so perchè sei così critico, mi pare avevi detto qualcosa riguardante pinochet, ma l’opera di evangelizzazione dovrebbe riguardare tutti, anche i peggiori, da qualche parte sta scritto che Gesù non è venuto per guarire il sano, ma il malato.

  4. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Astrolabio: speravo in un tuo commento, davvero.
    Sono d’accordo con quello che dici di Ratzinger, ovviamente. Lo hai esplicitato con la solite metafore che ti contraddistinguono :) .

    Sul Papa precedente la penso esattamente come su Ratzinger. E ti spiego perchè.

    A prima vista tutto quello che GPII ha fatto sembra lontano dal messaggio di BXVI, ma nella sostanza l’unica differanza sta nel chilometraggio e nella particolare propensione teatrale che aveva il papa precedente. Io non dimentico che mentre l’uno era Papa, l’altro era alla Congregazione per la Dottrina delle Fede.

    Erano un po’ come Starsky e Hutch, uno duro l’altro accondiscendente, ma non erano altro che dei ruoli.

    Mi immagino i dialoghi:
    “Allora io mi aggiudico i ragazzi con un po’ di spettacolarità… concerti, viaggi, tuffi, settimane bianche, tu invece sarai il mio pugno di ferro… capisci, non posso fare tutti e due, sarebbe una incongruenza mediatica”

    A proposito di Pinochet: evangelizzare ok, ma affacciarsi alla stessa finestra in quella situazione, diciamo che non l’ho trovato di buon gusto. P

  5. MyAvatars 0.2 Carmelo scrive:

    Il poliziotto buono e il poliziotto cattivo, insomma…
    Mi ricordo bene la scena del saluto dal palazzo presidenziale cileno.
    Vicini come amici, lui e Pinochet…

  6. MyAvatars 0.2 Astrolabio scrive:

    o ma se proprio vogliamo fare i fetusi è andato a trovare pure castro.

  7. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    Mi approfitto a questo tuo bel post per allacciare mie riflessioni sparse spero il più brevi possibili.
    Intanto premetto che io sono un ateo; diciamo un agnostico da un punto di vista filosofico (perchè la professione di ateismo è una dichiarazione metafisica, per quanto legittima, troppo forte per me) e un ateo dal punto di vista pratico (perchè ritengo la possibilità di un’aldilà e di una divinità antropomorfa troppo improbabili per preoccuparmene). Ho avuto un’educazione in parte religiosa, perchè mio padre è un evangelico pentecostale (insomma uno dei “born again christians” che tanti danni fanno negli USA), cioè una persona per cui la fede è totalizzante, l’appartenenza a una comunità religiosa non è legata alla tradizione o al gruppo etnico ma a a una conversione personale prima come esperienza diretta della grazia divina (battesimo nello spirito santo) che come atto formale (battesimo in acqua).
    Questo background mi rende facile capire gli “assolutisti”; siamo tutti figli di Dio, e tutti soggetti alla sua grazia e proprio per questo esiste UNA SOLA via di salvazione: Gesù Cristo. Che tu sia europeo, ebreo, arabo, africano. Il dialogo con le altre religioni è: ti rispetto, ma proverò a convertirti per salvare la tua anima.

  8. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Astrolabio: ah sì sì… Non sarò io a negare questa altra incongruenza.

    @ Cachorro: non invidio (o forse sì) i pranzi insieme al tuo papi.

  9. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    …il cattolicesimo è molto diverso: è una religione sociale. Le contraddizioni che impone una fede di questo tipo mi sono impossibili da comprendere, così come il ruolo di intermediario che hanno i sacerdoti e i prelati. Da una parte la Chiesa condanna il relativismo, dall’altro è un’istituzione mutevole che si adatta al contesto politico mondiale. Per questi motivi di frattura con la mia forma mentis religiosa, non mi sento di fare tante differenze tra un Papa e l’altro. Mi sembra che la Chiesa sia in ritardo cronico sulla società; mi sembra anche che la cultura umana abbia superato la spiritualità ecclesiastrica e cristiana in genere. La biologia molecolare, lo studio dell’evoluzione, le neuroscienze, lo studio dell’es, l’antropologia applicata alla storia della religione mettono in crisi i fondamenti della filosofia cristiana: il libero arbitrio, l’unicità dell’essere umano nel regno animale, l’esistenza di una verità rivelata nei testi sacri (e non l’elaborazione di miti, corpus dottrinali, aforismi di origine disparata, dai Sumeri agli Esseni). Il relativismo non è un’ideologia, è un dato di fatto; gli “assoluti” possono appartenere alla giurisprudenza, all’etica applicata, ma sono solo convenzioni più o meno utili. Non sono di quegli atei che credono che la religione sia un male di per sè; i crimini della Chiesa e le guerre confessionali sono solo uno degli aspetti della violenza dell’umano sull’umano. La civiltà antica era da un punto di vista spirituale più “avanzata” dell’occidente cristiano (c’era una religione che regolava gli aspetti politici e sociali, una religione popolare, una spiritualità iniziatica collegata con la filosofia, religioni “alla moda” tipo il culto di Iside e rispetto per il pantheon di altre popolazioni, se non rompevano troppo il cazzo tipo ebrei o cristiani), ma non era meno sanguinaria. Però non vedo, a lunghissimo termine, un futuro per la religione come la intendiamo ora, a meno di un secondo medio-evo.

  10. MyAvatars 0.2 Gianmario scrive:

    Non scrivo una lunga risposta ma io da cattolico, non son soddisfatto di questo Papa. E lo diro’ ogni volta che dira’ una cavolata.

  11. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Cachorro Quente:

    l cattolicesimo è molto diverso: è una religione sociale.

    cattolicesimo = ambientalismo? :lol:

    Sono sostanzialmente d’accordo, quello che scrivi su relativismo e religioni è un dato di fatto.
    Solo Ratzinger non se n’è accorto. O magari si e ora fa le contro mosse per riportarci (li) tutti all’ovile.

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