I grassetti sono miei, il resto è la nota della CEI.
L’ampio dibattito che si è aperto intorno ai temi fondamentali della vita e della famiglia ci chiama in causa come custodi di una verità e di una sapienza [cominciamo subito con lo stabilire chi ce l'ha più grosso] che traggono la loro origine dal Vangelo e che continuano a produrre frutti preziosi di amore [non solo, dai], di fedeltà e di servizio agli altri, come testimoniano ogni giorno tante famiglie. Ci sentiamo responsabili di illuminare la coscienza dei credenti [che poveracci han finito le pile], perché trovino il modo migliore di incarnare la visione cristiana dell’uomo e della società nell’impegno quotidiano, personale e sociale, e di offrire ragioni valide e condivisibili da tutti a vantaggio del bene comune.
La Chiesa da sempre ha a cuore la famiglia e la sostiene con le sue cure e da sempre chiede che il legislatore la promuova e la difenda [sai che in Francia il tasso crescita demografica è a 1,9?]. Per questo, la presentazione di alcuni disegni di legge che intendono legalizzare le unioni di fatto ancora una volta è stata oggetto di riflessione nel corso dei nostri lavori, raccogliendo la voce di numerosi Vescovi che si sono già pubblicamente espressi in proposito [eh sì...]. È compito infatti del Consiglio Episcopale Permanente “approvare dichiarazioni o documenti concernenti problemi di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia, che meritano un’autorevole considerazione e valutazione anche per favorire l’azione convergente dei Vescovi” (Statuto C.E.I., art. 23, b) [dovrò leggerlo.. uff]
Non abbiamo interessi politici da affermare [Noooo... è perchè ribadirlo, nessuno lo pensa!]; solo sentiamo il dovere di dare il nostro contributo al bene comune, sollecitati oltretutto dalle richieste di tanti cittadini che si rivolgono a noi [e quelli che si rivolgono agli altro?]. Siamo convinti, insieme con moltissimi altri, anche non credenti [Ferrara vale doppio, non barate], del valore rappresentato dalla famiglia per la crescita delle persone e della società intera. Ogni persona, prima di altre esperienze, è figlio, e ogni figlio proviene da una coppia formata da un uomo e una donna [anche gli omosessuali sono figli di qualcuno allora?]. Poter avere la sicurezza dell’affetto dei genitori, essere introdotti da loro nel mondo complesso della società, è un patrimonio incalcolabile di sicurezza e di fiducia nella vita. E questo patrimonio è garantito dalla famiglia fondata sul matrimonio [religioso intendi???], proprio per l’impegno che essa porta con sé: impegno di fedeltà stabile tra i coniugi e impegno di amore ed educazione dei figli [che qualche volta sono gay...].
Anche per la società l’esistenza della famiglia è una risorsa insostituibile, tutelata dalla stessa Costituzione italiana (cfr artt. 29 e 31). Anzitutto per il bene della procreazione dei figli [attenti...]: solo la famiglia aperta alla vita può essere considerata vera cellula della società perché garantisce la continuità e la cura delle generazioni. È quindi interesse della società e dello Stato che la famiglia sia solida e cresca nel modo più equilibrato possibile .
A partire da queste considerazioni, riteniamo la legalizzazione delle unioni di fatto inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo [pensavo che adesso ci fosse il passaggio sul relativismo, acc..]. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità[uh?], che sola giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume [secondo me è vero anche il contrario].
Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile.
Queste riflessioni non pregiudicano il riconoscimento della dignità di ogni persona; a tutti confermiamo il nostro rispetto e la nostra sollecitudine pastorale [apertura per i gay cattolici]. Vogliamo però ricordare che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza o di fornire riconoscimenti ideologici [voi infatti vi appellate al concetto di natura... niente ideologie...]: ha invece il fine di garantire risposte pubbliche a esigenze sociali che vanno al di là della dimensione privata dell’esistenza.
Siamo consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. A questa attenzione non siamo per principio contrari. Siamo però convinti che questo obiettivo sia perseguibile nell’ambito dei diritti individuali, senza ipotizzare una nuova figura giuridica che sarebbe alternativa al matrimonio e alla famiglia e produrrebbe più guasti di quelli che vorrebbe sanare [qui convergiamo, i DICO non valgono un cazzo, meglio il matrimonio... gay].
Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici [Arriva la parte tosta mi sa...] che operano in ambito politico. Lo facciamo con l’insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis: “i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana”, tra i quali rientra “la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna” (n. 83). “I Vescovi – continua il Santo Padre – sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato” (ivi). Sarebbe quindi incoerente [e poi Capemaster ci da un post DICO io.] quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto [uomo avvisato...].
In particolare ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede [l'ex Inquisizione vero?], secondo cui, nel caso di “un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge” (Considerazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003, n. 10)[Sì, quella].
Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non “può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica [O.O], favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società[O.O],” (Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 5). [eccoli i comunisti veri! sempre a parlare di società e super-organismi]
Comprendiamo la fatica e le tensioni sperimentate dai cattolici impegnati in politica in un contesto culturale come quello attuale, nel quale la visione autenticamente umana della persona è contestata in modo radicale [da quei maledetti relativisti!]. Ma è anche per questo che i cristiani sono chiamati a impegnarsi in politica.
Affidiamo queste riflessioni alla coscienza di tutti [i credenti] e in particolare a quanti hanno la responsabilità di fare le leggi, affinché si interroghino sulle scelte coerenti da compiere e sulle conseguenze future delle loro decisioni. Questa Nota rientra nella sollecitudine [diktat ci stava male effettivamente] pastorale che l’intera comunità cristiana è chiamata quotidianamente ad esprimere verso le persone e le famiglie e che nasce dall’amore di Cristo per tutti i nostri fratelli in umanità [aridaje col comunismo].
Roma, 28 marzo 2007 [me lo ricorderò]
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28 Marzo 2007 alle 19:34
Cosììì!!
Acido e satirico!!
28 Marzo 2007 alle 20:53
Io ricorderò per sempre questo giorno perchè grazie a Capemaster io non scriverò un post che mi avrebbe sicuramente portato numerosi problemi legali, sociali e di salute.
Grazie ed ancora grazie, anche se un bel cloro al clero lo devo per forza inserire altrimenti posso infartuare.
Grazie ancora cape, cosa vuoi fare infine: tu sei un lurido capellone loro brava gente
Davide Bocci
28 Marzo 2007 alle 21:24
la stampo e poi ci giocherò a buttare palline di carta nel camino.
sarà un’immagine dell’inferno che inevitabilmente mi aspetterà
28 Marzo 2007 alle 22:59
29 Marzo 2007 alle 08:51
@ socioweb: ?
29 Marzo 2007 alle 11:36
libero di dire quel che vuoi, ma:
se in Francia il tasso di fertilità è 1.9 negli Stati Uniti è 2.1.
Se in Francia il tasso di natalità è 1.9 non è detto che dipenda dalle politiche familiari. (ho imparato a mettere i link!)
29 Marzo 2007 alle 12:01
@ Ugo: in USA anche il PIL cresce molto di più. che in Francia… c’entrerà qualcosa no?
Dai su, devi ammettere che non è la protezione della famiglia come istituzione che favorisce la natalità, è la sua promozione come entità fiscale ed economica che aiuta.
Non può essere serio proporre di diventare tutti Neocatecumeni e comprarsi una Multipla. Anchè perchè la Multipla fa cagare
.
29 Marzo 2007 alle 12:04
Il post che linki distorce la realtà come fa qualsisi altro analista.
La domanda da fare a Aconservativemind sarebbe:
Chi è Francese e chi non lo è?
Altrimenti si dovrebbe dire anche in Italia che 1,3 è dato dagli albanesi e dagli slavi.
29 Marzo 2007 alle 15:51
Anche tu la distorci (sì, anche gli omosessuali sono figli di qualcuno, mi sembrerebbe strano il contrario, ma allora perché chiederlo con atteggiamento accusatorio?), ciononostante condivido la tua opinione sul fatto che i DICO siano una cagata e che sia meglio il matrimonio gay.
Per quanto riguarda Fausto Carioti e l’ oggetto iniziale del contendere, voglio dire che l’ intervento dello Stato serve a ben poco per migliorare il tasso di natalità, un Paese liberista come gli Stati Uniti ha infatti un tasso di fertilità migliore degli Stati Sociali(sti) europei. Ed entrambi hanno tassi di crescita minori di Stati che liberismo o assistenzialismo non sanno neanche cosa siano in cui di soldi non ce n’ è per nessuno.
Cosa significa? che i soldi quando si tratta di fare una famiglia sono la cosa meno importante: quel che influisce di più è la cultura, la fiducia nel futuro (quello che mi costruisco da solo, non quello che mi costruisce lo Stato) ed il fatto che ci sia qualcuno che i figli possa seguirli (non sarà molto politicamente corretto ma il 99% delle volte è la madre).
Nell’ articolo che linkavo Carioti faceva soltanto un raffronto di classifiche: classifica per fertilità e classifica per percentuale di musulmani e notava che tra le due non c’ era differenza. Potrebbe essere soltanto una coincidenza, ma siamo sicuri che sia solo una coincidenza?
29 Marzo 2007 alle 16:11
@ Ugo: ma anche fosse, quale sarebbe il danno?
Un neoconservatore cosa teme e cose propone?
29 Marzo 2007 alle 17:20
Non so se sono un neoconservatore, ma personalmente propongo:
a)abolizione del matrimonio civile: visto che è un atto privato tra due persone non vedo perché lo Stato dovrebbe mettersi in mezzo dicendo come questo contratto deve essere stilato. gli “sposi” vanno da un notaio, da un sindaco o da un giudice o da chi preferiscono e stilano un contratto di matrimonio, convivenza, o comecaspitavoglionochiamarlo che firmano liberamente nel pieno delle loro facoltà mentali.
b)abolizione della possibilità di contrarre un matrimonio-convivenza-comecaspitavoglionochiamarlo civile davanti ad un sacerdote/rabbino/mullah. Si fa come in Francia: ti vuoi sposare per lo Stato? Vai in comune. Ti vuoi sposare per la Chiesa? Vai in chiesa. Ti vuoi sposare per entrambi? Vai in comune E in chiesa.
c)tassazione di famiglia: due persone che abbiano sottoscritto un contratto di matr-conv-comecasp. dichiarano quanti figli hanno a carico, si calcola il “numero di membri della famiglia generalizzata” n, si calcola il reddito complessivo di questi membri R e si pagano le tasse come se ogni membro avesse un reddito di R/n.
29 Marzo 2007 alle 17:24
Cazz, bravo capemaster, io avrei probabilmente aggiunto altre mille grassettature per altre mille postille, ma già così dà un bell’effetto di ridicolizzazione a ciò che è già ridicolo nei concetti e nella forma.
29 Marzo 2007 alle 19:35
Trovato il testo del disegno Biondi?
29 Marzo 2007 alle 19:39
@ Jinzo: diciamo che sono pigro e aspettavo un tuo link
Biondi è a 8 e mezzo adesso!
29 Marzo 2007 alle 19:41
@ Ugo: spero di avere tempo per risponderti con un post. Ci sono un paio di cose che devo esplicitare meglio.