Noto una strana analogia tra l’instaurazione del codice dei blogger (se ne parla qui qui qui qui qui e qui) e la voglia di dare una regolata a internet e telefonini.
Trovo alquanto ozioso e statalista (nel senso negativo delle parola) cercare di imbrigliare delle realtà che hanno tutto da perdere nella regolementazione. Anche se si tratta di autoregolamentazione e codicilli comportamentali.
Il rischio di dare man forte ai totalizzatori (no, non quelli delle calcolatrici - neologismo?) è reale. Perchè lo sappiamo tutti che ovunque esista un vuoto di potere l’essere umano ha bisogno di infilarci lo zampino (legislativo e non) per mettersi la coscienza al sicuro.
Internet va preservato da questa deriva regolatoria. Va insegnato alle persone che la libertà di dire le cazzate è pur sempre una libertà. E che se si dicono cazzate o si fanno offese, si paga. Niente di più, niente di meno.
Insomma alla fine la penso così: per i bulli schiaffazzi, e per i troll… beh, fanno parte del gioco.
Tags: blogger code, bullismo, censure, codice, codice di condotta, educazione, internet, libertà, youtube








11 Aprile 2007 alle 15:12
Un codice Hays per i blog? Naaaa…
11 Aprile 2007 alle 15:24
strunz
11 Aprile 2007 alle 15:26
@ Fulvia: eh?
11 Aprile 2007 alle 15:35
“la libertà di dire le cazzate è pur sempre una libertà.”
pienamente d’ accordo: anch’ io dico sempre “Libertà d’ espressione è anche libertà di dire cazzate”. E sono per l’ abolizione del reato di apologia di reato.
11 Aprile 2007 alle 15:49
(no niente, ti stavo offendendo non da anonima
)
ok, commento seriamente: per me il voler “regolamentare” i blog, è una cosa impossibile (nonché stupida): per quanto io mi attenga a regole generali di netiquette e quanto altro, e chiedo agli altri di rispettarlo, ho un mio modo di gestire il blog che è diverso dal tuo, e da quello di altri. So che esistono blog dove se io dico “strunz” non vengo censurata, e altri che invece non tollerano “le parolacce”.
Quanto ai commenti anonimi, sai che mi ci vuole a crearmi un falso account di posta e cambiare nome da FulviaLeopardi a cippirimerlo quaquaraquà
@ Ugo: il Blogger’s code of conduct non è nato per limitare la nostra libertà di dire stronzate, ma perché una blogger è stata minacciata di morte…un conto è se un mio commentatore dice un mare magnum di stronz4te, un altro se dice che farà secca me e la mia famiglia…
11 Aprile 2007 alle 15:51
…che poi, secondo me, spesso l’autocensura è peggio della censura. Un paragone che faccio sempre è quello tra la Hollywood e la Cinecittà degli anni ‘50: nella prima non si poteva mostrare un ombelico, nella seconda uscivano La Dolce Vita, Accattone e Divorzio all’Italiana. Nonostante negli USA in linea teorica non esistesse nessuna limitazione all’espressione cinematografica, mentre negli Italia imperava la celebre censura democristiana.
11 Aprile 2007 alle 16:06
“…ozioso e statalista (nel senso negativo delle parola)”
Ossia l’unico senso che ha il termine
Quoto il tuo post in toto.
11 Aprile 2007 alle 16:33
Come disse Ugo Tognazzi “rivendico il diritto alla cazzata”
11 Aprile 2007 alle 17:55
@ Cachorro Quente: d’accordo. Infatti auspico un rispetto, come dire, sottinteso nel comportamento di oguno, un volare un po’ più alto.
@ libertyfighter:
@ Ugo: sì, il reato in effetti è ascrivibile a chi lo fa. Però mi ricordo che molti nel centro destra (credo vicini a te) sono anche per arrestare tutti gli Imam. In effetti essere contro l’apologia di reato tout court porta una serie di conseguenze. Sarebbe un bell’argomento per un post.
@ Fulvia: non avevo inteso. SOno d’accrdo con ciò che dici. Alla fine si tratta di essere un po’ educati e fare del Fair Play un habit.
@ nadina: infatti non ti ho mai censurato
(scherzavo eh!)
12 Aprile 2007 alle 00:34
Mi sembra quasi di vedere quell’avvocato di Foggia che una o due settimane fa chiese di potere contattare “il sito emule” per “la rimozione dal circuito” di fotografie di alcune ragazze che erano state condivise senza il loro consenso.
12 Aprile 2007 alle 06:06
sono contrario a qualsiasi censura o autoregolamentazione dei blog.
12 Aprile 2007 alle 11:00
Il problema non è che predichino odio, è piuttosto che predichino odio in arabo e poi neghino di farlo in italiano.
E che certa gente gli creda perché ha sentito solo la parte in italiano.
E comunque uno straniero non ha “diritto” a restare in un Paese diverso dal suo, ci rimane finché tale Paese gli accorda il permesso.
12 Aprile 2007 alle 16:37
@cape: le perle ai porci proprio… una è così gentile da offrirti in dono una citazione e viene ringraziata così?
12 Aprile 2007 alle 16:42
@ nandina: mi hai minacciato? mi hai detto porco?
13 Aprile 2007 alle 08:26
Ma perchè… statalista ha altri significati?
13 Aprile 2007 alle 08:33
@cape no, non ti ho minacciato, casomai ti ho provocato