Ricercatore fannullone sprecone

Prendo spunto da una notizia shock.

Premetto che la mia posizione sul rispetto degli animali è assoluta, ma utilitaristica. Ovvero, in due parole, se per raggiungere un certo scopo medico (tanto per capirsi) ho bisogno di una sperimentazione su scimmie/cani /topi o quant’altro, non mi faccio scrupoli. Ma se invece si tratta di sacrificare degli esseri viventi per scopi assolutamente futili o estetici (pellicce o trofei di caccia) non condivido. Si tratta di una analisi costo beneficio. Dal mio punto di vista ovvio.

Detto questo vorrei sottolineare quanto la nostra mania tutta umana di normare per sentirci più sicuri e tutelati ci faccia spesso cadere in degli assurdi.
Il cane di cui sopra non ha un’etica per come noi la intendiamo. Probabilmente ne ha una, o magari anche no, non ci interessa, l’importante è che siamo tutti d’accordo sul fatto che non sarà un’etica umana né tanto meno occidentale.

Il cane di cui sopra sarà probabilmente condannato a morte per aver sbranato il povero piccino come un qualsiasi serial killer detenuto in paesi nei quali ancora vige la pena di morte.

Il cane di cui sopra merita di essere mantenuto in vita come tutti gli altri, ma non perché “cane” e possessore di pelo morbido e occhioni lucidi (lungi da me essere un vile animalista), ma va salvato in quanto è assurdo pretendere che un cane abbia il nostro senso etico.

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27 commenti a “Nuovi ergastolani”

  1. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    Non credo che intendano ucciderlo per punirlo… ma per eliminare il pericolo (l’ergastolo sarebbe sufficiente, ma se non lo si capisce per gli uomini, figuriamoci per gli animali!).

  2. MyAvatars 0.2 swampthing scrive:

    http://blog.terrorpilot.com/archives/2098

  3. MyAvatars 0.2 simona scrive:

    D’accordissimo con nandina.

  4. MyAvatars 0.2 Davide scrive:

    Premetto che la mia posizione sul rispetto degli animali è assoluta, ma utilitaristica. Ovvero, in due parole, se per raggiungere un certo scopo medico (tanto per capirsi) ho bisogno di una sperimentazione su scimmie/cani /topi o quant’altro, non mi faccio scrupoli.

    Ecco che si incrina il web rapporto tra me e te. Il concetto di utile per un essere senziente mi fa venire i brividi. Tanto che c’eravamo potevamo continuare con ebrei e zingari.

    La sperimentazine animale è inutile!!!

    Parlando di sperimentazione animale mi sono ricordato di una storia di molto tempo fa, o più in generale.

    In merito al terribile accaduto mi associo a quanto tu dici, ma continuo confermando le mie posizioni: il senso etico non decide chi è degno di vivere una vita e chi invece deve diventare una cavia. Se la vediamo da questo punto di vista, il senso etico di tanti criminali uscito con l’indulto gli avrebbe dovuto spalancare le porte dei più noti centri di ricerca farmaceutica, ma con una bella cannuccia infila per la testa.

  5. MyAvatars 0.2 Carmelo scrive:

    Riguardo al commento di Davide, per arrivare dai topi di laboratorio agli ebrei bisogna andarci forte di piano inclinato.
    Ma forte davvero.
    Comunque se qualcuno riesce a dimostrarmi INCONTROVERTIBILMENTE che la sperimentazione sugli animali è del tutto inutile, sono pronto a mettere il bannerino nel blog e a fare comizi di piazza.
    E non scherzo, occhio.
    Tornando al post, lo trovo abbastanza condivisibile, nella sostanza.
    La reazione dei cani è stata istintiva, come ogni altra azione animale.
    Quindi, la colpa è con ogni probabilità ascrivibile ai genitori.
    Bisognerebbe assumersi le proprie responsabilità, quando si tengono in casa o in giardino animali feroci.
    E non sopprimerli se, semplicemente, seguono il loro istinto.

  6. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Davide: mhh…

    Mi dispiace che tu la prenda così di petto, non mi da fastidio che qualcuno sia in disaccordo con quello che penso, ci mancherebbe… mi spiace che sia tu.

    Provo ad argomentare meglio così magari ci avviciniamo.
    In un libro di Nozick ho trovato scritto che la posizione che segue l’adagio “kantismo per gli umani, utilitarismo per gli animali” è da superare perché se ad esempio arrivasse un essere superiore a noi (che ne so gli alieni di Indipendence Day) e instaurassero la vivisezione umana non è che ci starebbe molto bene. Non è accettabile quindi utilizzare animali per un bene comune perché lo stesso animale è possessore di quella vita lì e basta e non gioverebbe del vantaggio comune generato. (a questo link trovi in sintesi il suo pensiero).

    Questa posizione per me è assurda, tanto più che ci sono degli studi (magari non eccelsi ma ci sono e a volte bastano per instillare i dubbi) che anche le piante siano degli esseri senzienti. Il fatto che esse non si muovano e che non sanguinino o che non emettano nessun rantolo quando le si accoppa (sono volutamente splatter), non significa che non siano degli esseri senzienti.
    Cioè, noi non potremmo accorgerci dei loro segnali, quasi fossimo col turbo e loro invece no. LO stesso potremmo fare scendendo fino al paramecio. Chi te lo dice che non è senziente?

    Che conclusione traggo?

    Quella più laica possibile, quella che fa progredire la mia specie a spese delle altre, ma visto che ho un responsabilità più alta in quanto uomo e essere più evoluto (almeno sembra) di questo pianeta, ho il dovere di essere il meno impattante possibile sul mondo circostante.

    La vivisezione, nella fattispecie, è un male necessario… non credo affatto che sia inutile o che sia stata inutile.
    Saremo d’accordo al 100% tra cent’anni, quando la complessità di un organismo potrà essere mimata da un computer e faremo tutto in silico invece che in vivo.

    Spero di essermi spiegato.

  7. MyAvatars 0.2 Davide scrive:

    Mi spiace cape, ma sono relativista: pensare che il mio cane possa essere utile ed usato per salvare la razza umana, mi disarma, tormenta, una fitta al cuore inspiegabile. Mi spiego: potrei uccidere per molto meno.

    Esempi del passato insegnano che è meglio non farli questi gesti eroici quando la razza è quella umana.

  8. MyAvatars 0.2 mucio scrive:

    Io farei come con i faraoni egizi, sopprimere i cani con il padrone :)

    A parte le battute, una delle prime cose che si dovrebbero insegnare ai padroni di cani è che i bambini piccoli hanno un odore molto diverso da quello che solitamente hanno gli adulti, questo impedisce ai cani di riconoscerli come tali.

    Presentare un neonato al cane di casa è sempre un po’ un problema anche se il cane è sempre stato buonissimo. E’ un’operazione da fare con cura e nei tempi giusti.

    Cazzo però, immagina come stanno i padroni di quei cani.

  9. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Carmelo: la pensiamo allo stesso modo.

    @ Davide: sinceramente non ti seguo. Quale sarebbe il gesto eroico?

    In questo caso comunque non ti comporti da relativista ma da assolutista. Credi fermamente, senza ombra di dubbio, che la vivisezione non sia utile e la aborri totalmente per gli esseri senzienti. E le piante? E i batteri? E le alghe? E i pesci?

  10. MyAvatars 0.2 ILLAICISTA scrive:

    Trovo la questione difficile: è giusto usare una vita animale come mezzo, sacrificandola per i nostri fini?
    La domanda astratta com’è, mi porterebbe a dire di no, visto che quell’animale non può certo darci il suo consenso, il giudizio può però cambiare quando si passi al caso concreto.
    Sacrificherei, io non un altro, la vita di un animale per salvare quella di mio figlio? Certo che si, anche di più di uno.

    Il Sole24Ore di domenica riportava i risultati di studi sul senso etico, che hanno avuto una certa eco internazionale. Per ora non posso dare
    dettagli o riferimenti, posso però fare una schematica, e spero non troppo confusa, sintesi.
    Nello studio viene chiesto ad un certo gruppo di persone, di rispondere alla seguente domanda: vi trovate nei pressi di un binario ferroviario e vi accorgete che un carrello sta per investire cinque persone, per evitare che queste muoiano potete azionare uno scambio che però, deviando il carrello su un altro binario, ucciderà un’altra persona.
    Quasi tutti rispondono affermativamente: sacrificherebbero quella vita singola per salvarne cinque.

    Viene poi posta un’altra domanda: il solito carrello sta per uccidere cinque persone, ma non vi trovate vicino ad un binario, ma su un ponte, per un attimo pensate che potreste salvarle gettandovi davanti al carrello, ma constatate che il vostro peso non è sufficiente a fermarne la corsa.
    Vi accorgete però che un signore molto corpulento è lì, fermo, vicino a voi, che fate lo buttate giù, salvando così cinque vite?
    Nella maggior parte dei casi la risposta è stata: no!
    Gli studiosi hanno scoperto che questa apparente contraddizione non risente di alcuna variabile, ed è praticamente universale.
    Come mai?

    Hanno riscontrato che, nei casi in cui il comportamento da assumere ci coinvolge personalmente, si attivano intensamente aree cerebrali legate all’emotività, cosa che non avviene per il primo dilemma, dove la scelta è diciamo più fredda.

    Cosa voglio dire con ciò?
    Pur essendo il mio esempio diverso dai dilemmi etici studiati sperimentalmente, mi sembra però che diano una chiave utile per comprendere come sia difficile, e forse impossibile rispondere con sicurezza, almeno nei casi più controversi.
    Dare giudizi etici è terribilmente complicato, perché le nostre intuizioni in proposito, risentono di spinte diverse, sia legate alla razionalità che all’emotività. Nulla di nuovo direte, vero, ma ora è conoscenza, non una credenza.
    Se devo fare una scelta impersonale posso giudicare errato uccidere un animale per fini non suoi, ma se la scelta mi tocca da vicino l’intuito mi porta a dare giudizi diversi: se è per salvare la vita di un mio parente, giudicherei immorale non sacrificare una vita animale, lasciando morire un essere umano.

    Insomma: sono portato a credere che non ci siano criteri obiettivi e universali di giudizio, non posso che rimanere nel mio scetticismo etico, sperando che qualcuno mi convinca del contrario…

  11. MyAvatars 0.2 dandyna scrive:

    volevano ammazzare il povero orsetto bianco di berlino….. e ora si fanno tanti scrupoli ad ammazzare due cani bruttoni?

  12. MyAvatars 0.2 p.s.v. scrive:

    il problema siamo sempre noi uomini. No, il cane non ha il nostro senso etico. MA NON HA NEMMENO I NOSTRI CAZZI DI PADRONI. che lo vogliono docile, buono ma aun tantino aggressivo. attento, veloce, rapace, scopatore col cazzo buono. voglioso di figa, ma anche docile cucciolone amante dei bambini, scodinzolone. Ma andate a fare in culo, uomini. Che vita del cazzo fare il cane

  13. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    “La sperimentazione animale è inutile!!!”

    Non è vero, mi spiace. A parte tutta la ricerca non applicata (dalla genetica, alla fisiologia, alla biochimica…) per la produzione di un nuovo farmaco il modello animale è, al momento, imprescindibile; per quanto le differenze tra topo e uomo possano fregarti, l’unico modo possibile per sospettare un effetto grave a lungo termine (teratogenesi e cancerogenesi) e per selezionare le molecole promettenti è il buon vecchio rattus norvegicus.

    Sul post di Cape: alla fine uccidere un cane che ha ferito a morte qualcuno è praticamente una scelta obbligata (che ci fai? A chi lo dai? Lo rinchiudi in una stanza imbottita?), non una calcolata decisione etica.

    In genere sull’etica applicata agli animali: è un argomento difficile su cui non mi sono mai raccapezzato. Quando penso alla vita che fanno gli animali in allevamento mi prende male, ma non rinuncio a mangiare carne e credo che un apporto abbondante di proteine animali a basso costo (perchè il formaggio e le uova mica vengono fuori da mucche e galline felici…) sia fondamentale per la salute globale.

  14. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ ILLAICISTA: sul test probabilmente incide il dover direttamente toccare un corpo, il dover agire direttamente su di esso. Il Lavoro da A a B stavolta è diverso.

    @ Cachorro: aspettavo il tuo commento… me lo auguravo sapendoti medico.
    Concordo, non potrei fare altrimenti sulla prima parte.
    Sul post: il mio intento era quello di riflettere sul meccanismo perverso del voler imporre un’etica a tutto ciò che respira.

    P.S.V ha esplicitato alcuni dei miei più neri pensieri.

  15. MyAvatars 0.2 ILLAICISTA scrive:

    @Capemaster
    Certo, è proprio come tu dici.
    Però, proprio questo risultato dovrebbe farci riflettere sul valore delle nostre intuizioni etiche, che non sembrano così valide, nonostante abbiamo, come nello studio di cui ho parlato, un carattere quasi universale.
    Allora mi domando: il tuo utilitarismo funzionerebbe se il cane da vivisezionare, fosse il tuo?
    Moltissimi padroni di cani, sarebbero contrari a sacrificare il proprio cane, anche per un fine buono.
    Se una teoria deve spiegare il comportamento etico, a mio avviso, l’utilitarismo non non riesce a rendere ragione delle risposte date al secondo test.
    Spero di aver spiegato chiaramente i miei dubbi. :-)

  16. MyAvatars 0.2 pietro scrive:

    Il discorso sulla sperimentazione farmaceutica fatta usando animali è molto ambiguo.
    Soprattutto da parte dei detrattori.
    Il 99% degli esperimenti non comportano assolutamente il sacrificio dell’animale, e normalmente neanche nessuna forma di sofferenza.
    Solo un idiota può pensare che chi fa ricerca farmaceutia o medica sia un sadico che passa il tempo a causare inutili sofferenze agli animali.
    Di solito si parla di cani, per far impressionare il pubblico, ma in realtà rappresentano l’uno per mille degli animali utilizzati, ma alla maggior parte delle persone l’uso dei topi fa poca impressione, poi c’è il fatto che un maiale utilizzato per sperimentazioni farmaceutiche, ha una vita piu lunga, più piacevole e una morte molto piu umana di un normale maiale da prosciutti.
    Il termine stesso VIVISEZIONE non significa niente, non esiste neanche un caso di animale fatto a fetet a mente sana per motivi di ricerca.
    Le leggi attuali impediscono di vendere farmaci non sperimentati, ma se fosse possibile, credo che il 99% di quelli che lottano contro la sperimentazione di fronte alla possibilità di scegliere tra farmaci non sperimentati su animali e farmaci sperimentati preferirebbero i secondi.
    Non voglio dire che le sperimentazioni siano indispensabili e non possano in un futuro prossimo essere ridotte notevolmente grazie a metodi di ricerca meno invasivi, ma questo succederà grazie ai ricercatori, non grazie ai manifestanti esaltati.

  17. MyAvatars 0.2 Spora scrive:

    d’accordo con nandina, e d’accordo con cape sulla mancanza di senso etico in un cane. E’ complicata. Ma se un cane fa fuori un bambino, vuoldire che il cane tanto bene non sta.

    D’accordissimo anche sulla sperimentazione su cavie.
    Non penso che i ricercatori si divertano a fare cazzate.
    Se vi viene il cancro e vi dicono che vi possono guarire perché l’operazione è già stata testata su animali, vorrei sapere che fareste veramente.

    Io mi sono operata. Due volte. Ed eccomi qua di nuovo a rompere le balle. Non è fantastico?

    Bisogna esserci, per crederci.

  18. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    pensate un po’, io uccido le zanzare e non per motivi di sperimentazione scientifica: in via preventiva, per non essere punta…
    e schiaccio anche le formiche quando cammino.
    tanto per estremizzare, oggi sono stanca :(

  19. MyAvatars 0.2 enio scrive:

    il cane lo eliminano perchè potenzialmente pericoloso e può reiterare l’omicidio, dopo il neonato ha cercato di far fuori anche la nonna… il che porta ad una considerazione unica….

  20. MyAvatars 0.2 Camelot Destra Ideale scrive:

    Il problema è di quelle bestie, che selezionano animali (cani in questo caso), con il precipuo scopo di crearne alcuni particolarmente crudeli e con una struttura tale da uccidere quando mordono…che senso ha?

  21. MyAvatars 0.2 libertyfighter scrive:

    Io i ragionamenti troppo convinti animalisti non li capisco. (Mi riferisco a Davide, mentre il parere di Cape e di Cachorro lo condivido di più). Ad un certo punto, bisogna calarsi dall’immaginario mondo dove tutti gli esseri vivono in armonia l’un l’altro, nel mondo reale, dove esiste la catena alimentare, che taluni sconfessano in parte diventando vegetariani (come se le piante non morissero e non si incazzassero per il fatto di morire), o addirittura vegani e altre puttanate simili. Comunque fatti loro.

    Purtroppo per chi la pensa diversamente, la specie umana si comporta con le altre specie in maniera analoga a quanto fanno gli altri animali. Non ci trovo nulla di sbagliato nell’uccidere un animale, o una pianta. Lo fa il leone, la tigre, il lupo. E lo fa l’uomo.
    Non riesco proprio a capire il qualunquismo per cui dovremmo dare agli animali la dignità di esseri umani. Ad un certo punto, la realtà delle cose rimane e la fantasia evapora nel nulla. L’uomo per vivere deve sottomettere altre specie animali.
    Per quanto riguarda il “fine”, anche qui ho le mie perplessità. Il ragionamento di Capemaster è giusto dal punto di vista individuale. Non dal punto di vista normativo, perché il valore di un fine è estremamente soggettivo. E possono esserci persone che reputano giusto uccidere un animale per farne pellicce, e non per motivi medici o per mangiarlo. Siccome non credo affatto in una morale centrale definita dalle leggi, non credo si possa giudicare un motivo valido ed un altro no sulla base della moda democratica. Il problema è solo riconoscere il diritto di proprietà della propria vita agli animali.
    Tale diritto però, non possiamo concederlo, pena l’estinzione di gran parte della specie umana.
    D’altra perte se vuoi evitare che un ermellino venga ucciso, puoi benissimo comprartelo e nutrirtelo. Ma se compri un animale, hai già implicitamente negato il suo diritto alla proprietà/vita. Se tale compravendita avvenisse tra uomini si parlerebbe di schiavismo.

    I diritti degli uomini sono nati per permettere la cooperazione sociale intra-specie. Non sono affatto estendibili inter-specie. Perchè una civiltà che applicasse coerrentemente tali diritti inter-specie si estinguerebbe istantaneamente.
    E i diritti incoerenti (il cane si il pollo no, se lo mangi lo puoi uccidere, se ti ci fai la pelliccia no), generano solo paradossi.
    Sull’esempio del treno. Non so come agirei, ma sono certo che se sull’altro binario ci fosse una mandria di buoi, non esiterei un istante.

  22. MyAvatars 0.2 Davide scrive:

    @libertyfighter: ho volutamente taciuto sul reso dei commenti perché ai miei occhi completamente inutili. Ripeto: io il mio cane non lo concederei alla scienza ne ai fabbricanti di pellicce, per riassumere il tutto. Però una cosa a te la vorrei dire: quando il mio cane invecchiando avrà un poco di freddo dimmi dove abiti che squarterò i tuoi figli per fargli una bel manto. Lo faccio solo perché prendo alla parola il tuo discorso, precedentemente non ci avrei neanche pensato.

  23. MyAvatars 0.2 libertyfighter scrive:

    mmm
    Primo. Il tuo cane è TUO, quindi hai diritto di non concederlo a nessuno. Se però io volessi farmi una pelliccia con il MIO cane, TU non hai il diritto di dirmi che non posso. Allo stesso modo, le CAVIE da laboratorio NON sono di tua proprietà, ma comprate dagli istituti di ricerca, che le vivisezionano se lo ritengono opportuno.
    Il fatto stesso che tu chiami TUO il TUO cane, implica il POSSESSO. SE il cane avesse diritti, non potresti dichiararlo TUO. Ma questo è improbabile tu lo capisca, vista la poca esperienza con i concetti di proprietà di cui disponi.

    Per quanto riguarda il resto. Ti consiglio la Neuro.
    Oppure, vai in una università italiana e spara a un pò di ragazzi dicendo che se lo meritano perchè sono figli dei ricchi.
    Renditi conto che sei pazzo.

  24. MyAvatars 0.2 libertyfighter scrive:

    PPS “manto” è maschile

  25. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Libertyfighter: no così non mi piace. Un conto è dissentire, un conto è offendere.

    Ti prego di chiedere scusa a Davide.

  26. MyAvatars 0.2 Davide scrive:

    Scusa, ma che scuse, sono state liberamente stronzo! Ho voluto esserlo! Se le tenga le scuse.

    Puoi offendermi quanto ti pare, non mi conosci sei ridicolo nel momento che lo fai. Vuoi insegnarmi il concetto di possesso (ed a quanto pare anche la lingua italiana) fai come vuoi se credi essere un buon maestro.

    Noi matematici la passeggiata ce la facevamo a biologia e li della biologa che sperimentava su cellule di topo me ne sono innamorato.

    Quella dei ricchi però non l’ho capita… ho con la “H” Libertyfighter? Se hai tempo vieni pure sul mio blog a fare qualche correzione: ne faccio di strafalcioni…

    Senti, ma TUO figlio ne ha di diritti?

  27. MyAvatars 0.2 libertyfighter scrive:

    Cape ti chiedo scusa, ma quello che ha deciso di squartare i miei figli per farne una pelliccia è lui. Dopodiché le reazioni mi sembrano evidenti.

    Tornando all’argomento del post, mio figlio non è mio in quanto di mio possesso, ma è mio in quanto l’ho generato io. Con la complicità di una donna ovviamente :)
    Il Mio cane invece è il Mio cane, in quanto l’ho comprato. Un oggetto del quale si accetta la compravendita, non può di certo avere i diritti. Gliu schiavi non avevano diritti, il gelato non ha diritti. Altrimenti, prima di prendere in custodia un cane, bisognerebbe che questo fosse daccordo. Idem per gatti canarini e pesci rossi.
    Non mi risulta sia così.
    Mio Figlio, se lo avessi, avrebbe dei diritti in quanto i diritti appartengono all’essere umano, e fino a prova contraria, mio figlio è un essere umano.
    Ciò che impedisce di dare diritti alle altre specie, è la legge di natura (sai piramidi alimentari), e il fatto che si comprano e vendono come merci.

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