Francesco Costa, blogger che non ha bisogno di presentazioni, scrive di trovarsi d’accordo con l’analisi di Scalfarotto e Simoni i quali sostanzialmente dicono che l’apertura sulla modifica del codice civile potrebbe rivelarsi molto più prolifica degli stessi (schifossisimi) DiCo.
Non sono assolutamente d’accordo con questa analisi che pare fatta da un altro pianeta e col telescopio rotto.
I DiCo non piacciono a nessuno perchè sono un legiferare al ribasso, e su questo concordiamo, ma pensare che nelle modifiche del codice civile ci possa essere la rivalsa dei laici, dei gay e di chi più ne ha ne metta compie un terribile errore di valutazione.
Perchè se una legge modesta e fondamentalmente stupida come quella dei DiCo non ha incontrato il consenso necessario, come pensate che possa essere permesso dall’attenta gerarchia eccelsiastica un favoritismo o un avanzamento dei diritti per le coppie di fatto e/o omosessuali seppur senza un disegno di legge specifico?
Alle sfide poi, vorrei sommessamente ricordare, si risponde col petto gonfio e la testa alta.
Non proni. (battuta criptata)
* titolo ovviamente bonario nei confronti di Francesco
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23 Maggio 2007 alle 12:54
Dovremmo cominciare a preoccuparci un pò meno di quello che pensa il vaticano.
Non i cattolici, ma il vaticano.
Così, tanto per dire.
Ché troppa moderazione fa male.
23 Maggio 2007 alle 14:59
Intanto ti rispondo qui visto che da me i commenti al momento hanno qualche problemino
Mi conosci bene e sai quel che penso a proposito dei diritti civili, quindi sono certo che sai che non dico quel che dico per compiacere il Vaticano o la Cei, bensì per l’obiettivo comune di dare sacrosanti diritti a chi non ne ha.
Alle sfide, dici, si risponde a testa alta. Sicuramente. Ma, mi chiedo, “testa alta” vuol dire organizzare che se la Cei organizza il mega-evento Family Day noi dobbiamo cadere nella trappola della manifestazione politicamente più controproducente della storia, quella di Piazza Navona? “Testa alta” vuol dire scendere sul loro terreno - quello della guerra aperta - e contarci? Abbiamo visto come è andata a finire. Si può discutere ore dei partiti che c’erano e che non c’erano a quella manifestazione, ma una cosa è certa: quelli che non c’erano erano i cittadini (a parte quei volenterosi 4000 tra cui, per una mezz’oretta, anche io).
E allora mi dico, non è che una sfida si combatte anche con un minimo di arguzia e con la strategia? Mi spiego. Sappiamo bene sia io che tu che dietro la pagliacciata del Family Day non c’era la richiesta di aiuti per la famiglia quanto la richiesta che determinate persone (i gay e i conviventi, ma soprattutto i gay) non usufruiscano di alcun diritto. Non era per la famiglia; era contro i Dico. Nessuno però ammetteva questo scandaloso intento discriminatorio e omofobico, e tutti si nascondevano dietro il dito de “Io non sono contro i diritti ai conviventi, ma basta il Codice Civile, non servono i Dico”. Tutti: lo ha detto pure Berlusconi. Ma ci stanno per davvero, o no?
Ora, considerato che se i Dico fanno schifo, le modifiche al Codice fanno un po’ meno schifo dei Dico (vi ricordo che mentre la durata media dei matrimoni è un paio d’anni, i Dico danno diritti a chi convive da almeno nove anni: se togli chi nel frattempo si sposa, o si lascia, quanti ne restano?), perchè non vediamo se sono capaci di fare quel che avevano detto?
Se non ci stanno, ci saremo almeno tolti la soddisfazione di sputtanarli davanti al paese e di togliergli la maschera, mostrando la loro vera natura di illiberali discriminatori clericali. E la prossima volta non diranno più “Io non sono contro i diritti ai conviventi, ma basta il Codice Civile, non servono i Dico”, diranno “Io sono contro i diritti ai conviventi” o magari “Io sono contro i diritti ai gay”. Visto che lo pensano, che abbiano il coraggio di dirlo, nell’anno 2007, e vedere cosa ne pensano i loro amici del Ppe che hanno cacciato a calci nel culo Buttiglione, vedere cosa ne pensano Aznar, Cameron, Sarkozy, Merkel..
Se ci stanno, e modifichiamo il Codice, qualcuno inizierà ad avere qualche diritto. Mi sembra la cosa più importante in assoluto, nel nostro discorso. Le modifiche al Codice - specie se fatte in modo bipartisan - hanno anche qualche chance in più dei Dico di durare negli anni governo dopo governo (se facciamo passare i Dico, il cdx li toglie il giorno che torna al governo).
Fassino ha scritto a Pezzotta: volete le modifiche al Codice? Eccoci, sediamoci e modifichiamolo. Pezzotta non gli ha ancora risposto, e qualsiasi risposta darà, avrà perso.
(ammazza quanto ho scritto!)
23 Maggio 2007 alle 18:40
ti rispondo con comodo stanotte…
24 Maggio 2007 alle 07:40
a me non piacciono i dico perchè sono un legiferare al rialzo, non perchè sono un legiferare al ribasso, e se poi con le modifiche al codice civile non ci sta la rivalsa degli omosessuali e dei laici tanto meglio, che non è a quello che servono le leggi.
24 Maggio 2007 alle 08:13
ti rendi conto che molti (me compresa) ci ritroviamo a tifare per il ddl biondi?
24 Maggio 2007 alle 09:15
Bah…
con il petto gonfio e testa alta rispondeva il pelato e non è che mi facesse impazzire.
Io poi dal momento che credo che le gerarchie ecclesiastiche non contino una cippa sono sicuro che una formula diversa dai dico potrebbe passare in parlamento. Del resto fino a quando non si prova non si può concludere solo con supposizioni e visto che i dico non passeranno mai…
P.S. Ho scritto il post sul Family Day
Ciao!
24 Maggio 2007 alle 13:20
@ F.: scusa per la mancata risposta ma ho avuto da fare e ancora ne ho…
non concordo sull’atteggiamento, che mi sembra da sconfitti, e non credo che lasceranno modificare il codice in senso pesante
@ Astro: uff, sempre col bilancino sulle parole co ’sti argomenti. Allora aboliamo il matrimonio in generale ok, visto che è un “apparato” dello Stato.
@ Fulvia: SIETE, in molti! IO tifo pe ril matrimonio gay.
@ Robinik: letto, ma per la fretta non ho ancora commentato.
24 Maggio 2007 alle 16:00
“che nelle modifiche del codice civile ci possa essere la rivalsa dei laici, dei gay e di chi più ne ha ne metta compie un terribile errore di valutazione”
E perchè mai legiferare per riconoscere i diritti di qualcuno, dovrebbe essere una “rivalsa” contro altri?
In questo - come in qualsiasi altro caso - legiferare significa solo riconoscere diritti…non metterla a quel servizio a qualcuno…
24 Maggio 2007 alle 22:21
“ff, sempre col bilancino sulle parole co ’sti argomenti. Allora aboliamo il matrimonio in generale ok, visto che è un “apparato” dello Stato.”
infatti io sono favorevole all’abolizione del matrimonio in generale, quando mi candiderò eleggimi, sarò il Ron Paul d’Italia
24 Maggio 2007 alle 23:11
non ti voto, voto Cthulhu
25 Maggio 2007 alle 09:11
In Spagna non hanno approvato una legge ad hoc, hanno “solo” modificato il diritto di famiglia. Sarebbe sicuramente più prolifico per le coppie omosessuali una modifica del codice civile e per i conviventi una legga ad hoc. Ma in Italia non avremo una legge per i conviventi e le modifice al codice civile saranno talmente blande da essere inutili.