
Mi sono sempre chiesto come cazzo faccia il cervello umano a ricordarsi che nel terzo ritornello della canzone X c’è il fill Y e che il rullante, dopo lo special, non fa “DSHG” ma “STHSH”.
Oppure che il solo di chitarra Z comincia con un tapping e finisce con un paio di bending.
Mistero.
Mi sono sempre chiesto come mai, anche dopo tanti anni, una canzone ritorna prepotentemente a occupare i nostri pensieri fino a condizionare la vita presente.
Mistero.
Però mi chiedo anche come mai, nel giugno 2007, le notizie musicali principali siano “il ritorno dei New Trolls” e il concerto clericale presentato da Bruno Vespa in prima serata su Rai Uno.
Sai che faccio, cervello?
Ti minaccio.
Se fra trent’anni provi - anche solamente per un istante - a sollecitare una e una sola sinapsi con Lucio Dalla che duetta con Ron o quella mummia di Gino Paoli che canta nel modo più melenso possibile, mi conficco una pallottola in testa.
E muori per dio!
Tags: il nuovo che avanza, musica, sinapsi









23 Giugno 2007 alle 02:26
HAHAHA!
Consiglio:
manda a memoria tutto “scenes from a memory” dei Dream Theater.
C’è una densità note per millisecondo talmente alta che non ci sarà più spazio per altra musica pertuttiisecolideisecoliamen.
23 Giugno 2007 alle 05:14
Bending…
Parli con uno che si ricorda cose che suonava 15 anni fa, e non sa perché visto che non legge gli spartiti e non ricorda le note sulla tastiera
23 Giugno 2007 alle 12:13
E se ti vengono in mente i Jalisse? (Che tra l’altro non hanno fatto vincere la terra dei cachi a Sanremo!?!)
23 Giugno 2007 alle 13:34
Io ho una cassetta di Celentano che avrà almeno la mia età (quella col “ragazzo della via Gluck”, è l’unica che ascolto ogni tanto; perchè Celentano non è che mi piaccia granchè, ma quella cassetta ha un non-so-cosa.
E poi c’è lo spot nuovo di Dolce e Gabbana che suona “parlami d’amore Mariou” (ma si scrive così poi?) che, non so per quale oscuro motivo adoravo quando avrò avuto 3-4 anni e non sapevo pronunciarla, per me era “pallapù”.
24 Giugno 2007 alle 17:47
@ T-rtz: LOL!
@ PseudiTecnico: grazie ho corretto. Io fino all’anno scorso cantavo. Spero di ricominciare, non mi do per vinto.
@ Francesco: Fiumi di paroleeeee… Già me la ricordo, ma ora non ho una pistola sottomano.
@ Derbeer:
Celentano, è vero, AVEVA il suo non so che.
24 Giugno 2007 alle 20:18
Autoipnosi! E’ l’unica soluzione, anche perchè se no hai la certezza matematica che la gatta di Gino Paoli verrà a farti le fusa!
Ciao, Dblk
25 Giugno 2007 alle 10:29
Oltre a ricordarmi buona parte di “Scenes from a memory” (cioè quando Portnoy con la cassa fa bum-bum, bum-bum-bum o bum-bububum nelle diverse strofe di un pezzo), mi ricordo fiumi e fiumi di parole (no, niente Jalisse) dei rap più o meno assurdi di Jovanotti degli album “Una tribù che balla” e “Lorenzo 1992″.
Scherzi della memoria…
25 Giugno 2007 alle 10:33
@ Limo: sei messo peggio di me, comincia a richiedere il porto d’armi.
25 Giugno 2007 alle 11:44
Hai ragione capemaster…
Non ci posso fare niente. Conosco il testo di questa canzone da anni e, malgrado sia ormai antiquata nei temi (ma non nella concezione) non posso dimenticarne neanche una strofa…
e di fronte a tutto questo un voto non vale niente
ma importante che impariamo a voler bene alla gente
non importa sulla scheda io che cazzo ci metto
importante il rispetto il rispetto
non importa sulla scheda io che cazzo ci scrivo
importante che ogni uomo abbia diritto ad esser vivo.
Di fronte a versi come questi, come dimenticare?
25 Giugno 2007 alle 12:21
@ Limo: ehehehehe… momenti altissimi
26 Giugno 2007 alle 21:15
Riflettevamo e poi … pensandoci ancora meglio abbiamo raggiunto una conclusione, di altissimo valore simbolico: te ciai grossa crisi!
Baci&Abbracci