Una cosa sorpassata che non si è riusciti a mettere a frutto.
Una cosa che quando lo aprivi due anni fa ti dicevano “Ma com’è possibile che qualcuno si fidi della notizia di un blogger” e adesso i giornali prendono le notizie dai blog finendo per rilanciare le sòle blogghistiche.
Una cosa terrificante che tutti ad oggi devono avere.
Una cosa grazie alla quale molti si sono presi troppo sul serio.
Insomma… se non fosse che grazie al blog ho conosciuto (poche) persone valide e che grazie a (pochi) blog ho imparato quello che non avrei potuto imparare nemmeno con 10.000 tonnellate di giornali direi che è una cosa abbastanza triste.
La mia è una prospettiva diversa, forse dettata dall’età.
Quando ero ragazzo (due o tre decenni fa) la situazione era ben diversa da quella di oggi. Se ti capitava la (s)ventura di avere degli interessi diversi dal calcio, dalla musica e dalla sala giochi, eri praticamente una specie di estraneo, che per non sentirsi tale, doveva tenere le proprie passioni per se.
E, in certe periferie, avere amici con i quali coltivare passioni e idee che non fossero quelle del quartiere, era molto difficile, e addirittura sconsigliabile.
Ricordo ancor oggi i sussurri, le risatine e le critiche sprezzanti (ma nascoste) che subimmo io ed un mio amico perché, tra di noi, ci intrattenemmo parlando di filosofia per un po’, in un pomeriggio di quelli dove la noia la fa da padrona.
Ora tutto questo non è più possibile, almeno per la maggior parte delle persone. Non è più necessario appartenere ad un determinato status socio-economico per poter colloquiare con qualcuno di argomenti normalmente considerati in certi ambienti, da snob.
Le opportunità di confronto e approfondimento, per non parlare della facilità di reperimento dei libri che si occupano degli argomenti che più interessano, non ha confronti con il passato. E tutto questo può avvenire potenzialmente con tutto il mondo, almeno dove è arrivata la tecnologia.
Non credo di essere riuscito ad esprimere pienamente quel che volevo dire, ma insomma, penso che solo chi non riflette pensando al passato può sottovalutare in questo modo le opportunità che internet offre a tutti, (quasi) nessuno escluso.
Se vi pare poco..
beh si, è un progresso, meglio un antipasto che niente.
Ciò non toglie che la maggior parte dei blog fanno molta fuffa ( e quì non c’ è nulla di male, sia inteso ), ma dandosi le arie da gran professionisti del settore.
Ci si prendesse meno sul serio, magari i risultati sarebbero migliori…
“beh si, è un progresso, meglio un antipasto che niente.
Ciò non toglie che la maggior parte dei blog fanno molta fuffa ( e quì non c’ è nulla di male, sia inteso ), ma dandosi le arie da gran professionisti del settore.
Ci si prendesse meno sul serio, magari i risultati sarebbero migliori…”
Sono d’accordo, un po’ di umiltà aiuterebbe a migliorare i risultati.
Non sono molto d’accordo, invece, sul fatto che i blog di quel tipo siano “la maggior parte”, certo si trovano poche ammissioni del tipo “hai ragione, oppure “mi sono sbagliato” o meglio ancora espressioni come “mi hai convinto”.
Però mi sembra di poter dire che nella maggior parte dei casi, i blogger di successo, meritano il prestigio di cui godono.
Mentre, al contrario, noto che ci sono blog molto buoni che non sembrano essere apprezzati più di tanto, ma credo che siano situazioni temporanee.
In conclusione, secondo me di buoni blogger che non si danno arie di alcun genere ce ne sono e spesso sono proprio quelli che vanno per la maggiore, con le solite eccezioni, ma quelle ci sono sempre.
Devo ammettere però, che non conosco la situazione internazionale, e questo forse può rendere molto parziale il mio giudizio.
Grande Illaicista, sono pienamente d’accordo con te.
Il fatto poi che ci siano anche tanti blog-fuffa dipende semplicemente dal fatto che ci sono anche tante persone-fuffa. Ma che c’è di male in tutto ciò? Che le fuffe fuffino liberamente tra loro, che diamine! E che chi ha una passione per i piedi a banana trovi qualcuno con cui parlarne. E che lo linki, pure! Evviva la varietà di opportunità! Evviva la possibilità di scegliere! Vive la liberté!
Siamo d’accordo e mi fa piacere, però guarda che “munchhausen” non ha mica detto che i blog-fuffa sono un male, anzi ha precisato che non la pensa così (se ti riferivi a lui.)
Mi riferivo al pessimismo cosmico di Robinik. Il suo sentimento è molto diffuso, io stessa a volte percepisco la blogsfera in quel modo, ma poi penso che sia esattamente come la vita (ed è quello che intendevo con il mio primo commento).
Accetto l’emendamento. Negli States hanno le palle e sono riusciti a fare quello che qui era solo un sogno.
Certo che se il più prorompente progetto della storia del weblog italiano (si sto parlando di Tocque-Ville) finisce all’italiana per permettere ai redattori-soci di polttronarsi…
Negli Stati Uniti hanno fatto dimettere il boss della CBS… noi ci poltroniamo
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25 Giugno 2007 alle 11:09
Un modo per acciaccare un bel po’ di tempo che dovremmo/potremmo dedicare ad attività più costruttive.
25 Giugno 2007 alle 12:13
il mio o il tuo?
25 Giugno 2007 alle 12:15
una moda
25 Giugno 2007 alle 12:29
… solo un’altra maschera che Realtà indossa.
25 Giugno 2007 alle 12:53
Una cosa sorpassata che non si è riusciti a mettere a frutto.
Una cosa che quando lo aprivi due anni fa ti dicevano “Ma com’è possibile che qualcuno si fidi della notizia di un blogger” e adesso i giornali prendono le notizie dai blog finendo per rilanciare le sòle blogghistiche.
Una cosa terrificante che tutti ad oggi devono avere.
Una cosa grazie alla quale molti si sono presi troppo sul serio.
Insomma… se non fosse che grazie al blog ho conosciuto (poche) persone valide e che grazie a (pochi) blog ho imparato quello che non avrei potuto imparare nemmeno con 10.000 tonnellate di giornali direi che è una cosa abbastanza triste.
Troppo sintetico?
25 Giugno 2007 alle 13:30
@ Robinik: tristemente vero, però devo emendarti. Lo è in Italia.
25 Giugno 2007 alle 14:54
Infatti secondo me l’orizzonte italiano e’ limitato e limitante. In inglese ci son tante belle cose, nuove e vitali.
25 Giugno 2007 alle 16:27
C’ha ragione il Robi, diamine…
25 Giugno 2007 alle 18:06
La mia è una prospettiva diversa, forse dettata dall’età.
Quando ero ragazzo (due o tre decenni fa) la situazione era ben diversa da quella di oggi. Se ti capitava la (s)ventura di avere degli interessi diversi dal calcio, dalla musica e dalla sala giochi, eri praticamente una specie di estraneo, che per non sentirsi tale, doveva tenere le proprie passioni per se.
E, in certe periferie, avere amici con i quali coltivare passioni e idee che non fossero quelle del quartiere, era molto difficile, e addirittura sconsigliabile.
Ricordo ancor oggi i sussurri, le risatine e le critiche sprezzanti (ma nascoste) che subimmo io ed un mio amico perché, tra di noi, ci intrattenemmo parlando di filosofia per un po’, in un pomeriggio di quelli dove la noia la fa da padrona.
Ora tutto questo non è più possibile, almeno per la maggior parte delle persone. Non è più necessario appartenere ad un determinato status socio-economico per poter colloquiare con qualcuno di argomenti normalmente considerati in certi ambienti, da snob.
Le opportunità di confronto e approfondimento, per non parlare della facilità di reperimento dei libri che si occupano degli argomenti che più interessano, non ha confronti con il passato. E tutto questo può avvenire potenzialmente con tutto il mondo, almeno dove è arrivata la tecnologia.
Non credo di essere riuscito ad esprimere pienamente quel che volevo dire, ma insomma, penso che solo chi non riflette pensando al passato può sottovalutare in questo modo le opportunità che internet offre a tutti, (quasi) nessuno escluso.
Se vi pare poco..
25 Giugno 2007 alle 18:21
un ottimo anrtipasto per un primo che non verrà mai
25 Giugno 2007 alle 18:53
E quale sarebbe il primo?
A me sembra comunque un progresso, no?
P.S.:
Il link del commento precedente non è il mio, ma del mio amico aronne.
Mi scuso con lui, naturalmente.
25 Giugno 2007 alle 20:15
beh si, è un progresso, meglio un antipasto che niente.
Ciò non toglie che la maggior parte dei blog fanno molta fuffa ( e quì non c’ è nulla di male, sia inteso ), ma dandosi le arie da gran professionisti del settore.
Ci si prendesse meno sul serio, magari i risultati sarebbero migliori…
25 Giugno 2007 alle 21:18
Un blog è ***********.
25 Giugno 2007 alle 21:18
25 Giugno 2007 alle 21:56
“beh si, è un progresso, meglio un antipasto che niente.
Ciò non toglie che la maggior parte dei blog fanno molta fuffa ( e quì non c’ è nulla di male, sia inteso ), ma dandosi le arie da gran professionisti del settore.
Ci si prendesse meno sul serio, magari i risultati sarebbero migliori…”
Sono d’accordo, un po’ di umiltà aiuterebbe a migliorare i risultati.
Non sono molto d’accordo, invece, sul fatto che i blog di quel tipo siano “la maggior parte”, certo si trovano poche ammissioni del tipo “hai ragione, oppure “mi sono sbagliato” o meglio ancora espressioni come “mi hai convinto”.
Però mi sembra di poter dire che nella maggior parte dei casi, i blogger di successo, meritano il prestigio di cui godono.
Mentre, al contrario, noto che ci sono blog molto buoni che non sembrano essere apprezzati più di tanto, ma credo che siano situazioni temporanee.
In conclusione, secondo me di buoni blogger che non si danno arie di alcun genere ce ne sono e spesso sono proprio quelli che vanno per la maggiore, con le solite eccezioni, ma quelle ci sono sempre.
Devo ammettere però, che non conosco la situazione internazionale, e questo forse può rendere molto parziale il mio giudizio.
25 Giugno 2007 alle 22:38
Grande Illaicista, sono pienamente d’accordo con te.
Il fatto poi che ci siano anche tanti blog-fuffa dipende semplicemente dal fatto che ci sono anche tante persone-fuffa. Ma che c’è di male in tutto ciò? Che le fuffe fuffino liberamente tra loro, che diamine! E che chi ha una passione per i piedi a banana trovi qualcuno con cui parlarne. E che lo linki, pure! Evviva la varietà di opportunità! Evviva la possibilità di scegliere! Vive la liberté!
25 Giugno 2007 alle 22:52
Siamo d’accordo e mi fa piacere, però guarda che “munchhausen” non ha mica detto che i blog-fuffa sono un male, anzi ha precisato che non la pensa così (se ti riferivi a lui.)
25 Giugno 2007 alle 23:03
Mi riferivo al pessimismo cosmico di Robinik. Il suo sentimento è molto diffuso, io stessa a volte percepisco la blogsfera in quel modo, ma poi penso che sia esattamente come la vita (ed è quello che intendevo con il mio primo commento).
25 Giugno 2007 alle 23:04
… da munchhausen però ho preso in prestito la parola fuffa
25 Giugno 2007 alle 23:07
Ora ho capito.
26 Giugno 2007 alle 09:09
Mi pare d’aver letto - da qualche parte che non ricordo - che un blog può anche essere terapeutico…
26 Giugno 2007 alle 10:22
una finestra dalla quale urlare cose senza senso, trovando per strada qualcuno sempre disposto a starti ad ascoltare.
26 Giugno 2007 alle 11:31
Un hobby come un altro.
26 Giugno 2007 alle 21:32
Oh… sono in ritardo…
Accetto l’emendamento. Negli States hanno le palle e sono riusciti a fare quello che qui era solo un sogno.
Certo che se il più prorompente progetto della storia del weblog italiano (si sto parlando di Tocque-Ville) finisce all’italiana per permettere ai redattori-soci di polttronarsi…
Negli Stati Uniti hanno fatto dimettere il boss della CBS… noi ci poltroniamo