Ieri ero alla festa di fine anno per la consegna dei “diplomi” della scuola materna (un puttanaio di gente e altrettanti bambini schiamazzanti trai i quali il mio).
Oltre alla consegna del simpatico “diplomino” (sul quale si potrebbe fare un post a parte, ma lascio stare) c’è stata anche la riconsegna dei lavori dell’ultimo anno di scuola materna.
All’interno dell’artisticamente scarabocchiato materiale c’era un opuscoletto con la copertina arancione e persone felici che camminano per strada disegnate in nero.
L’ho guardato subito con sospetto acuendo sguardo.
Il titolo recitava “Incontri”. Sommario “Scuola XXXXX anno Bla Bla”, occhiello “L’ora di Religione”.
Immaginate il mio sgomento.
So che mio figlio partecipa all’ora di religione, è una scelta fatta per svariati motivi che ricadono nella sfera privata e che non è il caso di stressare in un blog, quindi non dovrei essere sorpreso, ma sapere e vedere non è la stessa cosa, cribbio!
Mi sono messo ad esaminare il contenuto dell’opuscolo e non credevo ai miei occhi.
La religione viene insegnata con un progressivo lavaggio del cervello ai nostri figli.
Sotto forma di disegni prestampati da colorare si costruisce il loro giudizio etico estetico…
Si parte dal disegno di un pastorello dell’Asia Minore per poi parlare di Dio, della missione delle persone, per poi passare al “colora SOLO gli oggetti che stanno in Chiesa”. Oggetti chiaramente da scegliere tra registratori e crocifissi.
Poi c’è la parte che preferisco, l’analisi spaziale del luogo di culto, ovvero: Colora la tua Chiesa. E giù croci panche altari ostie e vino.
C’è anche la paginetta dedicata al Disegna la tua Chiesa, perchè Dio è Architetto.
Io pensavo che la religione fosse una esigenza spirituale, una pseudo-risposta alternativa al criptico 42 alla domanda fondamentale, non un insieme di nozioni e didascalie.
Poi s’incazzano con gli anticlericali.
Mi chiedo, che differenza c’è tra i nostri figli e quei bambini palestinesi che diedero scandalo qualche mese fa?
In termini puramente educativi nessuna.
Poi se qualcuno vuole fare fare il sofista beh, fatti suoi.
27 giugno 2007 at 10:56
Oh mio Dio. Non mi hanno steso i 45 gradi perenni che vivo da tre giorni, ma è bastato un avverbio -SOLO- per mandarmi in debito di ossigeno. Comunque dal tuo report mi stupisce, nel lavaggio per i piccini, l’assenza di riferimenti espliciti al sangue e alla morte, che di solito la fanno da padrona. Mi sembra una cosa positiva, tutto sommato.
27 giugno 2007 at 11:37
Effettivamente di solito per fare il lavaggio del cervello tentano di spaventarti, sei stato ancora fortunato!
27 giugno 2007 at 12:28
oibho, direi che i bambini sono per forza di cose una tabula rasa sui cui bene o male ci finiscono i propgrammi o memi della società, l’importante è vedere cosa viene installato, installare qualche simbolismo non mi sembra paragonabile all’installazione del programma uccidi morendo, quello direi che è un virus, sia a livello personale che di società
27 giugno 2007 at 13:22
Ok, d’accordo sugli insegnamenti discutibili della chiesa; io in prima persona li ho vissuti e già a quell’età li percepivo fastidiosi al di là del semplice fastidio che puoi arreccare ad un bimbo che vuole solo giocare. Li ritenevo invadenti. Ecco, magari non alla materna ma verso la fine delle elementari li vedevo così.
Però da qui a paragonarli, anche se pur in termini educativi, ai bambini palestinesi mi sembra un pò tirato.
La chiesa l’ho frequentata fino ai 14/15 anni poi mi sono staccato completamente, anche come fede (questo verso i 24). Mi viene però da pensare che parte dei valori che ho sia dovuto anche a lei. E penso anche che a parita di percorso di vita quei bambini palestinesi non avrebbero, ora, i miei stessi valori.
27 giugno 2007 at 13:51
@ Rob: io non vedo alcuna differenza nell’indottrinamento.
Vedo differenza nella dottrina.
Più o meno anche io ho la tua stessa storia (ho frequentato la chiesa fino a 16 anni poi me so dato) ma pensaci bene: oltre ai “valori” che la chiesa da (naturali dicono loro quindi manco servirebbero i druidi), quante sovrastrutture ti hanno creato?
Io le ho sentite come un peso per molto tempo, soprattutto quando inconsapevole e ggiovane.
27 giugno 2007 at 13:53
@ tutti: nessuno mi ha fatto i complimenti per la schermata di installazione che avevo preparato con tanto ammmòre. Bestie
27 giugno 2007 at 14:08
first of all complimenti per la schermata
cape, non ti crucciare, a me hanno imbottito la testa (ci hanno provato, almeno) di sacramenti e catechismi; risultato: grazie a dio sono ateo.
poi, le chiese, checché ne dicano, sono VUOTE, alla gente non gliene frega una cippa di dio e compagnia cantante, frega solo ai preti e ai giornalistipoliticiassessorisindacitestediminchia.
amen
27 giugno 2007 at 14:28
Ok, ho capito il tuo concetto dell’indottrinamento/dottrina.
Voglio provare ad esser critico ma non mi viene perchè in fondo credo di pensarla proprio come te alla fine dei conti.
Anche se spesso quest’assiduo inculcare, come dice Massimo, sacramenti e catechismi, porta a niente. Vedi il mio esempio, vedi il tuo.
Il concetto è che secondo me a pari passo con la dottrina (cristiana, musulmana, etc.) dev’esserci la cultura. Una persona acculturata è in grado di capire la religione. Altrimenti si rischia di farsi sommergere da tutte quelle sovrastrutture di cui parli.
In questo la chiesa molto probabilmente ci sguazza. Ne fa tesoro, ne ha fatto e sempre ne farà.
Le chiese sono vuote? Forse perchè oggi, nel 2007, molta più gente ha accesso alla cultura. E allora ben venga tutto questo.ù
Quanto al tuo bimbo, non preoccuparti troppo. Fidati, capirà a tempo debito. l’importante è concedergli gli strumenti per farlo.
PS: sono una bestia. Ho visto solo ora la schermata di installazione!
27 giugno 2007 at 14:38
Sono d’accordo con Rob e più o meno ho avuto il suo percorso. A 16 anni servivo ancora messa e credo che alcuni valori (penso buoni) me li abbia trasmessi il prete, oltre all’educazione familiare. Però i tempi sono cambiati e le nuove generazioni pure. Mio figlio all’epoca decise da solo di essere esonerato dall’ora di religione.
E devo dire che nel lavaggio del cervello hanno fatto passi da gigante, a quanto vedo. Stanno facendo il possibile per tenere in piedi la baracca. Basta vedere gli ultimi dati dell’Istat sui divorzi, tanto per dire. Solo che a mio avviso sbagliano sistema: non è condannando i gay o i conviventi che ci si procurano nuove pecorelle.
Amen.
27 giugno 2007 at 15:00
@ Ed e Massimo: oi, manca Velenero a condividere l’esperienza (a sedici anni….) e poi i vecchi porci son al completo. Buhuhahahah!
27 giugno 2007 at 15:26
Ok… anch’io ho smesso a sedici anni… ma era già da un paio d’anni che provavo un certo disagio ad andare a messa…
Che ci crediate o no (stento io per primo a crederlo), sin da quand’ero bambino ho sempre avuto un certo distacco critico nei confronti di tutto ciò che ha a che fare con la religione cattolica… per esempio guardavo con un certo scetticismo mia nonna che recitava ogni giorno il rosario o mio padre che il gioprno di Natale “prendeva” la benedizione da un tubo catodico…
Fatte queste premesse e ricordando che sono cresciuto in una famiglia rigidamente democristiana che, solo di recente si è buttata a sinistra, posso dire che al di là di quello che possono provare ad installare nella testa di tuo figlio, di dovrebbe essere già quello che hai installato tu…. e non intendo il testo di Bandiera Rossa e altre cagate simili, ma la capacità di porsi sempre con atteggiamento critico verso qualunque cosa, soprattuto verso quelle verità che sembrano lampanti ed indiscutibili… che è più o meno quello che hanno fatto i miei genitori con me, anche se poi ‘sto giochino gli è sfuggito di mano (per esempio, in età prescolare, andavo in giro dicendo che il mio migliore amico era SATANA).
P.S.
Ma quanto è splendida la schermata del software cattolicesimo!
27 giugno 2007 at 19:53
Proprio l’altro giorno dicevo a mia madre che l’educazione cattolica è una rovina, che ancora ricordo la paura che avevo all’asilo, se mi scappava una mezza parolaccia o una non completa verità, perchè le suoracce mi avevano detto che chi commette peccato va all’inferno. E, nella lista dei peccati, ci avevano messo ogni cosa.
Ancora oggi, nonostante il mio rifiuto di ogni indottrinamento religioso, quel concetto di inferno dimora in una parte profonda di me.
27 giugno 2007 at 19:55
p.s. Io pensavo che la religione fosse una esigenza spirituale, [...] non un insieme di nozioni e didascalie
… ti facevo più disincantato
27 giugno 2007 at 20:33
Mi hai fatto venire in mente due chicche della mia “educazione religiosa”:
1) A sette/otto anni una suora ci spiegò che dovevamo essere molto devoti, perché: “Anche se siete giovani non si sa mai, anche i bambini muoiono! Per esempio domani mentre andata a scuola potreste rimanere sotto un camion!”
2) Alle medie invece il prof. di religione ci spiegò la teologia comparata:
“Noi siamo cristiani e non buddisti, non è un caso. Infatti noi dopo la morte vogliamo andare in paradiso; Invece i buddisti vogliono reincarnarsi, per esempio in un maiale.”
27 giugno 2007 at 23:07
Religion is something left over from the infancy of our intelligence; it will fade away as we adopt reason and science as our guidelines.
Bertrand Russel
28 giugno 2007 at 06:50
io l’ora di religione non l’ho subita, l’ho fatta con serenità fino all’età di 16 anni poi, me ne sono allontanato per tantissimo tempo. Adesso nell’inverno della mia vita sono ritornato ad essa sempre con serenità ed amore.
28 giugno 2007 at 07:39
…meglio l’ora di religione che le attività extrascolastiche proposte per sostiuire la materia in questione…
…fidati, conosco istituti scolastici che fanno fare qualche cosa del tipo “in piedi in corridoio a guardare le mosche e a prendere l’aria con un retino…”
28 giugno 2007 at 08:07
@ hinoki84: mhhh, nella tuia risposta c’è un che di rinuncia alla lotta.
Cioè, meglio l’ora di religione che l’ora d’ozio?
Non sarebbe il caso di domandare un’ora produttiva invece che l’ora d’ozio?
28 giugno 2007 at 09:04
Pazzesco. Insegnano a colorare le croci.
Sono effettivamente da bruciare…
E pensa che all’asilo a mio figlio fanno disegnare casa sua. Ritengo sia un tipico abuso del Kapitalismo dei padroni volto a stimolare il concetto di proprietà borgese. Disgustoso…
Tanto lo so che quando sei embolizzato non ragioni…
28 giugno 2007 at 10:07
@ Robinik: prima era solo riflesso pavloviano, mo’ sò passato all’embolo?
28 giugno 2007 at 10:29
lol
ultimamente mi piace molto dire “Embolo”
Comunque ti racconto questa: A Pasqua mio figlio torna a casa e mi canta la canzoncina imparata all’asilo.
Il finale è “Evviva la Pace abbasso la Guerra”. Io trovo che sia un caso fin troppo evidente di indottrinamento sinistroide pacista. Ora … o gli fanno cantare “Bin Laden sei un cicciobombo cannoniere” e gli insegnano il realismo Kissingeriano oppure giuro che ritiro il bambino.
28 giugno 2007 at 10:59
“…meglio l’ora di religione che le attività extrascolastiche proposte per sostiuire la materia in questione…
…fidati, conosco istituti scolastici che fanno fare qualche cosa del tipo “in piedi in corridoio a guardare le mosche e a prendere l’aria con un retino…” ”
Noi ci divertivamo un casino, ci facevano guardare film (ricordo con affetto “Labyrinth” e “Ladyhawke”), costruire modellini, organizzare cacce al tesoro mentre i nostri sfortunati compagni dovevano subire le stazioni della croce e “Giona che visse nella balena”.
Però tutto ciò a Trieste dove nel giro di pochi isolati c’è una sinagoga, una chiesa greco-ortodossa, una serbo-ortodossa e un tempio luterano… gioco forza che fossero abituati ad avere un quarto della classe che fa l’ora alternativa.
A parte l’indottrinamento “pacifista” (che poi sarebbero i valori della costituzione, ma lasciamo perdere) recentemente pensavo al brain-washing animalista a cui la mia generazione (classe ’82) e quelle successive sono state sottoposte (dalla scuola, ma soprattutto da Topolino e pubblicazioni analoghe…), me ne sono liberato con fatica e probabilmente non del tutto, per espiare dovrei farmi ospitare da Lexi Amberson e andare ad ammazzare qualche cervo nel Maine.
C’entra relativamente con l’argomento ma consiglio caldamente a tutti di “recuperare” la puntata “Death Camp of Tolerance” di South Park.
28 giugno 2007 at 11:57
@ Cachorro: allora telefona a Facci e vai a fare bird watching ai navigli