Più ateo che mai

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Durante le vacanze ho avuto modo di leggere un po’ di libri che s’erano accumulati sul comodino (di un paio ve ne darò presto conto) e uno in particolare - insieme alla notizia di una morte per incidente stradale - mi ha dato modo di riflettere su una questione.

È innegabile che la società contemporanea è schiava del “culto del corpo”, che più di ogni altra religione fa adepti e miete vittime tra le nuove generazioni. Conoscete qualche persona che non si lamenti almeno un po’ del suo apparire, della ciccetta, della cellulitina, della pancina, delle maniglie?

Neanch’io.

È altresì innegabile che la morte sia inevitabile e che per chi resta - la scomparsa - sia un dolore molto grande.

Quello che non capisco è come siamo arrivati a far sì che i morti debbano essere vestiti bene o truccati per non dare l’impressione che abbiano sofferto.
O peggio che erano un po’ invecchiati.

Come ci siamo arrivati?

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6 commenti a “Belli da morire”

  1. MyAvatars 0.2 nandina scrive:

    buon lunedì eh!
    E tu torni dalle vacanze, ma noi poverini che ancora ci dobbiamo andare, pure queste domandone di lunedì mattina? che male t’abbiamo fatto?

  2. MyAvatars 0.2 Massimo scrive:

    La risposta sta nella cremazione istantanea, senza esposizione della reliquia corporale.
    Non voglio che mi vedano da morto, soprattutto non voglio che io, da morto, veda loro.

    Non ti basta Misano, devi annà più lontano: staccati da questa E45!

    Bentornato

    Massimo

  3. MyAvatars 0.2 p.s.v. scrive:

    ma i morti devo “vivere” in eterno. devono “presentarsi” bene a Dio quando “bussano” alla sua porta. E mai come in questo periodo, le cose vanno di pari passo. Dio non vorrebbe mai degli straccioni in paradiso. Ed ecco che la società si adegua. Tutti belli. tutti in forma. tutti tirati

  4. MyAvatars 0.2 ToM scrive:

    Scegliendo la foto della maschera funebre di Tutankamon per commentare il post ti seri risposto da solo, Cape.

    Si tratta di RICORDO. Ci piace ricordare le persone come migliori, anche esteticamente, di quel che erano. Soprattutto al momento della morte.

    E’ una cosa insita nella cultura umana da sempre.
    Maschere funebri, mummificazione, tentativo di preservare le spoglie mortali.
    Nei Campi Elisi, le persone assumevano le sembianze che avevano avuto in vita nel loro momento migliore e più felice (quindi, spesso, quand’erano giovani e belli e forti).

    Purtroppo, la vecchiaia e la sofferenza ci distruggono. Provare a ricomporre il corpo non toglie dalla mente di coloro che l’hanno visto degradarsi fino alla morte l’immagine di quei momenti, ma ne incide un’altra, forse inutilmente consolatoria, da ritirar fuori quando serve.

    Mi unisco a quelli che ti dicono bentornato, e pure a quelli che ti dicono: “oh ciccio, è solo lunedì, se inizi co ’sti post mo, chi ci arriva al weekend senza tagliarsi le vene?” :)

  5. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ ToM: sapevo lo avresti detto tu :)

  6. MyAvatars 0.2 dat scrive:

    dal canto mio l’ho detto a tutti e lo ribadisco anche qui: se mai mi dovesse succedere l’irreparabile voglio il funerale del cielo (vedasi http://it.wikipedia.org/wiki/T.....li_di_vita ) con qualche piccola clausola (si al vino, si allo smembratore, no alle preghiere di perdono, se non trovate avvoltoi vanno bene anche falchi, corvi, piccioni e pettirossi)
    ciao
    dat

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