Più ateo che mai

Ho taciuto in questi giorni di pena e di rabbia perchè non c’era niente di intelligente da scrivere, niente di intelligente da aggiungere alla vicenda di Giovanni Nuvoli.

Anche fior di blogger (come Malvino, Bioetica, Illaicista, Metilparaben) non riescono ad andare oltre l’amarezza, e l’analisi disillusa dei virgolettati.
Questo ovviamente non è per sminuire il loro pensiero, ci mancherebbe, ma per sottolineare che in questo paese s’è perso qualcosa. E anche suddetti blogger lo sanno.

S’è persa la vera pena, s’è perso lo spirito empatico verso chi soffre.

Si preferisce lasciar correre la natura (che c’era di naturale nella vita di Nuvoli?) e piegare lo sguardo verso la prossima battaglia teologica.

Niente di nuovo e di intelligente da osservare insomma.

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4 commenti a “Nuvoli e l’Italia bigotta”

  1. MyAvatars 0.2 Andrea Opletal scrive:

    già … niente di nuovo!

  2. MyAvatars 0.2 simona scrive:

    A forza di parlare si smette di pensare… e di sentire!

  3. MyAvatars 0.2 Signor Ponza scrive:

    Questo è il tipo di notizie davanti alle quali ancora riesco ad arrabbiarmi. Il resto passa ormai sotto indifferenza il più delle volte.

  4. MyAvatars 0.2 ILLAICISTA scrive:

    Per quanto mi riguarda hai colto nel segno: mi sono mancate le parole e le idee, rischiavo di (ri)scrivere un post già scritto.

    Non scrivere nulla, non potevo…mi sono limitato a riportare la notizia e poco più.

    O forse mi è presa una sorta di afasia, o per meglio dire di apatia.
    Un’apatia che prende per stanchezza, una stanchezza morale e, se vuoi, esistenziale.
    Ti rendi conto che poco si può contro la prepotenza dell’ideologia, specie se religiosa, ti rendi conto che in Italia le battaglie di libertà non sono e non saranno mai vinte in un modo chiaro e duraturo.

    Perché sono per lo più battaglie di elite, poi, di popolo, se va bene, in un paese ancora in buona parte illiberale, per non dire peggio.
    Forse come diceva Prezzolini, noi italiani rispecchiamo la nostra storia, la storia di un popolo che ha combattuto più per l’indipendenza nazionale, che per la libertà.

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