This entry was posted on lunedì, settembre 10th, 2007 at 15:07and is filed under anatemi & invettive. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
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Non ho mai creduto alla storia del Bio.
Ma la gente ha le idee confuse e pensa che i cibi biologici prevedano necessariamente la messa la bando della chimica, cosa che non è, e per di più è convinta che “naturale” significhi “buono” e “innocuo”.
Più che ignoranza, credo sia pigrizia e sciatteria intellettuale.
Formule semplici, cercasi (se magiche, ancora meglio!)
Gli OGM non sappiamo bene che facciano, i bio industriali come tutti i prodotti industriali possono contenere sostanze “poco naturali”. A me sembra logico, ma e’ solo la conseguenza del dover indicare un prodotto alternativo agli OGM senza impegnarsi a spiegare quali alternative ci sono. Siamo alle solite insomma.
Ma davvero c’è chi crede che Biologico voglia dire Naturale (e che naturale significhi sano e buono… ma di questo non voglio parlare)?
A me il pomodoro che regge bello bello per 10gg in frigo mi fa un po’ paura…
Cmq io, nella mia ignoranza, speravo che “bio” volesse dire almeno “non nocivo” (cioè con la chimica che ci vuole, che non mi faccia male, ma che consenta l’agricoltura industriale).
Sbagliavo?
La maggior parte delle persone che comprano bio lo fanno per paura.
In generale ci sono molte mamme che cercano “il meglio” per i loro figli.
Ma la paura non è mai un buon movente, e non suscita strategie sagge.
Il proposito principale dell’agricoltura biologica in realtà sarebbe il ridotto impatto sull’ambiente.
Non c’è spazio qui per entrare nei dettagli, ma il grande malinteso è che chi mangia bio lo faccia per se stesso.
Al massimo lo fa per gli altri.
Ergo: resterà di nicchia, è inutile che vi incazziate; se volete vivere più a lungo, mangiate più verdura e meno carne, a prescindere dalla provenienza.
Comunque: si possono ben criticare le fallacie di un “sistema ideologico”.
Ma accusare il biologico – in senso strettamente agricolo – per la scarsa qualità di alcuni prodotti trasformati è come incolpare i produttori di pneumatici del fatto che la Classe A non passasse il test dell’alce.
Un conoscente agronomo raccontava come il verderame sia considerato “naturale” quindi “bio”, mentre pesticidi molto meno velenosi no. Consigliava quindi di girare alla larga dal vino “bio”, e lavare molto bene i pomodori “naturali”.
Io prendo sempre la farina “bio/organic/quelchel’è” per il pane, nella mia esperienza di panificatrice compulsiva l’ho trovata molto più buona. Ma ho l’impressione che sia qualcosa di legato a una produzione di nicchia, quindi più curata, piuttosto che alla Grande Madre Natura.
E già che ci siamo: tutti questi amanti del Naturale Quindi Buono si berrebbero della tisana di cicuta?
Il biologico non può che restare un prodotto di nicchia, oppure diventare una grossa truffa legalizzata. In ogni caso, si darò qualche speranza nel breve alla nostra agricoltura morente, per decretarne il futuro decesso sulla concorrenza estera, quando alla lunga, come sempre, la scienza la vincerà. E la coldiretti ha riconfermato le sue posizioni! Oh, ma qui (inteso come base degli agricoltori) succede una rivoluzione, ci stiamo già organizzando!
settembre 10th, 2007 at 15:53
contento di essere stato smentito.
settembre 10th, 2007 at 17:07
Era pronto da stamattina alle 7:00, il post.
Solo che non ho avuto tempo per mettere il link dell’espresso.
settembre 10th, 2007 at 17:25
tutte scuse
settembre 10th, 2007 at 17:27
[...] Contento di essere stato smentito (ma non da tutti peró
) 2 Replies [...]
settembre 10th, 2007 at 18:13
Non ho mai creduto alla storia del Bio.
Ma la gente ha le idee confuse e pensa che i cibi biologici prevedano necessariamente la messa la bando della chimica, cosa che non è, e per di più è convinta che “naturale” significhi “buono” e “innocuo”.
Più che ignoranza, credo sia pigrizia e sciatteria intellettuale.
Formule semplici, cercasi (se magiche, ancora meglio!)
settembre 10th, 2007 at 18:19
Gli OGM non sappiamo bene che facciano, i bio industriali come tutti i prodotti industriali possono contenere sostanze “poco naturali”. A me sembra logico, ma e’ solo la conseguenza del dover indicare un prodotto alternativo agli OGM senza impegnarsi a spiegare quali alternative ci sono. Siamo alle solite insomma.
settembre 10th, 2007 at 20:02
Mai votato contro gli OGM…
settembre 11th, 2007 at 13:39
Ma davvero c’è chi crede che Biologico voglia dire Naturale (e che naturale significhi sano e buono… ma di questo non voglio parlare)?
A me il pomodoro che regge bello bello per 10gg in frigo mi fa un po’ paura…
Cmq io, nella mia ignoranza, speravo che “bio” volesse dire almeno “non nocivo” (cioè con la chimica che ci vuole, che non mi faccia male, ma che consenta l’agricoltura industriale).
Sbagliavo?
settembre 11th, 2007 at 14:26
Beh, sì. La chimica che ci vuole, qual’è? Che risultati vuoi ottenere?
settembre 11th, 2007 at 15:04
La maggior parte delle persone che comprano bio lo fanno per paura.
In generale ci sono molte mamme che cercano “il meglio” per i loro figli.
Ma la paura non è mai un buon movente, e non suscita strategie sagge.
Il proposito principale dell’agricoltura biologica in realtà sarebbe il ridotto impatto sull’ambiente.
Non c’è spazio qui per entrare nei dettagli, ma il grande malinteso è che chi mangia bio lo faccia per se stesso.
Al massimo lo fa per gli altri.
Ergo: resterà di nicchia, è inutile che vi incazziate; se volete vivere più a lungo, mangiate più verdura e meno carne, a prescindere dalla provenienza.
Comunque: si possono ben criticare le fallacie di un “sistema ideologico”.
Ma accusare il biologico – in senso strettamente agricolo – per la scarsa qualità di alcuni prodotti trasformati è come incolpare i produttori di pneumatici del fatto che la Classe A non passasse il test dell’alce.
settembre 11th, 2007 at 17:18
Un conoscente agronomo raccontava come il verderame sia considerato “naturale” quindi “bio”, mentre pesticidi molto meno velenosi no. Consigliava quindi di girare alla larga dal vino “bio”, e lavare molto bene i pomodori “naturali”.
Io prendo sempre la farina “bio/organic/quelchel’è” per il pane, nella mia esperienza di panificatrice compulsiva l’ho trovata molto più buona. Ma ho l’impressione che sia qualcosa di legato a una produzione di nicchia, quindi più curata, piuttosto che alla Grande Madre Natura.
E già che ci siamo: tutti questi amanti del Naturale Quindi Buono si berrebbero della tisana di cicuta?
settembre 12th, 2007 at 00:31
Al bacio.
settembre 12th, 2007 at 23:46
Il biologico non può che restare un prodotto di nicchia, oppure diventare una grossa truffa legalizzata. In ogni caso, si darò qualche speranza nel breve alla nostra agricoltura morente, per decretarne il futuro decesso sulla concorrenza estera, quando alla lunga, come sempre, la scienza la vincerà. E la coldiretti ha riconfermato le sue posizioni! Oh, ma qui (inteso come base degli agricoltori) succede una rivoluzione, ci stiamo già organizzando!