Ultimamente sono abbastanza nervoso. È per via del lavoro, che mi sta lentamente consumando. Troppe cose da fare in così poco tempo. [chi è che lo diceva?]
Quindi capita che quando uno è nervoso ci scappi la bestemmia.
Diciamocelo francamente: chi di noi non ha mai bestemmiato?
Chi di noi non ha provato quel senso di liberazione nel pronunciare “Dio” affiancato a tutte le fiere dell’arca?
E che dire poi dei toscani, o degli umbri, che se ne inventano (ovviamente) una più del diavolo?
Vengo poi a sapere che i sia i veneti che i lombardi (sì, quelli che negano le moschee coi maiali) hanno un ruolo importantissimo nell’elogio della bestemmia. I lombardi hanno anche un verbo apposito nel loro dialetto: “porcodiare”.
Le mie bestemmie preferite, sia in senso aulico/sonoro che di rovesciamento dell’autorità, sono quelle verso la Madonna. Però non quelle classiche, quelle che coinvolgono materiali e/o alberi. Ci vuole creatività, insomma.
Trovo poi assurdo che un credente si incazzi o si scandalizzi per le bestemmie.
In fondo sono una ribellione a Dio, quindi, una sostanziale ammissione dell’esistenza del supremo.
Insomma: gente felice e libera dalle frustrazioni del quotidiano e ammissione del divino.
Che vuoi di più?










14 Settembre 2007 alle 11:23
Quando Chuck Norris bestemmia, Dio compie delle metamorfosi. Per non contraddirlo.
14 Settembre 2007 alle 12:28
Da questo punto di vista sono un ateo perfetto.
Non bestemmio perché non riconosco l’autorità.
Oltretutto non mi fa sentire meglio…
14 Settembre 2007 alle 12:40
“Che coinvolgono materiali e/o alberi”: e mi rotolo dalle risate come un bacarozzo.
14 Settembre 2007 alle 13:12
Approvo in toto!
Difficilmente però mi succede in pubblico: ma ricordo nitidamente che un giorno, in prima media, l’insegnante d’italiano fosse assente. Avremmo avuto anche educazione fisica, quindi eravamo dotati di tuta e scarpe idonee. Fummo oltremodo felici di sapere che avremmo fatto ulteriori 2 ore di “ginnastica” come supplenza!
Dalla gioia un mio carissimo compagno ed io cominciammo a darci al turpiloquio più becero dentro gli spogliatoi. Turpiloquio che poi non era diretto a a nesssuno, se non alla solita divinità.
Purtroppo qualcuno fece la spia (o forse, più probabilmente, le “urla” si sentivano anche in palestra…), sicchè l’insegnante fece irruzione nello spogliatoio, ci beccò e ci mise una nota. In più, ovviamente, niente partitelle varie nel campetto.
Già quella volta feci fatica a capire perchè, ma decisi che se le bestemmie dovevano precludermi il divertimento, avrei evitato di farlo, almeno in pubblico, eheh…
14 Settembre 2007 alle 13:23
ehi ciccio, i veneti sono i re della bestemmia, noi la usiamo come virgola nella frase.
14 Settembre 2007 alle 13:24
Secondo me ci sono due modi di bestemmiare: la bestemmia endemica e la bestemmia con cattiveria.
La bestemmia endemica (detta anche: bestemmia dei vecchi) è quella delle regioni geografiche in cui è più diffusa: per lo più, zone a prevalenza contadina nel centro-nord. Nella fattispecie, Toscana, Umbria (a quanto dici; non so per le Marche), Emilia Romagna, Veneto e Friuli.
In queste zone, la bestemmia è al contempo uno sfogo contingente e un payback per generazioni e generazioni di parrochi alleati coi latifondisti. Nei casi estremi (vedi: provincia di Mestre) è, sostanzialmente, un innocuo intercalare come “cioè”.
Se vogliamo andare più a fondo, la bestemmia è una regressione (non necessariamente deprecabile) al paganesimo/panteismo delle campagne non ancora cristianizzate (pagano=da pagus, villaggio). Dio viene associato ad animali totem come il cane (simbolo di fedeltà) o il maiale (simbolo di fertilità e di legame con la terra). La Madonna, con correttezza filologica, al culto di Ishtar e Afrodite e dunque alla prostituzione sacra.
La bestemmia con cattiveria è quella delle regioni più anticamente urbanizzate, cioè fondamentalmente Lombardia e Lazio (=Roma: dai ragazzi di vita di Pasolini ai Prophilax). In queste zone in genere bestemmiano tipicamente i ggiovani, con un intento aggressivo/trasgressivo.
Altra cosa interessante sull’argomento bestemmia: non è un comportamento costante in tutte le popolazioni cristiane, anzi. Per gli inglesi bestemmiare (”swear”) vuol dire semplicemente “God damn it”. Espressioni più colorite, tipo “Holy Shit” o anche “Jesus fucking Christ” non sono considerate più trasgressive della somma della parolaccia e del nominare il nome di Dio invano.
I francesi fondamentalmente non bestemmiano, e neanche gli spagnoli e i tedeschi a quanto io sappia. Si bestemmia con piacere, invece, in serbo-croato (gli sloveni della minoranza a Trieste e Gorizia o di vicino al confine bestemmiano in italiano, come gli austriaci alto-atesini) e in greco.
14 Settembre 2007 alle 14:14
Ma infatti penso che in realtà il funzionariato ecclesiastico, specialmente quei preti di provincia dal ruolo da padrini che tutto ritengono di poter e dover comporre in armonia, non s’indigni granché nell’udire le imprecazioni, ed anzi al fondo provi un moto di condiscendente partecipazione per chi le proferisce, come a considerare la bestemmia il negativo della preghiera.
14 Settembre 2007 alle 14:33
Da qualche parte avevo letto di una comunità di montanari, non mi ricordo in che regione, che ogni anno mette in scena una violentissima e sboccatissima sacra rappresentazione, dove Gesù è crocifisso a suon di botte e bestemmie. Senza intenti anticlericali o antireligiosi…
14 Settembre 2007 alle 15:23
Ode alla bestemmia! Stamane me ne sono fatto una scorpacciata di quelle dei vecchi in un ufficio iperburocratizzato per il ritiro del tesserino locale di caccia. Can d’la t0′ madòna ladra e mal a’ti e a’ta fat! Uno spasso!
14 Settembre 2007 alle 16:01
Concordo con Carmelo: siamo l’incarnazione dell’ateo compiuto! Premesso questo, molte bestemmie sono assolutamente irresistibili.
Approfitto per annunciare di avere inviato questa mattina una letterina A/R al gentile parrocco della parrocchia dove mi battezzarono per essere cancellata dai registri cattolici. Mi sento meglio. Vi aggiornerò sulla di lui risposta…
14 Settembre 2007 alle 17:43
che poi in friuli si usa una bestemmia che, oggigiorno, si definirebbe quasi autoreferenziale “dio dal dio” [1]
ciao
dat
[1] per una vasta raccolta vedasi http://dat.perdomani.net/lezioni-di-friulano/
14 Settembre 2007 alle 17:50
usate anche “Luce da luce”?
14 Settembre 2007 alle 19:01
@ Chiara Lalli: ma te sei anche cresimata o cosa? Te lo chiedo perchè io invece ho peccato, in gioventù, e quindi non lo so se mi sbattezzano. Prima mi sa che devono scresimarmi.
14 Settembre 2007 alle 19:54
io sono una persona troppo fine per bestemmiare.
14 Settembre 2007 alle 19:58
Come ho già detto in privato al tenutario di questo postrib… ehm… di questo blog, io sono ateo e non bestemmio… sia perché non riconosco l’autorità divinna e non mi fa sentire meglio, sia perché ne faccio una questione di buona educazione… quindi, sono una via di mezzo tra Carmelo e Astrolabio…
che brutta immagine… mi faccio schifo da solo…
14 Settembre 2007 alle 20:00
@Cachorro: circa la bestemmia usata come intercalare in Veneto, una volta in un supermercato di Treviso ho sentito un tizio che diceva una cosa del tipo: “diocàn, xe finìo el formaggio…!”
14 Settembre 2007 alle 20:35
velenero, mio papà da bambino mi diceva in dialetto “diocan muoviti che dobbiamo andare a messa!”

è puro e semplice intercalare, non si scandalizza nessuno. non bisogna credere in bacco per dire “perbacco!”, è solo un residuo linguistico, e dato che gli atei vivono tra la gente e parlano la stessa lingua è ovvio che bestemmino pure, specialmente in veneto
15 Settembre 2007 alle 10:14
Capemaster,
sbattezzano anche chi si è macchiato dell’ulteriore peccato di sposarsi in chiesa, quindi niente paura!
Io non ho fatto né comunione né cresima. Nessuno sarebbe stato capace di farmi fare catechismo e cose del genere (il battesimo l’ho subito inconsapevole e incapace di ribellarmi).
15 Settembre 2007 alle 11:04
I veneti conosceranno questo classico della semiotica regionale…
Uso del dialetto veneto nel linguaggio popolare di tutti i giorni.
La ricchezza del dialetto veneto non è nota a tutti. Una parola può avere mille significati diversi a seconda del contesto. Ad esempio, ecco alcuni tra i numerosi significati che le bestemmie Porco Dio o Dio Cane (o Dio can) possono assumere, al variare dell’intonazione, tradotti dal veneto all’italiano:
Al passaggio di una bella ragazza:
Dio Cane! = Quale stupenda creatura!
In risposta alla domanda “sei sicuro?”:
Dio Can! = Ne ho l’assoluta certezza.
Di fronte ad un avvenimento particolarmente sfortunato (gomma bucata, passaggio a livello chiuso quando si è già in ritardo, ecc.):
(Ma) Dio Cane… = Sono oltremodo disgustato dal verificarsi di questa improbabile coincidenza.
Commento al resoconto di un’impresa particolarmente ardita di un amico (tipicamente: conquista di una ragazza):
Dio Cane! = Il mio stupore e la mia ammirazione per te hanno raggiunto livelli inimmaginabili.
In risposta alla domanda “ma dovevi proprio comportarti in quel modo?”:
(Eh,) Dio Can. = Che cos’altro avrei potuto fare, data la situazione?
Di fronte ad un interlocutore che accampa scuse poco credibili:
(Ma dai,) Dio Cane! = Non raccontarmi codeste fandonie, non sono nato ieri.
Come rafforzativo di una richiesta:
Dove hai messo quel Porco Dio di un martello? oppure: Nane, Dio Cane, dov’è il martello?
In sostituzione di vocaboli che al momento non sovvengono:
Gigi, passami il Porco Dio che svito questo bullone.
Ovviamente tutti questi usi possono essere messi in combinazione tra loro generando frasi altamente incomprensibili per un non esperto. Ecco ad esempio un dialogo tra idraulici:
Toni: Dio Cane Bepi, el Porco Dio qua spande ancora acqua! No ti o gavevi giusta’, Dio Can? (Mannaggia Bepi, che sventura! Il tubo qui perde ancora! Mi sembrava che tu l’avessi aggiustato! Sei certo di averlo aggiustato bene?)
Bepi: Porco Dio! (Certamente! Perché metti in dubbio le mie capacità?)
Toni: Dio Can, passime il Porco Dio che ghe dago mi ‘na sistemada… Ciapa, Dio Cane, varda che lavoretto! (Non raccontarmi fandonie, il fatto è che perde ancora! Passami piuttosto la chiave inglese che lo sistemo io… ecco, guarda bene che bel lavoro ho fatto!)
Bepi: Dio Cane! (Ammirevole davvero! Devo riconoscere la tua maggiore esperienza in lavori di questo genere.)
15 Settembre 2007 alle 16:10
anch’io una volta bestemmiavo, visto che non mi faceva stare meglio ho smesso
16 Settembre 2007 alle 19:57
diopoi! la bestemmia non c’entra nulla con la religione o con l’ateismo,veh. io non bestemmio quasi mai a voce, invece, diocane, riesco a bestemmiare benissimo quando scrivo.
e adesso venga fuori il pirla che mi sfida a bestemmiare allah se ho il coraggio…
17 Settembre 2007 alle 14:10
Io non ho mai bestemmiato, e come me molti altri. Perchè ti sembra così strano, Cape? O pensi che, poichè capita a te, debba capitare a tutti? …..
D’accordo con Vele, è questione di educazione, non di essere credenti o meno. ( e non attaccarti al mio nick (rido))
29 Marzo 2008 alle 09:37
ODE al vate Germano Mosconi!!!
19 Aprile 2008 alle 21:41
Bella Cape, gran post! La bestemmia è un diritto…! Quindi, Porco Dio!
26 Maggio 2008 alle 18:58
una volta ho sentito:
Dio can de chel dio de la madona impestada del porcu dio!!!