Il romanzo mi sembrò subito una sorta di trascrizione in forma narrativa del saggio politico sadiano sulla rivoluzione dell’89 (”Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani”), ma in cui anche il mito della naturalità immoralista, che nel marchese dominava, era abbandonato. Veniva così a prefigurarsi, nel romanzo, solo la virtualità d’una società diffidente e di criminali, la cui impossibilità di realizzarsi era la condizione necessaria affinché non si desse più storia umana, e, con ciò, s’azzerasse ogni residuale tentativo di costituzione di un ennesimo surrogato di senso. E così - chi l’ha letto ricorderà - i Daniel, la loro serie, continuavano a sprofondare nell’inespiabile, definitivamente. La garanzia di questa desertificazione con sospensione del pathos era fornita dalla scienza.
6 Ottobre 2007 alle 17:59
Stavo appunto uscendo per comprarmelo!
6 Ottobre 2007 alle 19:30
gran romanzo, peraltro.
7 Ottobre 2007 alle 04:32
Il romanzo mi sembrò subito una sorta di trascrizione in forma narrativa del saggio politico sadiano sulla rivoluzione dell’89 (”Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani”), ma in cui anche il mito della naturalità immoralista, che nel marchese dominava, era abbandonato. Veniva così a prefigurarsi, nel romanzo, solo la virtualità d’una società diffidente e di criminali, la cui impossibilità di realizzarsi era la condizione necessaria affinché non si desse più storia umana, e, con ciò, s’azzerasse ogni residuale tentativo di costituzione di un ennesimo surrogato di senso. E così - chi l’ha letto ricorderà - i Daniel, la loro serie, continuavano a sprofondare nell’inespiabile, definitivamente. La garanzia di questa desertificazione con sospensione del pathos era fornita dalla scienza.
7 Ottobre 2007 alle 12:13
Vado a prenderlo. Grazie per la segnalazione.
7 Ottobre 2007 alle 14:48
Diamo tutti un contributo per la costruzione dell’ambasciata dei raeliani a gerusalemme, così che finalmente arrivino gli elohim.
http://www.rael.org