Con il termine principio di precauzione si intende una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse.
Se è vero quanto riportato da wikipedia, chi avoca il principio di precauzione dovrebbe essere il “motivatore principale”, il principale interessato alla ricerca su OGM.
Invece in Italia c’è un partito - i Verdi - che interpreta un po’ come cazzo je pare le definizioni.
Come si possono chiarificare posizioni scientifiche controverse se non si può fare ricerca?
Mi viene anche il dubbio che, nel qual caso questo “problema scientifico” venga risolto, i Verdi saranno sempre e comunque contrari a prescindere.
Ma questa è una mia interpretazione.
Tags: OGM, principio di precauzione, verdi maledetti










8 Ottobre 2007 alle 10:22
oggi mi sento fatalista (si dice così?)
non è un problema solo dei verdi ma, degli uomini in generale!
8 Ottobre 2007 alle 13:00
mi sorprende che non hai ancora preso le difese di Casini contro Pecoraro Scanio…
8 Ottobre 2007 alle 13:38
?
mi sfugge la notizia…
e comunque se Casini difende Pecoraro Scanio si commentada sola
8 Ottobre 2007 alle 14:01
il contrario… Casini vuole sfiduciare il povero Alfonso e ha bisogno del tuo aiuto!
8 Ottobre 2007 alle 14:02
“Sfidiamo il nuovo alfiere del nucleare
Casini a promuovere un referendum sull’
energia atomica. Se ha il coraggio di
riaprire una pagina fortunatamente vec-
chia per il Paese”.Così Bonelli (Verdi)
a Casini che rilancia un ritorno al nu-
cleare e annuncia una mozione di sfidu-
cia a Pecoraro, ministro dell’Ambiente.
“A Casini -prosegue- evidentemente non
è bastata la bocciatura del Parlamento
alla mozione per reintrodurre il nu-
cleare in Italia. Il leader dell’Udc
non è sufficientemente informato sui
sui costi e sui pericoli del nucleare”.
8 Ottobre 2007 alle 14:52
E’ anche la mia, di interpretazione.
8 Ottobre 2007 alle 16:31
La ricerca, sì, ma magari pubblica… eh…
8 Ottobre 2007 alle 17:42
Mi domando se seguendo il principio di precauzione avremmo mai avuto i vaccini, gli antibiotici, o la corrente elettrica.
E’ possibile avere la prova che un prodotto non faccia male?
La logica, a mio parere, ci dice che non possiamo mai avere prove dell’innocuità di un prodotto, ma solo evidenze della sua pericolosità.
Se ci si appella al fatto che un nuovo ritrovato potrebbe fare male per impedirne l’uso, saremmo ancora nelle caverne.
Anzi fuori, all’aperto, perché pure della loro innocuità non possibile essere certi.
A questo punto un difensore del principio in questione potrebbe obiettare che la precauzione dovrebbe essere preminente quando gli studi diano esiti non univoci.
Ma, a parte che nel campo della fisica (e forse neanche lì), in quale disciplina possiamo dire di avere risultati così univoci da essere indiscutibili.
Se si cercano delle certezze, non è alla scienza che bisogna rivolgersi.
8 Ottobre 2007 alle 18:43
Bè, Laicista, è anche buono e giusto che il margine di pericolo che accettiamo oggi sia più basso di quello tollerabile degli anni ‘40-’50-’60 (cioè il trentennio di massimo sviluppo di vaccini o antibiotici).
E’ come dire che, siccome molte scoperte importanti sono state fatte con studi non etici (il “trial” di Tuskegee in Alabama sulla sifilide, Neisser che iniettava il germe della gonorrea ad ignare prostitute), è giusto continuare così…
Parlo solo come discorso generale, non ho mai avuto l’impressione che il principio della precauzione non venga applicato agli OGM, anzi…
8 Ottobre 2007 alle 20:53
L’ambientalismo e’ una costola del cristianesimo, pertanto parla per dogmi, apocalissi e paradisi.
che cosa ti aspetti da una religione?
8 Ottobre 2007 alle 23:36
@Chacorro
Gli studi non etici credo siano una cosa diversa.
Un conto sono gli esempi che tu hai fatto, sui quali nessuno si sentirebbe di dire nulla di buono.
Un altro conto è dire che, per esempio, per fare degli studi clinici bisogna essere assolutamente certi che non ci siano conseguenze negative per chi vi partecipa. Una certezza del genere è irrangiungibile, infatti i Trial hanno come scopo, oltre che la misura dell’efficacia di una terapia, anche la verifica della innocuità della stessa, o di misurare comunque l’entità degli eventuali “inconvenienti”.
Seguendo la regola per cui, se non è possibile escludere (ma quando questa condizione si può realizzare? Sbaglio se dico mai?) la possibilità di procurare danni all’ambiente o alle persone, è bene fermarsi per precauzione, allora temo, che nessuna ricerca si possa mai fare.
Spero di essermi spiegato.
9 Ottobre 2007 alle 15:33
sottoscrivo pienamente capemaster e soprattutto Fabristol. E agiungo che, da bravi religiosi, delle conseguenze concrete delle loro predicazioni se ne fottono: loro si occupano di cose più alte…
9 Ottobre 2007 alle 22:47
L’ambientalismo e’ una costola del cristianesimo, pertanto parla per dogmi, apocalissi e paradisi. che cosa ti aspetti da una religione?
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaarghhhhhhhhhhhhhhhhhh!! Mi sento morire!