
Già da qualche mese scrivo meno volentieri di politica. Non perchè non mi piaccia più o perchè non ne sia capace, ma perchè ogni volta che tento di commentare le azioni del nostro pollaio parlamentare, mi si fa il mondo nero.
La voglia sparisce insieme all’ispirazione e finisco per scrivere solo cazzate.
Forse Malvino ha ragione: in mancanza di argomenti, meglio mettersi a parlare dell’uovo e della gallina - che sarebbero anche in tema, dico io - perchè altrimenti mi pare di insultare monitor e tastiera.
Fosse solo questo, potei anche farlo, mi farebbe bene fare esercizio di stile. Ma in realtà la disaffezione - e dico disaffezione non sentimento antipolitico - è talmente profonda, che la reazione principale davanti ad un tema politico è l’autoconservazione.
Perché immergere le mani nella merda, e lordarsi fino ai gomiti per tentare di ritrovare quel qualcosa che il senso comune s’è ingoiato sperando che non se lo sia digerito?
Mi manca sia la voglia che il coraggio.
Passo.
Tags: merda, noia, politica?








10 Ottobre 2007 alle 09:05
Passo pure io. E pure da un pò.
10 Ottobre 2007 alle 09:16
A chi lo dici, a me succede già da un po’ e pensavo fosse l’età, il poco tempo, il lavoro, la casa da gestire, etc.
E invece no, è la politica, quella italiana in parlamento dico, non la Politica, che è diventata una cosa che fa schifo anche solo a parlarne…
Però, però un modo per pensare e fare Politica mi piacerebbe riuscire a trovarlo, senza troppa disillusione… dici che si può?
10 Ottobre 2007 alle 10:11
Caro Cape,
mi trascino da oltre un anno galleggiando nella tua stessa disillusione.
La realtà è però che (come io e te sosteniamo da tempo) questa situazione di prigionia nei confronti delle vecchie ideologie sta mostrando tutti i suoi limiti.
In questi momenti parlano volentierissimo di politica i soliti squadristi che sgauzzano in una situazione in cui l’insulto reciproco è lo sport nazionale.
La realtà è che sono proprio quelli come te che non indossano una maglia che dovrebbero parlarne… con la forza della propria onestà inetellettuale e con il coraggio di chi non teme di essere messo all’indice ogni 2×3.
Questo governo ha avuto il triste record di realizzare in pochissimo tempo tutti i fallimenti previsti. Sento ancora che si da colpa alla legge elettorale dimenticando che parte della colpa è di chi ha chiesto il mandato popolare con una coalizione assolutamente disomogenea.
Questa opposizione toglie a quelli come me la voglia di pensare che qualcosa di meglio accadrà perchè non ha argomenti a causa di una “non tanto minore” disomogeneità.
Ecco… quando tutti perdono la bussola e la parola è lasciata agli squadristi e agli incompetenti quei pochi con il sale in zucca devono avere il coraggio di dire la propria… con calma e lucidità prima che la cultura di domani sia lasciata ad incompetenti come Grillo.
P.S. Concordo su Malvino. Lui dovrebbe parlare giusto dell’uovo e della gallina. E magari dei giapponesi…
10 Ottobre 2007 alle 11:03
Dipende che si intende per “parlare di politica”. Perché se parlare di politica significa commentare le buffonate quotidiane dei nostri “rappresentati” in parlamento e governo, beh, “parlare di politica” non è molto differente che parlare di sport o di pettegolezzi. Anzi, sicuramente si perde meno tempo e si gode di più a parlare di figa.
Ieri sera ho visto 1 minuto (dico 1) di Ballarò. Mi sono detto fra me che faccio bene a non guardarlo più da tempo. Nè guardo più altri programmi cosidetti di “approfondimento politico”.
@:->Robinik: io mi impegnerei volentieri a parlare di politica se ci mettiamo d’accordo su cosa sia rimasto in Italia di politica reale (e non di buffonate).
Con tutto ciò, lungi da me essere un anti-politico. Io continuo ad andare a votare, e continuerò ad andarci fino alla fine dei miei giorni. Magari qualche volta voterò scheda bianca, ma ci vado.
10 Ottobre 2007 alle 12:12
@ Knulp
In Itali di politica è rimasto molto. Moltissimo.
E’ rimasto tutto ciò che la classe politica e gli “intellettuali” hanno lasciato senza una risposta perchè troppo impegnati nel duello ideologico.
E’ li da raccogliere e la gente è pronta a premiare chi lo farà.
10 Ottobre 2007 alle 14:24
Quoto tutto tranne Malvino, ma semplicemente perché lo leggo poco e non saprei di chi si sta parlando!
Anche io vegeto su un foglio bianco senza possibilità di scriverlo ma se può consolarti gente come tu e Robinik, avete aiutato molto l’apertura dei miei occhi che, anche a mia insaputa, erano in qualche modo dirottati da lievi forme ideologiche.
Penso a quanti potreste ancora aprirne…
Però ripeto: io a votare non ci vado più! E ritengo che la mia scelta non sia qualunquismo, anzi un profondo senso civico!!!
Non voglio più essere una delle pedine della politica del consenso, che disgusto, userò il mio voto come faccio con la mancia nei ristoranti: chiunque sia la prossima coalizione che guiderà questo stato la premierò alla fine del mandato se lo giudicherò positivo!
10 Ottobre 2007 alle 15:52
Cambio tre carte
10 Ottobre 2007 alle 16:26
Io ultimamente mi metto a scrivere delle mie vacanze all’estero per evitare di parlare di politica… :-/
10 Ottobre 2007 alle 20:15
Idem.
Mi sa che è colpa del cambio di governo. Siamo passati dall’incazzatura alla noia.
10 Ottobre 2007 alle 20:29
Davide sei sempre troppo buono.
Cape se non ti sbrighi a ricomparire giuro che ti passo sulla moto con l’Harley
11 Ottobre 2007 alle 01:43
Sul mio blog non parlo spesso di politica, se non in chiave satirica, e tiro avanti.
Però direi di non preoccuparti: presto torneremo all’opposizione e ci divertiremo per altri cinque anni… (potete fare i debiti scongiuri)