Sollecitato da Camelot e poi da Ghirby, mi sono andato a leggere il famigerato disegno di legge che dovrebbe mettere il bavaglio alla rete.
Non sono d’accordo con tutto questo allarmismo.
Di lavoro non faccio l’avvocato, ma al primo articolo del disegno di legge sta scritto che
La disciplina prevista dalla presente legge in tema di editoria quotidiana, periodica e libraria ha per scopo la tutela e la promozione
C’è anche un articolo, il 7, che parla della rete, ma è piuttosto ambiguo.
Cioè: un blog è un prodotto editoriale “periodico”, “quotidiano” o “librario”?
Secondo me no, e non ci sono nella legge -a meno che non mi siano sfuggiti - appigli per gridare a prove techiche di regime.
Certo è che bisogna stare attenti e vigilare. Sempre.
Tags: blog, editoria, internet, legge, rete










19 Ottobre 2007 alle 23:42
Cape, il tuo trackback - non so per quale problema al mio blog - è finito ad un altro post, in ogni caso c’è.
Tu hai letto l’articolo di Repubblica, ma non questo:
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327
A quanto pare, però, Levi ha dichiarato al Tg (è stato costretto a dichiarare) che il provvedimento non si applica ai blog.
Ma nell’articolo si fa - quasi esplicitamente, a detta di punto informatico - riferimento ai blog..
19 Ottobre 2007 alle 23:52
Grazie per il link, ma non sono d’accordo con punto informatico…
si parla di periodicità
I blog non ne hanno.
20 Ottobre 2007 alle 00:13
Caro fratello perduto, non avevo neanche letto il tuo post, spero mi perdonerai.
Tanto per usare, in supporto alle nostre idee, le parole di un “esperto” prendo quelle di Folena : “Chi fa un blog non è un editore. Quindi non deve sottostare a nessuna regola particolare riguardante la stampa o gli operatori della comunicazione” …”va chiarito che chi fa informazione amatoriale online, così come è oggi, se vuole usufruire dei vantaggi della legge sulla stampa si iscriverà al tribunale, altrimenti non deve iscriversi da nessuna parte. Un conto è la professione, l’impresa, altro è la libera circolazione di idee e informazioni”
Chiusa la storia. Chi ha un blog non è un editore e non è un impresa editoriale, volete capirlo o no, perdìo?
20 Ottobre 2007 alle 09:03
@ SKA: non avevo letto neanche io il tuo. L’abbiamo scritto solo commentando la notizia. Il che aggrava la parentela.
Grazie per la citazione di Folena, mi rassicura molto di più.
20 Ottobre 2007 alle 10:10
sono d’accordo con te cape, secondo me non c’entra con i blogger. capisco che è meglio prevenire che curare, ma se riguardasse i blog sarebbe un boomerang politico di cui nessuno vede il bisogno, senza contare che presumo potrebbe facilmente cozzare con qualche fonte legislativa primaria. una tempesta nel bicchiere per noi blog.
20 Ottobre 2007 alle 10:13
Io mi chiedo se Grillo, con quel popò di redazione che avrà, se le legge almeno le stronzate che scrive.
Prima di lanciare gli anatemi bisogna andare alla fonte.
Cazzo, è l’ABC del blogger.
20 Ottobre 2007 alle 10:23
grillo non è un blogger. è un teatrante. non ha bisogno di fonti, solo di spunti. non sarebbe quello che è se non ci mettesse un pizzico di creatività.
20 Ottobre 2007 alle 11:48
tu dici che il blog non è un prodotto editoriale, ma loro la definizione di prodotto editoriale l’hanno data nell’articolo 2:
Art. 2
(Definizione del prodotto editoriale)
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
20 Ottobre 2007 alle 12:01
io dico che non è periodico
20 Ottobre 2007 alle 12:24
Cape, tutti - dicasi tutti - sono concordi (a parte te e qualche altro) nel ritenere che il provvedimento riguardi i blog.
Di Pietro ha minacciato di ritirare l’appoggio al governo, se il provvedimento in questione non dovesse essere stralciato.
Solo demagogia e populismo?
Non saprei, leggi il Corsera on line che riporta l’opinione anche dei proprietari di parecchi blog aggregator..
20 Ottobre 2007 alle 12:40
di pietro fa demagogia? noooo… non mi direee…
ce ne vuole di fantasia per scorgere nell’”editoria quotidiana, periodica e libraria” la blogosfera. la blogosfera non è immune dalle catene di sant’antonio, vere o false che siano.
20 Ottobre 2007 alle 12:42
No, davvero, vorrei capire dove sta scritto che il provvedimento si applica ai blog, e se si, quali? La parola blog non viene nemmeno citata, non si distingue nemmeno tra il diario di una sedicenne in crisi depressiva da un blog di informazione.
La verità è che questa legge è pessima proprio in quanto non cambia assolutamente nulla.
( e in più non apporta miglioramenti sostanziali alla discussa questione dei finanziamenti pubblici ai giornali, i quali hanno ancora le scappatoie ben note. L’ho scritto sul mio blog, ma non interessa nessuno. Fino a quando non ne parlerà Grillo, ovviamente ).
20 Ottobre 2007 alle 13:54
capemaster ha detto: “io dico che non è periodico”
allora devo stare attento a non postare tutti i giorni o una volta alla settimana regolarmente per rientrare nella categoria!!!???!
20 Ottobre 2007 alle 14:02
Beh, credo che il problem ti sia stato citato da Liberamente poco sopra.
Ovvero, secondo l’articolo 2 di quella legge, la definizione di “prodotto editoriale” INCLUDE anche i blog. Da definizione, include qualunque pubblicazione con “finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, indipendentemente dal mezzo.
Certo, non sono un esperto di legge, ma quella definizione mi sembra sufficientemente ampia perché ci si possa preoccupare.
E poi, detto chiaramente, se fosse realmente solo per chi è già editore… beh… gli editori già sono registrati. Che bisogno ci sarebbe?
Ma anche non fosse così, comunque sarei contro tale legge. Non v’è alcun bisogno di qualcosa di simile, ove si PEGGIORANO le pene per diffamazione… e sappiamo bene tutti di quanto in italia si sfrutti tale legge per zittire chi è scomodo.
Senza espandere comunque troppo la discussione, anche solo l’articolo 2 sarebbe sufficiente. O mi sfugge qualcosa?
20 Ottobre 2007 alle 15:18
Non mi preoccupano queste forme di allarmismo, perché c’è molto da attendere prima che questo DdL diventi Legge.
Nell’attesa, ho cominciato ad esercitarmi e nelle “note legali” (non ce le avete nei vostri blog? malissimo!) ho aggiunto questo paragrafo:
Lampi di pensiero non ha fini di informazione, formazione, divulgazione, intrattenimento, ma di pura soddisfazione edonistica per il mio profondo egocentrismo, alimentato dalle pene inflitte a chi legge le sue pagine piene di vacue ed insulse elucubrazioni su diversi aspetti e singolari della società.
20 Ottobre 2007 alle 15:59
e brravo cape. mai farsi influenzare dalla massa. sono d’accordo con le tue conclusioni.
certo una riflessione è d’obbligo: nessuno si fida di questo governo, nè a destra, nè a sinistra.
20 Ottobre 2007 alle 16:43
Stavo rileggendo qualche passaggio di quella legge, e capisco che il suo obiettivo sembri l’editoria, il problema non è quello che sembra dire, ma ciò che effettivamente dice.
In altri termini, seppure Art1, comma1 citi come *finalità* la regolamentazione della stampa periodica, sono gli articoli successivi il problema. Il fatto che sia fra le finalità, non significa che tutte le definizioni successive dipendono dallo scopo. Anzi.
Infatti, Art2, comma 1 cita quanto detto sopra:
Questo articolo è il primo che specifica qualcosa, ed è infatti il primo dopo le finalità generali, che non sono prescrittive di nulla.
L’Art.2 comma.1 definisce quindi CHI è il soggetto di questa legge, e lo fa in un modo generico (problema 1).
Proseguendo, si trova:
Ed ecco quindi il problema 2: eleva i reati a mezzo stampa anche per l’editoria via internet. Editoria che, come da Art.2 comma.1, NON si limita ai periodici (che sono citati solamente nell’intestazione). Non solo, identifica anche il responsabile nel caso in cui non ci sia una redazione effettiva (quindi già legalmente con un responsabile).
Ti faccio notare anche un’altra cosa: anche se l’Articolo 1 fosse una definizione come è invece l’Articolo 2, significherebbe che c’è una contraddizione interna. Questo significa che la legge diventa ambigua e INTERPRETABILE. Cosa che genererebbe grossi problemi in sede legale.
Eccoti spiegato perché la parte che citi tu non è rilevante, e quale sia il problema.
Poi, ovviamente, neppure io sono un esperto per quanto abbia studiato Diritto della Comunicazione, quindi potrei sbagliarmi. In ogni caso, proprio perché ho letto la legge vi sono gli estremi per fare nascere la questione.
20 Ottobre 2007 alle 17:05
@ Folletto: è interpretabile perchè è scritta coi piedi. Vigilare, sempre, fasciarsi la testa prima no, ecco.
Per tutti: non sono l’araldo di questo governo. Ho smesso molto tempo fa di credere solo per spirito di parte.
Solo che mi pare eccessivo l’allarmismo “regime”. Più concreta la tassa forse.
20 Ottobre 2007 alle 17:08
E’ importante l’allarmismo, poi che qualcuno lo apostrofi come regime, son opinioni.

Io guardo il complesso, e mi sembra una reazione giusta, come dicevi anche tu. Vigilare.
20 Ottobre 2007 alle 18:00
e perchè tutto quello che faceva il Berlusca era da “regime”?
20 Ottobre 2007 alle 21:05
Dubito che tutti quelli che hanno lanciato l’allarme siano andati a leggere il testo della proposta, come al solito naturalmente. Già chi legge in Italia è cosa rara, figuriamoci chi si va a leggere le leggi. Si parla prendendo notizie qua e là, per sentito dire. Ormai non mi stupisco più.
Naturalmente, come dici, la vigilanza ci vuole sempre.
20 Ottobre 2007 alle 22:11
@ Paolo: è proprio perchè l’ho letta che ho scritto quello che ho scritto!!!
20 Ottobre 2007 alle 23:56
Un decreto di legge preoccupante che nasce da presupposti del tutto infondati e arriva a conclusioni deliranti.
Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro (i politici) vanno a pensare ad un modo per regolamentare internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….
Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?
Io quasi quasi penserei di sì, se mi è concesso.
21 Ottobre 2007 alle 10:06
Mah, l’allarmismo è SEMPRE ingiustificato (a meno che non riguardi la vita e la morte). Siamo nel 2007, pensare che tornino i “regimi” è PURA ILLUSIONE (ed uso illusione perché non sono pochi quelli a cui piacerebbe semplificare le cose usando le spranghe).
E tra l’altro la cosa più banale è che questo governo è morto e sepolto e non potrebbe approvare nemmeno l’aumento degli approviggionamenti dei cornetti al bar della Camera.
Più che altro sarà la solita tassa del cacchio (come ho scritto pure da me!).
21 Ottobre 2007 alle 12:17
Allarmismo non significa per forza regime. L’allarmismo esiste anche utilizzando toni calmi e valutando correttamente cosa si sta dicendo. Non c’è bisogno di tirare in ballo censure o quant’altro (per quanto, anche alcuni politici una volta “svegliati” abbiano usato questi termini).
Se non c’è da esagerare da un lato, non c’è comunque neppure da esagereare dall’altro lato: questa mobilitazione E’ servita a qualcosa. Che poi qualcuno abbia esagerato, è un altro discorso.
Ad esagerare è stato pure Grillo? Beh, un giorno qualcuno si accorgerà che quanto dice Grillo va valutato con le pinze.
Invece, chiederei a Paolo qui sopra di leggere il mio commento, appena sopra, che invece credo non abbia letto.
;) 
22 Ottobre 2007 alle 14:37
Mi sa che io sono una blogger teatrante e mi sta pure antipatico Grillo.
Comunque grazie Cape, mi rassicuri, ma mi leggerò il ddl, per essere ancora più tranquilla e andare alla fonte!!!
23 Ottobre 2007 alle 18:11
oggi Levi ha dichiarato:
«La legge è una legge che intende regolare il mercato dell’editoria - spiega il sottosegretario in questa intervista rilasciata all’agenzia di stampa Agr e dunque si rivolge agli operatori del mercato dell’editoria, tutti quelli che professionalmente producono giornali, riviste, libri e dunque esclude, per definizione, i blog o i siti individuali che non sono oggetto della nostra legge. Questo è stato chiaro fin dall’inizio, visto che però c’è stata qualche preoccupazione in materia e c’è qualche margine di ambiguità possibile nella legge, io già fin da domani nel mio primo incontro con la Commissione proporrò un’aggiunta alla legge che chiarisca fino in fondo che in questa legge non ci si occupa dei blog».
ammette quindi l’ambiguita del testo e propone un cambiamento non certo per sport, ma perchè la norma sarebbe stata ambigua anche per un giudice.
23 Ottobre 2007 alle 18:24
Molto rumore per nulla, quindi.
24 Ottobre 2007 alle 14:14
tutt’altro, se non ci fosse stato il “rumore”, la norma sarebbe rimasta ambigua!
25 Ottobre 2007 alle 09:13
Io sono d’accordo con te, cioè escludo a priori i blogger dall’ambito soggetto di applicazione del ddl.
C’è chi sostiene un’ulteriore tesi molto interessante: cioè che l’Autorità delle Comunicazioni avrebbe dato interpretazione restrittiva onde evitare di appesantire il lavoro a proprio carico.
In merito alle recenti affermazioni di Levi e Gentiloni, vorrei anche far notare che costoro hanno chiarito che l’intenzione non era assolutamente quella di colpire i blogger (tant’è che basterebbe una norma di interpretazione autentica in sede di conversione del ddl a scansare ogni equivoco), ma costoro hanno affermato che prenderanno in considerazione le note emerse in rete poiché non vogliono che la legge diventi oggetto di svariate interpretazioni: questo perché nemmeno loro conoscono esattamente la portata del testo.
Il perché? Semplice, ancorché sconcertante: chi approva le leggi non sa leggerle o interpretarle, quindi segue quelli che sono i commenti che giungono da colleghi e dal pubblico. Chi le scrive, invece, è un qualche tecnico-giurista che talvolta, però, forse non conosce nemmeno a pieno la materia su cui deve lavorare.
Questo è un dato sconcertante.
Il fatto che Levi e Gentiloni abbiano affermato quanto si è letto sui giornali non dà assolutamente prova che il ddl avrebbe causato il coinvolgimento dei blogger. Per l’interpretazione vera avremmo dovuto aspettare il giudizio di un giudice che, per i motivi indicati nel mio post, credo avrebbe escluso i blogger.
Speriamo comunque che in sede di conversione si impegnino davvero a rimuovere ogni elemento che possa genere fraintendimenti. Ma chissà cosa approveranno…
Ciaooooo!
Luca