Non per ma contro

Non ci sono molti commenti da fare sulle vicende di ordinaria follia che hanno seguito la morte del povero ragazzo che andava a vedere una partita.
Tutto questo cercare di commentare i disordini per capire cosa sta succedendo dal punto di vista sociologico (pare che si parli di disagio sociale come per le banlieu… ma per piacere), non fa che allontanarci dalla vera notizia della domenica, che è anche la più banale se vogliamo.
L’Italia non ha un popolo. L’italiano non esiste e chi abita questa misera penisola non ha orizzonti e interessi comuni.
Non si a vedere le partite a tifare per una squadra o per soffrire con in nostri beniamini, ma a tifare contro.
Non c’è la minima cultura sportiva. Qui sta il problema.
E non credo si risolverà con il solito, patetico, stanco “stop al campionato” o col solito, stantio e tardivo “giro di vite”.
Nota a margine. A chi dice che tutto questo non ha a che fare col calcio, mando un cortese e rispettoso “vaffanculo”. Tutto questo ha moltissimo a che fare col calcio: uno sport talmente compromesso, anche dal punto di vista dei giocatori, che non può che essere una miccia per il nostro degradato paese.







novembre 12th, 2007 at 10:14
Non c’è la minima cultura sportiva
novembre 12th, 2007 at 10:56
Che sia una “azione” contro, sono d’accordo. Penso, però, contro lo Stato intuito non più come Istituzione; piuttosto come nemico. Le ragioni sono tante per esporle in una risposta. Se una Risposta deve essere data è quella anti-economica, contro i grandi interessi, contro il prevaricare dei Matarrese, per dirne una, sulla sicurezza dello Stato. Ieri si è verificata una abnorme reazione non per il morto, non contro le squadre avversarie, ma per delinquenza pura. Ricordate gli Holigan ?
Occorre interrompere il filo rosso fra società ed ultras che, poveri strumenti, servono economicamente e non li si educa, li si “lancia”
novembre 12th, 2007 at 11:19
ops…volevo dire: “non c’è la minima cultura” e basta
novembre 12th, 2007 at 11:54
La morte di un ragazzo e la violenza: in morte di uno stato inutile…
La violenza: come nasce, chi l’alimenta e la perpetra. Uno stato, l’Italia, che mai come ora necessita di nuove riforme. Dai cittadini alle forze dell’ordine, passando per la classe dirigente.
……
novembre 12th, 2007 at 11:56
Ok! Anarchici senza nessuna possibilità di redenzione, ed i calcio deve finire, ma non finirà. Ma chi controlla le bestie in divisa?
Quel ragazzo è stato ucciso in un autogrill all’opposto di quello da cui ha sparato l’agente. In mezzo c’è un’autostrada: poteva colpire chiunque quel proiettile
novembre 12th, 2007 at 12:08
I fenomeni sono due ma legati.
La rissa in autogrill e il poliziotto cowboy.
I cortei e gli scontri per la sospensione delle partite.
Ci metterei anche le dichiarazioni tra il retorico e l’istigatorio di giocatori, presidenti etc.
novembre 12th, 2007 at 14:16
Se c’è qualcosa su cui non sono d’accordo con te su questo post è il termine “rispettoso” nel post scriptum
per il resto quoto in tutto e per tutto.
novembre 12th, 2007 at 14:41
[...] scriveranno, discuteranno, daranno la loro opinione ma pochi capiranno realmente quello che sta succedendo, pochi infatti, [...]
novembre 12th, 2007 at 20:43
Non è l’Italia misera, ma una parte (minoritaria per fortuna) dei suoi abitanti.