Ricercatore fannullone sprecone

Innanzitutto ringrazio Cape dell’ospitalità e della fiducia…

Questo post è nato da un mio commento sulla ridotta sensibilità (fino, ovviamente, al pubblico scandalo di questi giorni) degli ambientalisti italiani al problema dell’inquinamento nell’area campana e al supposto legame con dati anomali non indifferente su mortalità e incidenza di neoplasie. Mi sono un po’ informato e tento di rincarare la dose con le idee più chiare.

Premetto che non sono un fan del benaltrismo, tipo “I pacifisti protestano per la guerra in Iraq ma non dicono niente sul conflitto tra Gabon e Zambia” (o, per par condicio, “AN ce l’ha con gli stupratori ma sta zitta sulla mafia”). Ma
a) credo che un movimento ambientalista serio dovrebbe avere un ruolo di pubblica utilità (come quello, metti, di Amnesty International o HRW) nell’indicare le reali minacce alla natura o alla salute umana
b) la sproporzione tra supposte minacce additate e minacce reali ignorate giustifica un certo livello di benaltrismo
Inoltre, non voglio accusare “l’ambientalismo del no”; non è necessariamente compito degli ambientalisti essere propositivi. Ma potrebbero dire “no” con più giudizio.

Di cosa si parla? Intanto, di dati che hanno qualche annetto. Uno studio terminato nel 2002 mostra un eccesso di mortalità per tutte le cause che supera il 20% nei comuni dell’area sud-orientale della provincia di Caserta, e il 40% in alcuni comuni dell’area settentrionale della provincia di Napoli (la criticità campana di tipo ecomafioso risale, a quanto pare, agli anni ‘80). A questo dato, si associa l’aumento della mortalità specifica per più o meno tutte le neoplasie, in particolar modo fegato e vescica, e dell’incidenza di malformazioni (in particolar modo del tratto uro-genitale e del sistema nervoso centrale, vedi spina bifida). Nel 2004 il Lancet Oncology pubblica risultati di questo tipo, correlandoli alle aree in cui è più diffuso lo stoccaggio e l’incenerimento illegale dei rifiuti.

Ora, bisogna anche stare attenti a evitare l’allarmismo; purtroppo, nel campo della salute pubblica, è difficile avere delle certezze e i fattori di confondimento sono tanti; ad esempio i tumori al fegato sono aumentati in tutto il napoletano, probabilmente a causa della maggiore incidenza di epatiti virali e non per l’inquinamento (il tumore alla vescica, invece, è suggestivo di un’origine “chimica” perchè molti agenti cancerogeni di questo tipo possono essere eliminati con le urine).
Restano però dati enormi e fortemente suggestivi; e del resto per capire che bruciare rifiuti plastici o addirittura industriali in condizioni precarie, ma anche lasciarli all’aperto esposti al sole e all’atmosfera, non è il massimo della vita non serve avere un Nobel.
Secondo me è sconvolgente il silenzio sul tema (il primo che lo portò alla ribalta, se non sbaglio, fu Saviano) soprattutto vista la natura degli allarmi ambientalisti degli ultimi anni, tipo
- il pollo alla diossina
- i ripetitori dei cellulari
- i cellulari stessi
- i termovalorizzatori (bè su questo si è già detto abbastanza e preferisco non pensarci)
- l’amianto che si sarebbe liberato scavando la galleria per la TAV (al massimo era un problema di medicina del lavoro, per chi materialmente la scavava)
Per carità, il principio di precauzione non è da cestinare, ma si tratta di piccolezze… Invece, se solo un quarto dell’eccesso di mortalità registrato negli studi recenti dipende dall’inettitudine dei governi locali e nazionali a gestire il problema, parliamo di una piccola ecatombe.
Già mi risulta difficile prendere sul serio il militante Verde che sbandiera i presunti 2 casi su 100.000 in più di leucemia all’anno per le emissioni elettromagnetiche mentre fuma una Chesterfield rossa dietro l’altra; ma quando ignora una vera catastrofe ambientale come quella campana, la sua credibilità scende a zero.

Ma forse è solo che leggo troppo questo blog…

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16 commenti a “Napoli, o del fallimento dell’ambientalismo”

  1. MyAvatars 0.2 Weissbach scrive:

    Ottime considerazioni, che in molti dovrebbero stimolare un bell’esame di coscienza.

    Però… sei proprio sicuro che in tanti siano stati zitti?
    Non è che eravamo noi da un’altra parte quando c’era chi gridava?

    Perché, vedi, è poco utile (oltre che poco simpatico) sfruttare delle generalizzazioni per delegittimare un gruppo che gruppo non è.

    Ogni J’accuse onesto ed utile deve anche essere esplicito.
    Stiamo parlando di Pegoraro? Ma lui non è “gli ambientalisti italiani”.
    Se accusi lui e lo fai con credibilità, chi l’ha votato avrà un motivo in più per pensare che ha sbagliato.

    E più nomi, più dati circostanziati aggiungi, meglio è.

    Ti faccio un esempio, anche se potrai non essere d’accordo nel merito di quello che scrive: Beppe Caravita non ha paura di dire quello che pensa di questo e di quello, piuttosto che adottare riferimenti vaghi.

    Se spari nel mucchio rischi solo di far incazzare qualcuno che non merita di esserci.

  2. MyAvatars 0.2 swa scrive:

    mi sa che anche i verdi campani hanno paura della camorra.
    dov’erano mentre si faceva scempio delle loro terre?
    dov’erano tutti? destra, sinistra, centro, preti, magistrati, poliziotti…

  3. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    @ Weissbach: dopo aver postato mi sono reso conto che prestavo il fianco a questo tipo di critiche.
    Effettivamente non ho la conoscenza per affermare che TUTTI gli ambientalisti italiani sono stati in silenzio.
    Diciamo che mi riferisco alle campagne di opinione che sono state iniziate da quell’area politica negli ultimi cinque anni (dimenticavo di citare gli OGM…), tra cui brilla per assenza un cenno ai problemi in esame.
    Che poi, intendiamoci, mica pretendo che sia l’assessore Verde di Secondigliano o il militante ecologista di Acerra a rischiare la vita accusando la camorra, ma i dati erano disponibili anche in altre parti d’Italia (tipo Roma, ivi compreso palazzo del ministro dell’Ambiente)…

  4. MyAvatars 0.2 Davide scrive:

    Ottimo post! Quando lo apri un blog?

  5. MyAvatars 0.2 GG scrive:

    Saviano ne parla ampiamente è vero… Concordo con te sull’ambiguità e l’allarmismo di certi verdi, però non capisco una cosa: cosa si dovrebbe fare, buttare tutto in un inceneritore e via? E’ una soluzione che potrebbe coprire l’emergenza, è vero, ma poi? come gestirebbero un inceneritore in campania (a partire dall’APPALTO - non ci voglio nemmeno pensare -, per finire con la gestione e le modalità di smaltimento… guarda le ecoballe, ad esempio)?

    Il punto è sempre lì: la camorra, è inutile che ci giriamo intorno. E mi pare (non voglio difendere i verdi, a me Pecoraro peraltro non sta simpatico) che il ministro dell’ambiente sia stato L’UNICO ( o comunque uno dei pochissimi) a parlare di camorra. Certo, lo poteva fare anche tre anni fa, due etc. Ma - il punto è questo - mi sembra un po’ grossolano frustare i verdi per l’emergenza rifiuti perchè dopotutto è molto facile. Mi piacerebbe - ti dirò - che si frustasse di più i napoletani e la politica (TUTTA) di Roma, i quali entrambi non hanno interesse/non sono capaci di fare alcunché per incrementare legalità e SENSO DELLO STATO nell’humus culturale del sud.
    E te lo dice uno nato a Roma da genitori di Salerno :)

    detto questo, complimenti per il post perchè comunque è argomentato e abbastanza preciso ! :D

  6. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Fa un certo effetto trovare il blog aggiornato :).
    Mi piace il post, in tutti i suoi aspetti. Anche quello di non fare i nomi, perchè le querele le becco io ! :D

    Grazie Cachorro per la tua disponibilità, quando vuoi parlare male dei verdi sei sempre il benvenuto. Muuhuhahaha

    Le campagne dei Verdi sono sempre - e saranno sempre considerato il loro livello scientifico medio - allarmistiche e slogan munite.
    Hanno speso una paccata di soldi per bloccare OGM e quant’altro e non ho visto altre campagne Camorra Free. Si aspetta uno scrittore che poi vive con la scorta. Quanti soldi c’è costato l’ideologico rifiuto del nucleare?

    Pare che i problemi concreti non piacciano molto al verde medio, si preferisce parlare di massimi sistemi, complotti, mutinazionali, fantomatici rischi mai dimostrati e lasciare lo status in materie molto più terra terra.

  7. MyAvatars 0.2 PAOLO 7 scrive:

    vorrei sapereperche’ noi modenesi dobbiamo prendere 2 milioni di tonnellate di spazzatura da napoli? OGNUNO DEVE SMALTIRE I PROPRI RIFIUTI. E’per caso un “SOCCORSO ROSSO”a PRODI E COMPAGNI. e se facessimo le barricate anche noi .nessuno ha chiesto il nostro parere.

  8. MyAvatars 0.2 laislabonita scrive:

    “non sono un fan del benaltrismo”

    … a me la maggior parte delle tue “incongruenze imbarazzanti” sembrano proprio quello, a dire il vero… :)

  9. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    @ Isla: non sono io, è Cachorro!!!

    Leggi bene l’autore.

  10. MyAvatars 0.2 Weissbach scrive:

    Cape, ovviamente la seconda persona singolare è implicitamente rivolta all’autore del post, ma hai fatto bene a precisare.

    Scusami, non voglio che ti becchi delle querele (anche perché mi sembra che ci stiamo tenendo sul livello della critica politica, non su quello della denuncia penale).

    Se stiamo parlando dei Verdi con la V maiuscola (nelle varie declinazioni) sono già più d’accordo.

    Anche perché alcuni dei verdi migliori sono stati fatti fuori dal porcellum (e qui non è colpa di Calderoli).

  11. MyAvatars 0.2 p.s.v. scrive:

    bene. mi piace

  12. MyAvatars 0.2 supramonte scrive:

    60 cumuli di spazzatura bruciati liberano tanta diossina quanta ne produce l’inceneritore di marghera in più di 500 giorni e quello di brescia in più di 400 giorni…

    c’è da aggiungere altro? :-)

  13. MyAvatars 0.2 Cachorro Quente scrive:

    “c’è da aggiungere altro?” Penso proprio di no.

  14. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    In realtà si portrebbe ggiungere che l’ambientalismo ha clamorosamente fallito nella formazione della coscienza ambientale se c’è gente che preferisce bruciare invece che incenerire.
    So bene che è opera per lo più della malavita, ma anche la malavita è soggetta a tumori, nevvero?

  15. MyAvatars 0.2 Astrolabio scrive:

    i miei complimenti a cachorro per questo post, prima o poi diventeremo tutti dei piccoli ambientalisti scettici

  16. MyAvatars 0.2 marco il grigio scrive:

    La “munnezza” di Napoli è un fallimento di tutti, a cominciare dai napoletani fino ai sindaci ed ai rappresentanti delle istituzioni che in questi anni non hanno saputo o voluto trovare un rimedio al problema.

    Negli anni 70 a Napoli c’era il colera, 10/15 anni fa i camion della nettezza urbana giravano scortati dalla polizia. Ma noi siamo un popolo che si scorda troppo facilmente del passato ed è condannato inevitabilmente a riviverlo

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