Ad urnas sed schedam annullabo

Ero indeciso, divorato dal dubbio.

COSA FARE ALLE PROSSIME ELEZIONI?

Poi però ho risolto.

Le opzioni di un elettore sono molteplici: non andare, andare e votare, andare e annullare, andare e lasciare in bianco, andare e picchiare qualcuno etc…

Ho pensato che questa politica, questo paese, non meritano nemmeno un minuto del mio preziosissimo tempo, ma avrei un certo disagio nel non manifestare apertamente il mio dissenso al sistema.
Dopo il referendum sulla legge 40, il “non andare a votare” avrà per me sempre un retrogusto clericale, o da fantoccio eterodiretto, fate voi.
Per andare quindi vado.

Risolto il dubbio del moto a luogo, resta comunque da decidere cosa fare dentro l’urna: credo proprio che annullerò la scheda.
Magari ci copio su un post di Malvino. Oppure posso vomitarci sopra per rendere il tutto un po’ più in topic.

Ma col cazzo che gliela lascio bianca.

7 pensieri riguardo “Ad urnas sed schedam annullabo”

  1. Che bello, finalmente è arrivato il momento della parolaccia libera sulla scheda. è da quando ero piccola e mia sorella, scrutinatrice, me ne parlava, che questa pratica mi affascina tantissimo.

  2. Alle urne ci si va, sempre e comunque.
    Non mi ricordo quale mio parente di Modena chiese a una vecchina ultra-ottantenne se le serviva aiuto per andare a votare. E lei: “Ho già fatto. Da brava comunista, vado a votare sempre la mattina presto”.

    Non mi ricordo bene qual è la differenza tra lasciarla bianca (col rischio poi, come dice TFM, che la conteggino per Tabacci/Baccini) e annullarla (più divertente se non altro).
    Io non sono arrivato ancora a questo punto, ma vedo che succederà presto.
    Per il momento faccio qualcosa di più punk che non votare. Metterò la mia croce su “Bertinotti premier”.
    Quanto spesso mi capiterà questa possibilità?

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