Riflettevo sua una parola che in questi giorni la fa da padrone: pro-life.
Pro-life significa letteralmente “a favore della vita”. L’ho accostata subito a biologico, un altra parolina di moda.
Non ho potuto fare a meno di notare l’ideologia di purismo di fondo che i pro-life e i biologici hanno. S’appropriano indebitamente della vita e della purezza tecnologica, escludendo tutti gli altri.
Loro pro-life, noi pro-death.
Loro biologici, noi chimico-sintetici.
Questi sono i signori delle domande a trabocchetto “vuoi mangiare bene e sano oppure male?” o dei sillogismi facili.
Adorano l’assoluto, e se altri non lo fanno, sei loro nemico.
D’altronde, che scelta di posizione può darti uno che si etichetta da solo “a favore della vita”? Che dialogo si può avere con chi sa cosa è meglio mangiare a prescindere?
Eppure, e la cosa ha del grottesco se ci pensate bene, sentirete e sentite parlare questi signori di complotti vari e stigmatizzazioni nei loro confronti. Di multinazionali e lobby laiciste. Di nani e ballerine.
Dio ce ne scampi liberi.
Tags: aborto, biologico, ideologie, pro-life










16 Febbraio 2008 alle 19:34
e oltretutto sono ladri. si, dio ce ne scampi.
16 Febbraio 2008 alle 19:37
“Dio ce ne scampi liberi.”
razzista! E i gamberoni? e le aragoste? perché loro non devono essere liberi?
16 Febbraio 2008 alle 19:43
Ciao a tutti. Scusate se approfitto del blog del buon Cape, ma vorrei invitarvi nel mio nuovo angolino sulla rete: iononsonoitaliano.splinder.it
Fateci un giro e capirete subito di che si tratta… e cerco collaboratori, TANTI.
Fatevi sentire: trtzbass@gmail.com
16 Febbraio 2008 alle 22:31
Però dobbiamo riconoscere che pro-life sia un termine adeguato per distinguerli. E l’opposto non è pro-death - che mica si vuole in assoluto la morte per tutti - ma pro-choiche.
17 Febbraio 2008 alle 13:11
Sulla sacralità della vita un pezzo classico di George Carlin.
17 Febbraio 2008 alle 13:38
Non sto per dire nulla di originale,
ma penso sia giusto fornire una sottolineatura.
Il motivo fondamentale per cui si parla di VITA
da difendere è che si può riuscire
a contrabbandarlo come un valore laico.
Il video di Carlin è un buon antipasto.
Da lì si capisce che il termine VITA ha una semantica complessa.
Qual è la vita da difendere, per un credente?
Quella di una zanzara? No.
Quella di uno spermatozoo? Nemmeno (attualmente!)
Quella di un’altra cellula umana? Non quella di un rene.
No, la vita da difendere è quella degli esseri umani animati,
nel senso di provvisti di ANIMA.
Ci sarebbe comunque da discutere (come fa Carlin)
su quante volte questa sacralità non sia stata
rispettata proprio dalle religioni, ma non voglio divagare.
Il punto è che basare la propria bioetica sull’esistenza dell’anima
(e sul problema di quando avvenga l’animazione)
ha una giustificazione unicamente religiosa.
Molto meglio parlare di vita piuttosto che di anima,
se devo imporre una “verità laica”.
17 Febbraio 2008 alle 17:51
@ Weissbach: ma sto video è ‘na perla!!!
Non lo conoscevo! Cosa devo scaricarmi per farmi un full immersion del tizio?
18 Febbraio 2008 alle 13:38
per i “biologici”, e soprattutto i “prodotti bio”: è chiaramente una espressione di marketing. non so chi per primo ha usato un termine dal significato preciso come biologico, sovraccaricandolo di un significato diverso. Ma sono pronto a giocarmi la tastiera che chi l’ha reso celebre fosse un markettaro.
per i pro-life e pro-choice, sono entrambi nomi-slogan, e come slogan sono frettolosi, autoritari e parziali. Ma da prendere così, come tag.
Chi può asserire che solo un pro-lifaro sia a favore della vita (altra parola che andrebbe ben delimitata)? Ma chi, con onestà intellettuale, potrebbe sostenere che chi non è pro-choice non faccia scelte? E soprattutto, che in mezzo non ci sia della, molta, gente?
una nota: quello che dice Weissback tocca un argomento che mi dà molto da pensare. Per adesso però, credo ancora sia poco corretto. Credo che il problema più laicamente sia il considerare quando l’embrione assuma dignità di essere umano e perciò (sì, ho letto su bioetica quanto questo “perciò” possa rischiare di essere fallace…) assuma diritti. Ma questo è comunque un ragionamento laico, che rivendico. Detto questo, spostare il merito (o la colpa) di difendere i diritti dei nascituri sulle sole posizioni religiose, mi sembra scorrretto.
18 Febbraio 2008 alle 18:12
è lo slogan dei fan della soap opera “Incantesimo”
18 Febbraio 2008 alle 18:49
Pro-life un paio di c…..
il sig. Ferrara e i suoi compagni di merende vogliono che si mettano al mondo bambini anche se non possono essere mantenuti: e allora che li mantengano lui, i vescovi e Paparatzi; dall’inizio alla fine.
Inoltre, le basi “etiche” delle teorie (teologiche) di Ferrara & Co. mi sembrano più che traballanti; e soprattutto, come al solito, l’intento è quello di espropriare alle donne il loro corpo…ma vogliono farle diventare le soldatesse di Cristo o che altro??
La verità è che nel mezzo di un dramma (checchè ne dica quel grassone venduto, è un dramma) come l’aborto non c’è spazio per i principi religiosi, etici o filosofici: ci devono essere il cuore e la mente di una coppia, e il mondo ne DEVE stare fuori.
E infine vorrei dire alla Chiesa: “Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati, perdonate e sarete perdonati” (Lc 6, 35).
Queste sono parole di Gesù, non mie (che non sono neanche cristiano). Eppure la Chiesa non fa altro che giudicare e condannare; e come si è visto per il caso di Welby, non perdona.
18 Febbraio 2008 alle 18:57
“Pro-life” assomiglia a uno slogan per yogurt. Tipo quelli che fanno andar di corpo, non so se avete presente la pubblicità…
18 Febbraio 2008 alle 19:43
Pro-life Actiregularis