Le prime son sempre le più dure, specialmente se la costanza ti è stata estranea nelle ultime settimane. Pare che l’abbiano riempita con acqua pesante stasera: non se proprio una barra di grafite, ma via, ci si avvicina parecchio.
Le prime son sempre le più dure, e si fatica da morire soprattutto a mantenere bello il gesto. La colonna vertebrale si avvita un po’ troppo, come se si contorcesse sotto i potenti e acceleratissimi battiti. Le braccia s’irrigidiscono e fanno male per il calo del pH.
Le prime son sempre le più dure, ma sta passando. Lentamente il cuore s’abitua allo sforzo, le virate non fanno poi così paura, l’ossigeno torna a ripopolare il sangue. Pare anche di sentirlo diventare più rosso.
Le prime son sempre le più dure, ma ora la pelle è calda e l’acqua scivola senza resistenze. Il gesto si fa fluido e corretto. Un leggerissimo rollio accompagna le bracciate, lente e potenti. Il respiro è regolare, alternato a serie di cinque movimenti. Anche gli occhialini sembrano appannarsi di meno. Sono lo spettatore di una sorta di Ottobre Rosso a propulsione magnetica.
Sono in omeostasi. Stupendo.
Tags: allenamento, fiato, nuoto








26 Febbraio 2008 alle 12:25
Quanto anni che non nuoto più, mi hai fatto tornare voglia. Peccato che la mancanza di tempo non me lo permette. Ed anche le finanze: da queste parti neanche le piscine comunali sono più tanto accessibili.
26 Febbraio 2008 alle 13:13
Le braccia fanno male per il calo del pH

Mi fai venire in mente Milza e Acido lattico
Io invece ormai sono al livello de
Il congresso delle parti molli…
26 Febbraio 2008 alle 14:28
corri, corri. corri
26 Febbraio 2008 alle 15:08
Il nuoto… che nostalgiaaaaaaaaaaaaa!!!
Quando ero più magro di Fassino ho fatto per 7 anni nuoto. Poi mi son stancato, ho lasciato e ta-da ho preso 25 kili (persi 15 fino adesso).
Non vedo l’ora di ricominciare a nuotare (penso a settembre… ).
Ecco, ora mi scende pure la lacrimetta, mannaggia ;)))))