Sono ideologicamente favorevole ad ogni tipo di avanzamento scientifico tecnologico.
Provo però un certo senso di irrigidimento nel pensare che l’Italia si doterà, prima o poi, di centrali nucleari. Non perché abbia timori su questa tecnologia in particolare, ma sugli italiani.
Ad un popolo che non sa allacciarsi la cintura, smetterla di parlare al telefonino quando guida o semplicemente smaltire la propria cacca, non dovrebbe essere permesso neanche di parlare dell’energia nucleare.
Tags: italiani, nucleare








22 maggio 2008 alle 22:24
Completamente in sintonia: non ho nulla contro il nucleare, anzi lo preferisco di gran lunga a carbone e turbogas, ma la mia paura è “il nucleare in mano agli italiani”. Poi visto quello che riesce a fare la camorra con l’immondizia, figuriamoci con le scorie radioattive.
22 maggio 2008 alle 23:40
e le scorie radioattive da chi le facciamo smaltire?
:-D
ah, ecco….da Bassolino!!!
23 maggio 2008 alle 00:27
Mah, più che altro… ora che costruiamo nuove centrali nucleari… ora che queste diventino anche solo vagamente economicamente redditizie… mi auguro si siano trovate delle valide alternative energetiche! E noi ci troveremo con un sacco di scorie che non sappiamo a chi piazzare.
Secondo me il No al Nucleare è stato, tutto sommato, un errore, ma è un po’ tardi per riparare.
23 maggio 2008 alle 00:27
@ Liberamente, mi dirai da chi NON le facciamo smaltire, se parli di Bassolino…
23 maggio 2008 alle 00:58
Io come Cachorro dico che il no al nucleare all’epoca fu un errore. Ma ora non saprei che dire. Forse è troppo tardi.
Ci vogliono 20 anni per costruire e mandare a regime e poi per ammortizzare i costi ci vogliono altri venti anni. Nel frattempo che approvvigionamento energetico utilizziamo?
Insomma il nucleare deve essere accompagnato anche ad una politica di energie alternative.
23 maggio 2008 alle 02:08
Il nucleare non è La soluzione ma deve far parte, come hanno già detto altri sopra, di una revisione energetica totale.
Il nucleare non sostituirà tutto il resto, non potrebbe nemmeno farlo.
Però non possiamo rimanere ancora così vincolati all’estero per quanto riguarda l’energia. Oggi il petrolio c’è. Oggi il gas ce lo danno. Oggi la Francia ce la cede l’energia. E domani?
23 maggio 2008 alle 09:53
@ watchdogs: perché? Bassolino è espertissimo nel trattamento dei rifiuti (vedi Napoli e puoi muori!!!), pensa se applicasse lo stesso metodo anche per le scorie radioattive.
23 maggio 2008 alle 11:02
Se ogni volta che si parla di nucleare si fa la solita menata delle scorie non andiamo più avanti, ma restiamo fermi e immobili come del resto abbiamo sempre fatto noi italiani nel nostro Paese.
23 maggio 2008 alle 12:49
la menata non è la “solita menata delle scorie” è che siamo ITALIANI!!! è di quello che non mi fido!!! :-S
23 maggio 2008 alle 13:14
Condivido pienamente il post.
Sono abbastanza vecchio per avere lavorato un po’ nel nuclere italiano (Montalto di Castro) poi abortito. Ho avuto modo di conoscere invece chi ha lavorato nella progettazione e costruzione delle vecchie centrali, Es. Caorso. Dalle cose che mi raccontavano, radiografie fatte con la fotocopiatrice, certificazioni dei materiali fasulle e via Italiacando, sono ben contento che le abbiano chiuse.
Quindi sì al nucleare, ma non in Italia.
23 maggio 2008 alle 17:26
Condivido pienamente il tuo post e il commento di @Fabristol.
Gli stessi dubbi mi vengono a proposito del liberismo che presupporrebbe uno Stato in grado di far rispettare le regole.
Però, secondo alcuni, per esempio Rubbia, all’epoca del referendum avevamo competenze, studiosi e tecnici di prim’ordine, ora bisognerebbe ricominciare daccapo, e ci vuole tempo, molto tempo.
E, di tempo, non ne abbiamo.
23 maggio 2008 alle 19:51
Assolutamente daccordo.. DI sicuro gli italiani riuscirebbero anche a farsi affettare dalle pale eoliche dichiarandole poi pericolose..
23 maggio 2008 alle 20:15
E’ proprio quello che ho pensato io ieri. Non mi fido.
Specie se penso che, invece, fonti alternative che in Italia abbonderebbero non vengono usate quanto si potrebbe.
23 maggio 2008 alle 23:41
Io dico solo questo
23 maggio 2008 alle 23:53
E vi segnalo un bel post di Maurizio.
24 maggio 2008 alle 11:51
Mmm… beh, mi fa piacere scoprire che non sono l’unico a vedere negli italiani il principale ostacolo al nucleare in Italia: http://snipr.com/2a7yt
25 maggio 2008 alle 10:15
E il prezzo dell’uranio che continua ad aumentate come dico qui.
26 maggio 2008 alle 11:21
cernobyl ha provocato 65 vittime, la diga del vajont 1917, piuttosto toccherebbe mettere al bando le energie alternative.
27 maggio 2008 alle 11:46
Io non sono un fan del nucleare anche se ai tempi del referendum scrissi un tema a favore negli anni del liceo. Scrissi “ma se scoppia una centrale in francia la nube si ferma sulle alpi per il referendum?”. Fu l’unica insufficienza in un tema per cause ideologiche
Sono però dell’idea che una nazione normale deve avere una politica energetica che permetta alle aziende di competere altrimenti hai voglia di mettere dazi…
Detto questo credo che la tua sia una “scorciatoia mentale” causata dall’impossibilità di una critica aperta all’avanzamento della scienza
Lasciati da parte gli istinti statalisti-paterni mi chiedo se il tuo ragionamento non possa cozzare con il dare a un popolo che “non sa allacciarsi la cintura, smetterla di parlare al telefonino quando guida o semplicemente smaltire la propria cacca” la possibilità di abortire, eseguire diagnosi pre-impianto, suicidarsi o anche solo la possibilità di guidare un’autovettura…
Ciao!
P.S./1 Al fine di evitare polemiche o deviazioni OT la mia non vuole essere una chiusura all’aborto ma piuttosto un’apertura al nucleare.
). Ma la scienza, come tutte le cose, non può essere elevata al rango di divinità
P.S./2 Io non sono ideologicamente a favore di nulla. Men che meno “ad ogni tipo di avanzamento scientifico tecnologico“. Viva il progresso e abbasso i conservatori che temono tutte le cose nuove (tipo grillo per intenderci
13 giugno 2008 alle 13:55
Condivido in toto!
27 giugno 2008 alle 16:25
>Sono però dell’idea che una nazione normale deve avere una politica
>energetica che permetta alle aziende di competere altrimenti hai voglia
>di mettere dazi…
per me la società civile non può basarsi sulla competitività, se si vuole un benessere diffuso a tutta la popolazione.
Inoltre credo sia meglio avere più attenzione verso le famiglie e le persone, che le aziende.