Ancora sulle sagre

Ne scrissi ispirato molto tempo fa.

Ma ancora non riesco a capacitarmi come faccia ad esistere tanta gente che lavora e si fa un culo così per conservare lo status quo. E gratis, per dio.

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2 Responses to “Ancora sulle sagre”

  • Ed Says:

    Me lo ricordo, cavolo! Mi era venuta la voglia di farmele tutte, anche quella delle cozze in un paese a 1000 metri sul livello del mare…poi però non lo feci..

  • Cachorro Quente Says:

    Ma, da noi le sagre sono piuttosto diverse, sorgono nel Carso slavofono (e comunista) e hanno un modello standard.

    Cibo: salsicce, cosce di pollo, cevapcici (http://en.wikipedia.org/wiki/Cevapcici), palacinke (=omelette), patatine fritte.

    Alcool: vino rosso e bianco (a inizio serata prendere una bottiglia di entrambi, per capire quale dei due è vagamente commestibile), birra (ma è un po’ barare).

    Musica: in genere gruppi di lingua slovena con repertorio che va dalle canzoni tradizionali a YMCA (ogni tanto però sono bravetti).

    Divertimenti organizzati: NESSUNO, salvo ovviamente ubriacarsi e ballare (rigorosamente in quest’ordine).

    Bancarelle: qualcosa solo a quelle più politicizzate.

    Tendoni: piccoli, la maggior parte dei tavoli stanno all’aperto (anche nelle sagre in primavera dove a un certo punto si gela).

    Utente tipo: considerando che a Trieste non c’è un cazzo da fare, trovi di tutto, dal vecchio carsolino avvinazzato ai peggio tamarri, dagli studenti universitari fighetti ai fricchettoni.

    Divertimento: in genere parecchio, anche se non quanto all’osmiça (http://www.robadeosmiza.com/).