No so voi, ma io ho una particolare avversione per l’aria condizionata. Non solo perché fa male alle mie preziosissime corde vocali, secca la pelle e fa calare la libido, ma anche per una questione squisitamente ideologica.
Trovo che l’aria condizionata abbia profondamente cambiato il nostro modo di relazionarci all’ambiente, al mondo circostante. Prima, se avevi caldo in macchina – tanto per fare un esempio - aprivi il finestrino e cercavi di disporre la mano in modo da deviare l’aria all’interno della manica per rassicurare l’ascella in difficoltà. Erano momenti. Ora i finestrini sono chiusi – sempre – cosa che impedisce anche il relazionarsi incivile con il deficiente di turno. Vedi questi uomini e queste donne all’interno delle loro navicelle di plastica e acciaio, perfettamente asciutti e operativi, fieri della loro attrezzatura Borg all’orecchio e non puoi fare a meno di pensare che siamo ogni giorno un pochino più tristi.
Oggi pioveva ed ho voluto essere anche io trasgressivo. Ho aperto il finestrino e ho riassaporato la puzza della pioggia d’estate, con quell’odore d’acqua impolverata e la sua freschezza evanescente. Mi sono ricordato di quando ero piccolo, di quando mettevo fuori il braccio e mia nonna gridava “st’atento cocco!” e di quando facevi il serpentino con la mano a 90 all’ora imparando i primi rudimenti di aeronautica. Mi sono bagnato tutto il braccio, camicia e sportello. Mi sono ricordato che a 120 la pioggia comincia a far male.
Tags: aria condizionata, pioggia







21 luglio 2008 alle 21:46
A me fanno sorridere quelli che prendono l’auto, si fiondano dentro e per un “viaggio” da 10 minuti usano l’AC. Poi escono e vanno a scottarsi al mare. Sono uno spettacolo!
21 luglio 2008 alle 22:18
Io sono quasi morto per colpa dell’aria condizionata…. colpa di quei francesi del cactus… te la sparano a 5 gradi a ferragosto….
22 luglio 2008 alle 05:50
Io metto l’AC e poi apro il finestrino..
22 luglio 2008 alle 09:09
COME “FA CALARE LA LIBIDO”?
NON FACCIAMO SCHERZI, CHE QUI LA AC E’ A MANETTA!
o intendevi per AC “Azione Cattolica”, che si sa, abbassa la libidine…
Commento poco, ma quando commento….
22 luglio 2008 alle 09:19
Io la evito accuratamente finché posso. Negli uffici e nei negozi dove la sparano al massimo, cerco di uscire immediatamente…
22 luglio 2008 alle 10:19
Massimo, sicuramente parlava di Azione Cattolica.
22 luglio 2008 alle 10:47
Io la odio.
La sopporto male in ufficio.
Nella mia auto non c’è, in quella del mio moroso non l’accendiamo mai. Ogni tanto penso a come sarebbe difficile vivere insieme, se non la pensassimo allo stesso modo, riguardo all’aria condizionata. Ora so che ci calerebbe pure la libido!
22 luglio 2008 alle 10:49
p.s. questo tuo discorso, poi, fa parte di uno più ampio su come la gente sia ormai disabituata ad adattarsi al mondo e come preferisca plasmarlo attorno ai suoi porci comodi.
22 luglio 2008 alle 11:10
L’unico motivo valido per chiudere i finestrini della macchina quando fa caldo è ascoltare la musica in autostrada.
Punto.
22 luglio 2008 alle 11:18
Francamente l’AC in macchina la uso poco anche io per motivi ideologici e poi anche perchè si consuma nettamente di più.. Anche io ho imparato i primi rudimenti di “aereodinamica” con la mano ad ala dal finestrino..
22 luglio 2008 alle 11:41
@ Cachorro: sottoscrivo
23 luglio 2008 alle 06:16
a parte il fatto che la pioggia d’estate non puzza, l’aria condizionata non e’ necessariamente uno status symbol, anzi in molti posti e’ uno strumento di sopravvivenza. sul serio.
23 luglio 2008 alle 11:44
Avendo passato un breve periodo in un posto dove la temperatura media può superare i trenta gradi, posso dire con esperienza che la vera risposta è il ventilatore, non l’aria condizionata.
23 luglio 2008 alle 12:39
Non la amo molto nemmeno io, anche se in taluni casi la invoco (tipo treno sotto sole cocente fermo con vagone che si scioglie a momenti). Anche io amo molto l’odore della pioggia. Hai ragione, l’aria condizionata ci isola dal mondo e dalla natura, come l’ipod perennemente inserito nelle orecchie per non sentire il rumore di fondo della vita… quasi quasi ci scrivo un post su ’sta roba. Quest o tuo, come quello sulle sagre, è da antologia, comunque.
23 luglio 2008 alle 17:58
@ galatea: mi fai arrossire.
24 luglio 2008 alle 09:24
passi troppo tempo in macchina!
cmq anch’io ho nostalgia dei finestrini aperti, dei capelli scompigliati, degli occhi cisposi per la polvere…
24 luglio 2008 alle 15:51
Io utilizzo l’aria condizionata ogni volta che posso.
Due, tre gradi meno che “fuori”, umidità al minimo…. e torno a respirare (aria riciclata di filtro), che sia in un ufficio, a casa o in macchina. Sarà che sono stonato, sarà la pelle grassa, sarà che ho del maniaco, non credo di aver mai risentito dei problemi “fisici” che avete descritto.
Se devo interagire e mi trovo in auto, al più, abbasso il finestrino per quel tanto che basta. A casa ed in ufficio interagisco meglio (con me stesso, prima di tutto) se non “appiccico” dal sudore.
Per questo non credo che “l’aria condizionata” ci isoli più di quanto vogliamo, o di quanto ci isola – al momento – “partecipare” di questo post.
Se proprio mi manca la natura e il “fresco dei vecchi tempi” (ante aria condizionata), vado a far due passi in un bosco, dove l’aria condizionata oggettivamente non serve. Che piova o meno.
E’ di prendere l’acqua sul braccio a 120 km all’ora che non ho mai sentito il bisogno.
Saluti
Andrea