lug 21 2008

Finestrini

No so voi, ma io ho una particolare avversione per l’aria condizionata. Non solo perché fa male alle mie preziosissime corde vocali, secca la pelle e fa calare la libido, ma anche per una questione squisitamente ideologica.

Trovo che l’aria condizionata abbia profondamente cambiato il nostro modo di relazionarci all’ambiente, al mondo circostante. Prima, se avevi caldo in macchina – tanto per fare un esempio -  aprivi il finestrino e cercavi di disporre la mano in modo da deviare l’aria all’interno della manica per rassicurare l’ascella in difficoltà. Erano momenti. Ora i finestrini sono chiusi – sempre – cosa che impedisce anche il relazionarsi incivile con il deficiente di turno. Vedi questi uomini e queste donne all’interno delle loro navicelle di plastica e acciaio, perfettamente asciutti e operativi, fieri della loro attrezzatura Borg all’orecchio e non puoi fare a meno di pensare che siamo ogni giorno un pochino più tristi.

Oggi pioveva ed ho voluto essere anche io trasgressivo. Ho aperto il finestrino e ho riassaporato la puzza della pioggia d’estate, con quell’odore d’acqua impolverata e la sua freschezza evanescente. Mi sono ricordato di quando ero piccolo, di quando mettevo fuori il braccio e mia nonna gridava “st’atento cocco!” e di quando facevi il serpentino con la mano a 90 all’ora imparando i primi rudimenti di aeronautica. Mi sono bagnato tutto il braccio, camicia e sportello. Mi sono ricordato che a 120 la pioggia comincia a far male.

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lug 21 2008

Ancora sulle sagre

Ne scrissi ispirato molto tempo fa.

Ma ancora non riesco a capacitarmi come faccia ad esistere tanta gente che lavora e si fa un culo così per conservare lo status quo. E gratis, per dio.

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lug 21 2008

Riassumendo

Allora.

Sei stato appena superato, ma provi a ripassare davanti in staccata.

Arrivi lungo perchè l’altro non è mica un mongolo e inevitabilmente esci di strada.

Tagli la chicane mentre l’altro è in traiettoria, tranquillo.

La tua moto scodazza pericolosamente sulla terra (coraggioso a tenere il gas aperto) ma in questo modo vai praticamente addosso all’altro che per non sbattere è costretto ad allargarsi moltissimo e quasi uscire di pista.

Beh, è chiaro che l’atteggiamento scorretto è dell’altro che doveva farti passare per evitare l’incidente.

Chiarissimo.

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lug 13 2008

Non c’avete i soldi? Fate meno feste del cazzo

A pagina 7 di “La Repubblica” di oggi c’è la continuazione dell’articolo di Vladimiro Ponchi che titola “Carabinieri e polizia è crisi” (versione online).

Non c’hanno più ‘na lira, poracci.

Poracci un paio di palle. Rispolvero un pezzo che scrissi un po’ di tempo fa, mai pubblicato perchè mi si disse – a ragione – che mancava la ciccia (i dettagli insomma).

Ma siccome so incazzato e in vacanza, me ne frego della ciccia e ve lo copincollo.

Qui Perugia, dal vostro inviato alle celebrazioni (quelle perugine eh) del 156°anno [http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/festa_2008/festa_2008.html] della Polizia di Stato.

Oltre a svolgersi in tutta Italia, l’anniversario 156 (numero che non dice niente neanche a se stesso, visto che non ‘è primo e non ha una radice degna di questo nome) sarà festeggiato anche a Perugia all’interno dell’abbazia medioevale che ospita, fra le altre cose, la Facoltà di Agraria.

Gran parte della struttura è off-limits: zona militare, limite invalicabile. Si scherza, ovviamente, ma l’impatto delle divise blu sulla popolazione della universitaria è comunque rilevante. Pullman, camionette, guardie in ogni dove, accessi ristretti, carri attrezzi che smobilitano se parcheggi dove non è consentito, tappeti rossi, volanti, pantere… mancano solo i nani e le ballerine. Dice che l’anno prossimo ci saranno anche quelli.

Tutto è stato messo a lustro per l’occasione: corridoi del monastero riverniciati di notte, chiostro pulito a mano dalle erbacce tra le mattonelle come non si ricordava dal 1400 (giusto i monaci avevano il tempo e la pazienza di farlo), vivai perugini svaligiati dalle piante che ora rendono gradevole e friendly l’ambiente. “Dalla parte della gente” dicono infatti le gigantografie che campeggiano in ogni angolo o porta murata. La festa della pulizia dovrebbero chiamarla, ma saremmo solo al primo anno, non vale.
Fa un po’ specie passeggiare tra le uniformi indossate da manichini di moda dalla sguardo tutt’altro che fiero e rassicurante. Rispettate ovviamente le quote rosa con il manichino piercing-al-naso-munito. Fantastico.

Menzione speciale va al catering che a prima vista pare di gran lusso: sedia di vimini con cuscino pregiato, sottopiatto d’argento, 4 bicchieri, argenteria di classe e tavoloni rotondi da 10. I tendoni hanno lampadari medioevali che dovrebbe vederli signora mia!.

Putroppo non dispongo del menù, ma voci incontrollate mi riferiscono molto ricco. A supporto di questo aggiungo che l’Orto Medievale (che pare finto da quanto è verde e potato) è pieno di gazebetti dove si serviranno – immagino – manicaretti di ogni tipo e foggia. Unico neo: la vasca dell’ovulazione (una vasca con delle ninfee) non ha fiori. Deve essersi bloccata con l’emozione.

La sensazione è quindi quella di uno sfoggio inutile di bellezza e sfarzo: come si chiama quel corpo delle stato che non ha i soldi per mettere la benzina nelle volanti? Polizia di Stato? Carabinieri? Non ricordo bene, ma il disagio è forte.

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lug 9 2008

Carfagna

Della vicenda Guzzanti-Carfagna s’è lamentato anche l’onorevole Bocchino.

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