ott
31
2008
Secondo l’illuminante articolo di Luca Sciortino dal titolo “Ricerca Maltrattata” apparso su Panorama di questa settimana, chi studia la Fisiologia del cavallo atleta è meno degno di finanziamento di chi invece studia le cellule staminali.
“Bizzarria” la chiama in copertina (lui o chi per lui).
So per certo, perchè ci lavoro nel settore dello “stress da esercizio del cavallo atleta”, che si possono fare ricerche serie ed efficienti nel campo veterinario ed agrario. E non si spreca una lira, anzi: quando non bastano si investe in formazione (e spesso anche in materiale) con i propri soldi (io personalmente mi sono preso il computer col quale lavoro con un prestito: 2000 € in tre anni).
Per parlare chiaro – di cifre insomma – e per mettermi al livello dello Sciortino, il mio gruppo di ricerca ha avuto approvato un progetto PRIN nel 2006 con 64000 € circa. Il tutto da dividere in due anni, e in due differenti unità operative (es. due Università). Un “gruzzolone” che non basta neanche a pagare un assegno di ricerca…
Per tornare all’articolo, lo Sciortino, snocciola titoli di PRIN come se piovesse e suggerisce – secondo una sua personale opinione strisciante – una linea di giudizio improntata sulla paura, rivolgendosi al ventre delle persone: cellule staminali sì, cavallo atleta no. Un po’ come ad Annozero ieri sera: non si possono salvare specie in vie d’estinzione, soprattutto se hanno un buffo nome come “Asino dell’Amiata”.
Poi, magari, questo stimatissimo giornalista è uno di quelli che guai agli OGM, evviva la biodiversità e che mangia biologico. Muhuhahaha. Ma che vuoi farci, lui è un fisico teorico, che je frega allui della ricerca in capo agrario e veterinario. Personalmente non mi permetterei mai di giudicare non degno di finanziamento o bizzarria una ricerca sui muoni o i leptoni, sebbene sappiamo tutti quanto costi anche a noi italiani un progettone come l’LHC.
Non manca nella stupenda analisi il lato ilare: basta leggersi le didascalie della figura a pagina 188. “Analisi di microbiologia: un vetrino con una colonia di batteri”.
Innanzitutto non è un vetrino ma una piastra… capisco che chi non è del settore faccia fatica ad astrarsi dalla radiazione di fondo per approfondire gli argomenti di cui tratta saltuariamente. E poi, non è una colonia… sono molte.
Ma io non la giudicherò come fisico perchè non sa distinguere una piastra da un vetrino…
La giudico come giornalista poco informato e di parte. E questo, mi consénta, non è affatto scientifico.
Addendum: chi volesse leggere l’articolo mi contatti attraverso l’apposito form
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ricerca
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ott
30
2008
Probabilmente tutto ’sto casino della scuola ha un senso che non cogliamo.
Probabilmente tutto ’sto casino ha a che fare con l’irrinunciabile radice xenofoba dell’attuale maggioranza.
Probabilmente fa tutto parte di una strategia volta a creare manodopera ariana a basso costo per il prossimo ventennio.
E fuori dai coglioni, extracomunitari di merda!
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scuola,
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ott
27
2008

Mi fa un sacco di pena chi tenta di difendere la “Riforma Gelmini”. Sul serio.
Chi difende la “Riforma Gelmini” che non ha la minima idea di cosa sia l’Università e dei suoi problemi. Perché ne ha parecchi – vero – ma non si affrontano i problemi semplicemente ignorandoli o rimuovendoli senza dare una soluzione. Un po’ come curare una malattia uccidendo il paziente.
Ad esempio si taglia indiscriminatamente senza tenere conto di alcun parametro di efficienza. E uso efficienza non a caso: all’Università non si fanno i bulloni, cari i miei piccoli propagandisti.
All’Università si dovrebbe avere la pretesa di formare persone migliori, che se anche non fanno ricerca o non insegnano, abbiano dalla loro una preparazione culturale di superiore livello, e non di livello superiore…
Ma la politica da 15 anni ha deciso che i suoi interessi sono altrove, in banche e serbatoi industriali di scarso livello, ed ha affidato a persone mediocri la riforma del settore. Persone che hanno monetizzato il sapere con debiti e crediti, incrementato le sedi Universitarie per puri fini clientelari invece di potenziare le pre-esistenti già ridondanti. Come con le Provincie: tutti contrari, ma si raccolgono firme per istituirne altre.
15 anni di sfasci, di tagli ai fondi e di valutazioni di merito sul numero di laureati… ma per piacere!
E dopo 15 anni si arriva alla Gelmini, fantoccio sacrificale da immolare al posto del vero sceneggiatore: Tremonti. Si è deciso che per mandare avanti il baraccone si spendono troppi soldi e quindi le Università devono diventare Fondazioni, così si mantengono da sole. Non è un caso che proprio a qualche mese dell’approvazione della possibilità di diventare tali Enti alcuni atenei dichiarino bancarotta, no?
Infatti non è neanche vero che questa Riforma non Riforma non ha una sua idea, un suo impianto ideologico. Ce l’ha eccome. Togliamo i soldi a tutti, e vediamo chi sopravvive.
“Ne resterà soltanto uno“ … ZAC!
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