Ricercatore fannullone sprecone

Secondo l’illuminante articolo di Luca Sciortino dal titolo “Ricerca Maltrattata” apparso su Panorama di questa settimana, chi studia la Fisiologia del cavallo atleta è meno degno di finanziamento di chi invece studia le cellule staminali.
“Bizzarria” la chiama in copertina (lui o chi per lui).
So per certo, perchè ci lavoro nel settore dello “stress da esercizio del cavallo atleta”, che si possono fare ricerche serie ed efficienti nel campo veterinario ed agrario. E non si spreca una lira, anzi: quando non bastano si investe in formazione (e spesso anche in materiale) con i propri soldi (io personalmente mi sono preso il computer col quale lavoro con un prestito: 2000 € in tre anni).

Per parlare chiaro - di cifre insomma - e per mettermi al livello dello Sciortino, il mio gruppo di ricerca ha avuto approvato un progetto PRIN nel 2006 con 64000 € circa. Il tutto da dividere in due anni, e in due differenti unità operative (es. due Università). Un “gruzzolone” che non basta neanche a pagare un assegno di ricerca…

Per tornare all’articolo, lo Sciortino, snocciola titoli di PRIN come se piovesse e suggerisce - secondo una sua personale opinione strisciante - una linea di giudizio improntata sulla paura, rivolgendosi al ventre delle persone: cellule staminali sì, cavallo atleta no. Un po’ come ad Annozero ieri sera: non si possono salvare specie in vie d’estinzione, soprattutto se hanno un buffo nome come “Asino dell’Amiata”.

Poi, magari, questo stimatissimo giornalista è uno di quelli che guai agli OGM, evviva la biodiversità e che mangia biologico. Muhuhahaha. Ma che vuoi farci, lui è un fisico teorico, che je frega allui della ricerca in capo agrario e veterinario. Personalmente non mi permetterei mai di giudicare non degno di finanziamento o bizzarria una ricerca sui muoni o i leptoni, sebbene sappiamo tutti quanto costi anche a noi italiani un progettone come l’LHC.

Non manca nella stupenda analisi il lato ilare: basta leggersi le didascalie della figura a pagina 188. “Analisi di microbiologia: un vetrino con una colonia di batteri”.
Innanzitutto non è un vetrino ma una piastra… capisco che chi non è del settore faccia fatica ad astrarsi dalla radiazione di fondo per approfondire gli argomenti di cui tratta saltuariamente. E poi, non è una colonia… sono molte.

Ma io non la giudicherò come fisico perchè non sa distinguere una piastra da un vetrino…

La giudico come giornalista poco informato e di parte. E questo, mi consénta, non è affatto scientifico.

Addendum: chi volesse leggere l’articolo mi contatti attraverso l’apposito form

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4 commenti a “La scientificità di Panorama”

  1. MyAvatars 0.2 cattivo maestro scrive:

    hai tutta la mia solidarietà perchè conosco la rabbia che ti monta dentro quando leggi articoli sommari come quelli di sciortino. E’ gravissimo che la stampa si sia ormai sottomessa al potere. Tutti al soldo del Presidente! Dobbiamo resistere, non mollare.

  2. MyAvatars 0.2 capemaster scrive:

    Ti ringrazio per le tue parole di supporto, anche a nome del mio gruppo di ricerca.

  3. MyAvatars 0.2 davide scrive:

    Leggo panorama solo quando sono dal dentista (purtroppo spesso in questo periodo), e penso sia allo stesso livello degli altri giornali presenti in sala di aspetto (Grazia, Donna, Focus) cioè mezza schifezza. I teorici delle particelle mi stanno un po sulle balle (sono Computazionale/sperimentale della materia :-))
    e sono in accordo con te.
    Quello che mi spiace, è vedere che anche il giornale di moda Nature abbia iniziato a pubblicare “articoli” in stile panorama…

  4. MyAvatars 0.2 ilMaLe scrive:

    Ci sono un sacco di corsi inutili. Ma non per gli argomenti trattati, ma perchè non danno scbocchi sul lavoro. E perchè sono fatti per far mantenere le cattedra a baroni saccenti.

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