{ capemaster }

il blog che una volta aggiornavo

Trentenni

Credo di appartenere alla generazione più commercialmente sfruttata dell’universo.

Prima il fumetto.

Poi le raccolte.

Poi le figurine.

Poi i gadget.

Poi il film e ovviamente il VHS.

Poi il sequel e il DVD del primo e del sequel.

Poi la reiedizione speciale dei fumetti.

Poi la colonna sonora rieditata.

Poi la versione director’s cut.

Poi il Blu-Ray che se vede meglio e se sente non te dico.

Poi il prequel della serie.

Poi la raccolta della trilogia.

Ed è inutile dire che ce li siamo ciucciati tutti, dal primo all’ultimo.

Quand’è che abbiamo smesso di imparare da una storia o da un’opera d’arte per concentrarci sul mezzo della sua diffusione?

6 Comments

  1. Quando il mezzo della sua diffusione è diventato cultura e progresso, anzi la sola cultura ed il solo progresso.

  2. credo sia frutto della sporporzione fra tecnica e creatività che si è venuta a creare negli ultimi due decenni. Semplicemente, troppa tecnologia e troppi canali di diffusione rispetto alla mera quantità delle opere d’arte in circolazione. Per non parlare delle idee, zombificate e rescuscitate da anni e anni con nuovi personaggi, una nuova veste, una nuova tecnologia, un nuovo attore, un nuovo mastering.

    Poche idee= Poca varietà=poca creatività

    Tanta postproduzione= tanto marketing= tanta diffusione a tappeto

    Credo sia il grande fallimento di questi ultimi vent’anni. Non essere riusciti a creare nuove mitologie. O meglio. Creare dei che durano una settimana per essere spodestati da altri dei, e che quindi nessuno ricorderà. Ma a loro che gli frega. Il box office parla chiaro, i soldi li hanno fatti…. e se qualcuno vuole ascoltarsi o vedersi un classico c’è sempre l’ “edizione ultimate-speciale-giurochequestaèlultimavolta” di una qualche opera random uscita nel 1987.

    nel frattempo

  3. storpiando fight club, mi viene da dire

    “tutto è una cover, di una cover, di una cover, di una cover….”

  4. “Poche idee= Poca varietà=poca creatività

    Tanta postproduzione= tanto marketing= tanta diffusione a tappeto”

    Io penso invece che tutti questi eccessi stiano portando a una sana Riforma di stampo luterano. Il cinema pop-corn è sempre esistito, e in questo periodo è rappresentato soprattutto dalle “saghe” (risparmi sulle location, sugli attori, sui diritti d’autore alla sceneggiatura se da una storia fai tre o più film, vedi Harry Potter, Narnia, I pirati dei Caraibi…). Ma si sta tornando anche a fare cinema vero, lavorando e sperimentando ad esempio sulla fotografia e non solo in post-produzione (la pletora di film dai colori seppiati, de-saturati, lividi che sembravano un obbligo nella cinematografia di inizio millennio): sia in digitale (Michael Mann) che in analogico (vedi lo splendido “Non è un paese per vecchi”).
    E al di là della tecnica, vedi anche un film stupendo come “The wrestler”.

    E ora mi aspetto che qualche regista giovane faccia qualcosa di nuovo anche nell’ambito del genere, vedi horror o fantascienza… non si sa mai che tra il prequel del sequel di Star Trek (che tra l’altro vado a vedere di sicuro) e la ventottesima riedizione di Blade Runner spunti un nuovo Guerre Stellari.

  5. imho c’è un rapporto dialettico tra messaggio e medium, vabbè non dico niente di nuovo, comunque il medium è importante appunto perchè permette determinate cose, non è mica un caso se per avere un film del signore degli anelli anelli decente sono dovuti passare 50 anni.

    ecco, seconde me il cine attuale è piuttosto obsoleto, e pure i libri (ma di meno) credo che nel futuro avremo molti serial, lunghio come libri ma multimediali come i film.

    forse in un lontano futuro si fonderà anche la saggistica e il documentario, e avremo lunghissimi documentari monotematici.

  6. … negli anni ottanta…. (ed è da allora che tutto sa di “già visto, già sentito…”)
    Saluti
    Andrea

Load Times Plugin made by Ares Free Download