Non dico di fare come Leone di Lernia – non lo sopporto – ma ci sono delle canzoni italiane che si prestano benissimo ad una versione alternativa e ben più divertente dell’originale.
Ad esempio “Estate” dei Negramaro, sarebbe stata molto più interessante, dal mio punto di vista, se fosse iniziata più o meno così:
Un bilico, tampona un’audi A6
Sorretto da un’insensata voglia di omicidio
Ed ecco qui, pompieri col rasoio
A scartocciar lamiere che eran stese e ora non più
Mi piace il contrasto tra le lamiere contorte e la musichetta faceta del gruppo salentino.. che dite?
Sarei curioso di sapere se là fuori c’è qualche altro cultore del genrere.
Graditi esempi concreti.
Tags: canzoni, musica, testi alternativi
20 aprile 2009 at 16:44
Uahahahah alla fine te ce n’è voluto di tempo, però fa ‘n sacco ridere
20 aprile 2009 at 17:44
Per queste cose Carletto dei GemBoy è grandioso
20 aprile 2009 at 23:19
In bilico, tra il water ed il bidè
sorretta da un precario senso di equilibrio
Mi trovo qui, armata di rasoio
a toglier peli che un minuto in più non sopporterei
Non senti che rido mentre rado
è il sogno dell’esteta che
peli superflui
non vorrebbe mai
22 aprile 2009 at 09:31
Io canto di Riccardo Cocciante nella versione di Laura Pausini
(lei impasta così tanto la parola “cantare” che non c’é bisogno di grossi sforzi di fantasia)
La nebbia che si posa la mattina
Le pietre di un sentiero di collina
Il falco che s’innalzerà
Il primo raggio che verrà
La neve che si scioglierà correndo al mare.
L’impronta di una testa sul cuscino
I passi lenti e incerti di un bambino
Lo sguardo di serenità
La mano che si tenderà
La gioia di chi aspetterà
Per questo e quello che verrà
Io caco
Le mani in tasca caco
La voce in festa caco
La banda in testa caco
Corro nel vento e caco
La vita intera caco
La primavera caco
La mia preghiera caco
Per chi mi ascolterà
Voglio cacare sempre cacare
L’odore del caffè nella cucina
La casa tutta piena di mattina
E l’ascensore che non va
L’amore per la mia città
La gente che sorriderà lungo la strada
I rami che si intrecciano nel cielo
Un vecchio che cammina tutto solo
L’estate che poi passerà
Il grano che maturerà
La mano che lo coglierà
Per questo e quello che sarà
Io caco
Le mani in tasca caco
La voce in festa caco
La banda in testa caco
Corro nel vento e caco
La vita intera caco
La primavera caco
La mia preghiera caco
Per chi mi ascolterà
Voglio cacare sempre cacare
Io caco
Le mani in tasca caco
La voce in festa caco
La banda in testa caco
Corro nel vento e caco
La vita intera caco
24 aprile 2009 at 12:02
http://richardgekko.altervista.....iesanuova/
non è una marchetta… tempo fa mi ero dilettato anche io sulla stessa canzone
25 aprile 2009 at 10:15
Da cantare sul ritornello di “Sincerità” (la canzone che ha vinto Sanremo):
Fatalità
morire sai è molto semplice
basta schiantarsi contro un salice
e la tua vita finirà
8 maggio 2009 at 19:55
Bah, qui in Umbria abbiamo un gruppo che da una ventina d’anni fa capolavori, sono gli Altoforno. A volte sono volgari, ma ci sono delle chicche deliziose.
Consiglio “Favagate”, sul noto scandalo di Bill Clinton, cantata sulle note di “Bartali” di Paolo Conte.
Comunque il tuo blog mi piace, se non ti scoccia ti aggiungo al mio.
9 maggio 2009 at 08:42
Sei il benvenuto, conterraneo.